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IBM, come cambiano le telecomunicazioni con il 5G

Per sostenere le nuove evoluzioni della tecnica, è necessario che i Communication Service Providers (CSP) pongano al centro della propria strategia di business grandi investimenti. Questo è vero in tempi in cui non solo il 5G, ma anche IA, cloud e edge computing, si pongono come scenari in grado di rivoluzionare interi settori.

Tali tecnologie vanno necessariamente coniugate tra di loro per permettere alle aziende di poter sprigionare il pieno potenziale di una maggiore velocità di trasmissione dei dati, di connessioni più affidabili e di una più bassa latenza.

Secondo IBM, ciò è vero soprattutto per applicazioni critiche come la guida autonoma, il controllo e il monitoraggio di macchinari industriali e le operazioni chirurgiche da remoto, che richiedono un feedback in tempo reale.

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Per questo, la velocità del 5G non basta, ma serve la pervasività di IA, edge computing e cloud e permettere che tutti i device utilizzati formulino, analizzino e inviino i dati necessari ad operare subito e al meglio.

Quali attività i CSP dovrebbero mettere in pratica per concretizzare simili scenari? «Risulta importante collaborare e fornire servizi specializzati per singoli settori industriali, come manifattura, domotica, guida autonoma, sanità, retail, media e intrattenimento» ci spiega

«Bisogna essere pronti per sperimentare il 5G attraverso nuovi modelli di business, che prevedono una sempre maggiore collaborazione con i clienti, specialmente per lo sviluppo di prototipi e valutazioni di fattibilità. Necessario che si investa, tra l’altro, in tecnologie video e immersive, come AR e VR, in grado di aggiungere valore alla customer experience».

Quali settori, nel campo delle telecomunicazioni, possono beneficiare delle potenziali applicazioni basate sul 5G? «Al di là del segmento consumer, che potrà beneficiare di maggiore disponibilità di banda e di ridotta latenza per applicazioni interattive, riteniamo che il settore industriale rappresenti la maggiore opportunità di monetizzazione dell’investimento per i Telco» ci dice Angelo Morelli, esperto di IBM Italia per Telco e Media.

«Applicazioni in ambito manifatturiero (ad esempio smart factories, sicurezza, manutenzione preventiva), healthcare (controllo ed azione in tempo reale rispetto a parametri vitali dei pazienti non ospedalizzati), pubblico (sicurezza, gestione parcheggi in zone congestionate, riduzione emissioni) sono solo alcuni degli esempi che possono costituire l’opportunità per un futuro posizionamento delle Telco in ambito industriale».

Oltre la tecnologia, sembra che un passo fondamentale, per far si che il 5G diventi davvero utile alle telco e quindi agli utenti finali, condividere le prime esperienze e, in un secondo momento i dati: «La tecnologia 5G offre un innumerevole insieme di applicazioni e di opportunità sotto il profilo tecnologico, anche se non è stata ancora individuata la killer application» prosegue Morelli.

«Riuscire a costruire una piattaforma di collaborazione con la Telco al centro dell’ecosistema, in cui i dati vengono condivisi e monetizzati nel rispetto delle regole e della fiducia degli utenti, è la sfida che va al di là delle competenze tecnologiche, richiedendo una crescita sia dal punto di vista dei processi che della preparazione del personale sui nuovi temi legati al ciclo di vita dei dati».

Insomma, pare chiaro che il 5G non è solo una generazione successiva al 4G ma un mondo totalmente diverso, un vettore verso innovative forme di aggregazione, anche per il mercato delle telecomunicazioni. «La possibilità – tramite il 5G Edge – di elaborare dati in prossimità del cliente finale consente l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in ambiti finora non pensabili».

«Allo stesso modo il network slicing consente la creazione di servizi con caratteristiche di qualità ottimizzate per l’applicazione o per la classe di utenza. Tutto questo richiederà un notevole cambiamento nelle Telco per gestire questa flessibilità (che porta con sé un maggiore livello di complessità), spostando il baricentro verso la gestione dei dati e su cicli di cambiamento del servizio molto più rapidi rispetto agli attuali» conclude l’esperto di IBM.