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IBM sul tetto globale dello storage a stato solido

Gartner assegna alla multinazionale americana la leadership globale in fatturato e la posiziona nel quadrante dei Leader all'interno del suo Magic Quadrant per gli array a stato solido

Se è vero che le applicazioni sono sempre più il motore del business si comprende come mai lo storage, a cui spetta il compito di memorizzare e fornire i dati che muovono le applicazioni, rappresenti un asset sempre più strategico per le aziende.

Il bisogno di storage aumenta mentre, nel contempo, il paradigma di riferimento si sposta dalla capacità di memorizzazione verso le prestazioni e le funzionalità. Al problema dell'incremento costante nel volume di dati, che in passato si poteva pensare di affrontare con un approccio indirizzato ad aumentare la capacità, si affianca ora quello del radicale cambiamento della natura delle informazioni prodotte. I dati, anche quelli di business, sono ormai in modo prevalente diversificati, destrutturati, multimediali.

L'importanza delle prestazioni storage è stata ulteriormente amplificata dall'esplosione delle tecnologie di virtualizzazione, che hanno portato il fondamento dell'infrastruttura di elaborazione sulle immagini virtuali dei server, la cui creazione e spostamento rappresenta, in ultima analisi, un tema legato allo storage.

Le nuove sfide

Le nuove sfide dei Big Data e del cloud si vincono, quindi, soprattutto sulla base della capacità di gestione, dell'integrazione, dell'ottimizzazione e della capacità di risposta dinamica e in tempo reale alle richieste provenienti dalle applicazioni.

Dopo anni in cui le strategia aziendali si basavano su analisi di database strutturati e data warehouse le aziende hanno, infatti, la consapevolezza che all'interno dei dati destrutturati, provenienti dai social network o dal mondo dell'Internet of Things, sia racchiuso un bacino con un grande potenziale di business e che il vantaggio competitivo sarà appannaggio di chi troverà le chiavi giuste per analizzare in modo corretto questo tipo di informazioni.

Per assolvere a questi compiti le prestazioni diventano un requisito tecnologico irrinunciabile che porta inevitabilmente a parlare di storage a stato solido.

Gartner nel suo Market Share Analysis: SSDs and Solid-State Arrays, Worldwide report for 2013, prevede che entro il 2017 le opportunità legate al mercato degli Solid State Array crescerà approssivamente di cinque volte in fatturato rispetto al 2014.

Nello stesso report, la prestigiosa società di analisi identifica IBM come leader globale con una quota di mercato (per fatturato) nei sistemi a stato solido pari al 25 percento.

Un risultato che, la stessa IBM, interpreta come la conseguenza dell'adozione in rapida crescita da parte delle azienda di memoria Flash finalizzata ad accelerare le prestazioni applicative, a ridurre i costi energetici e a fornire un accesso più rapido ai dati agli strumenti di analytics che intervengono sui Big Data.

I meriti di IBM

Va riconosciuto a IBM il merito di essere stata tra le prime aziende del settore a comprendere le potenzialità inside nella tecnologia Flash. L'acquisizione di Texas Memory Systems è stato il punto di inizio a cui la multinazionale americana ha affiancato la potenza della propria ricerca e sviluppo (che da un ventennio ha il primato nel numero di brevetti) aggiungendo nuove funzionalità, accorgimenti tecnologici e, soprattutto, predisponendo un percorso strutturato per inserirla in un contesto integrato e gestito, che risultasse coerente con la sua offerta storage hardware e software.

Accelerare la diffusione della memoria Flash sta contribuendo ad abbassarne i costi e a far capire al mercato che si tratta di una nuova generazione di storage ormai a portata di mano anche di aziende che non rientrano nella categoria enterprise.

Quello dei costi è in realtà un tema controverso e spesso mal posto. Infatti, va ricordato che la memoria Flash può trovare un'ideale collocazione nell'accelerazione applicativa per riuscire a sfruttare al meglio la capacità di elaborazione resa disponibile dalle più recenti CPU. Pertanto, la presenza di memoria Flash anche in piccola percentuale (5% della capacità installata complessiva), se correttamente gestita, è in grado di estendere all'intero ambiente storage importanti vantaggi prestazionali su specifici processi di business, soprattutto in ambienti virtualizzati e cloud.

In ogni caso, per ora quello della capacità non è un limite tecnologico. Basta osservare che le appliance IBM FlashSystem V840 Enterprise Performance Solution recentemente rilasciate garantiscono all'interno di un singolo "enclosure" una capacità scalabile da 2 TB fino a 320 TB ma, con una configurazione completa di "enclosure" di controllo, si può arrivare fino a 1.6 PB.

IBM FlashSystem V840

Le soluzioni IBM FlashSystem V840 conseguono anche un altro importante traguardo che è quello di unire le prestazioni di IBM FlashSystem con lo storage software-defined di IBM. Queste appliance dispongono, infatti, di un'architettura a elevata scalabilità e sono progettate per accelerare diversi tipi di applicazioni business-critical e infrastrutturali, fornendo virtualizzazione dello storage con l'aggiunta di funzionalità quali thin provisioning, snapshot, Easy Tier, replicazione remota e compressione dei dati in tempo reale.

Per esempio, IBM sostiene che grazie alle funzionalità di compressione in tempo reale, per taluni carichi di lavoro, FlashSystem V840 è in grado di incrementare la capacità effettiva dello storage Flash di fino a 5 volte e di ridurre il costo per la capacità effettiva fino all'80 percento.

IBM fornisce le soluzioni Flash all'interno del suo ampio portfolio d'offerta storage. Oltre ai sistemi "all Flash" IBM FlashSystem 840 e V840, questa tecnologia trova collocazione anche all'interno dei sistemi DS8000 e Storwize V7000 che possono essere configurati in modalità all-disk, all-Flash (Solid State Drive), o ibrida (dischi e Flash). Inoltre, il sistema IBM XIV Storage System può supportare fino a 12 Terabyte di Flash cache.