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IBM Business Connect si misura con l’innovazione

Oltre 1500 professionisti si sono riuniti a Milano in un appuntamento organizzato per analizzare temi quali big data, cloud, mobile e social business. Di seguito il resoconto dell'intervento di introduzione dell'evento da parte di Paolo Degl'Innocenti, vice president software di IBM Italia, che ha evidenziato il rapporto tra IBM e i principali trend che si apprestano a rivoluzionare il mondo, non solo digitale.

Dallo Smart Planet ai Big Data

"L'obiettivo di IBM è di connettere tra loro le diverse esperienze di business che possono risultare tra loro complementari e fare in modo che, dalla collaborazione più stretta, si alimenti un cammino di innovazione che riteniamo indispensabile e urgente.

Da circa 5 anni IBM sta promuovendo il concetto di Smarter Planet intravedendo l'avvento di un modo che si stava trasformando a grande velocità, diventando intelligente e che sarebbe stato sempre più pervaso di tecnologia e connessioni. Un processo simile a quanto era avvenuto negli anni duemila, quando IBM introdusse il concetto di e-business e prevedeva il ruolo fondamentale di Internet come backbone per portare avanti il business. A qualche anno di distanza la parola "smart" è diventata di uso comune e si è estesa oltre il suo significato iniziale perché il cammino che abbiamo descritto in anticipo è diventato una realtà.

Paolo Degl'Innocenti, vice president software di IBM Italia

Il mondo crea una quantità enorme di dati; basti pensare che il 97% della base dei dati del mondo ha meno di 24 mesi di vita. Il problema non è però il numero di dati ma il fatto che, in assenza di strumenti idonei per per analizzarli, i dati non hanno valore per il business. Nel mondo dei Big Data è fondamentale disporre di competenze e di strumenti che consentano di trasformare questi dati in valore. La tecnologia non è più solo un fattore abilitante ma, invece, è un elemento differenziante per creare vantaggio oppure gap competitivo. Una verifica diretta di questa affermazione l'abbiamo ottenuta nel 2012, in occasione dell'elaborazione del CEO Survey che IBM pubblica a cadenza biennale, intervistando le aziende più importanti del mondo. È emerso che oltre il 70% dei CEO intervistati ha indentificato la tecnologia come il principale elemento di impatto sul business della loro azienda.

Social, mobility e cloud

Esistono molte sorgenti di creazione dei dati e una di quelle primarie è l'esplosione della socializzazione digitale e il modo con cui le persone si relazionano tra loro in modo digitale. Dal punto di vista delle aziende l'avvento del social permette di entrare in contatto con clienti nuovi e abituali ma anche con i propri dipendenti per fare in modo che i modelli di lavoro possano evolvere per diventare più efficaci ed efficienti.

Gran parte dell'impatto derivante dal social trova un elemento moltiplicativo nella mobilità. Il tema dell'elevato numero di smartphone o tablet venduti nel mondo è solo un sintomo; ciò che è rilevante è che, attraverso forme di mobilità spinta, è possibile fornire nuovi servizi ai clienti della propria azienda, raggiungere nuovi e potenziali clienti che sono predisposti all'uso di device mobilie oppure ottenere un impatto positivo sul modello operativo aziendale equipaggiando i dipendenti con applicazioni mobili che li rendano più produttivi.

La necessità crescente di usare un'interfaccia omogenea tra mondo privato e professionali ha portato al fenomeno del BYOD che porterà nuove sfide e avrà un impatto crescente sui sistemi informativi e sullo sviluppo delle applicazioni.

Big Data, social business e mobility insieme possono portare un grande vantaggio competitivo alle aziende che sapranno cavalcarli. A questi va aggiunto un ultimo tassello, che in questi ultimi anni ha sperimentato un'impressionante accelerazione ed è diventato parte integrante di questo modello di trasformazione che è il cloud. Da questa interazione deve nascere un valore.

Il ruolo di IBM

Che il mondo si stia trasformando è fortemente evidente a tutti. Ciò che mi preme evidenziare è di condividere il cammino compiuto finora da IBM per seguire questa trasformazione.
La prima risposta di IBM alla consapevolezza che il mondo si stava trasformando è stata di investire in modo molto consistente in skill, applicazioni e competenze, potendo contare su 6 miliardi di dollari spesi ogni anno in Ricerca e Sviluppo e un ventennio consecutivo al primo posto per numero di brevetti.
IBM ha anche investito in modo sostanziale per arricchire il proprio portafoglio di soluzioni attraverso una politica di acquisizioni di aziende che stavano sviluppando risposte alle nuove esigenze.

Da 2012 IBM ha speso 33 miliardi di dollari in oltre 140 acquisizioni. Di queste oltre 30 aziende, 5 solo nel 2012, operavano nelle aree delle business analytics and optimization in cui abbiamo creato un pool di 9mila consulenti dedicati nel mondo, mentre nel mondo della mobility e del wireless abbiamo sviluppato circa 270 brevetti. In sostanza abbiamo scelto di giocare la nostra partita nelle aree in quelle che tutti gli analisti e i professionisti e operatori del mercato definiscono essere le forze del cambiamento.

Un ulteriore aspetto fondamentale è che l'investimento principale è stato in competenza perché la consapevolezza del cambiamento e della crescita dei dati e la disponibilità di strumenti sono elementi molto importanti ma non servono se non si hanno competenze e non si riesce a portare progettualità in casa dei clienti".