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Il cloud diventa centrale anche per la sicurezza fisica

Gli impianti di sicurezza tradizionali sono ancora poco avvezzi a implementare soluzioni moderne, ma il cloud rappresenta un’occasione molto importante per invertire la tendenza.

Sono ormai molti anni che nelle nostre case possiamo installare, in modo un po’ “faidate”, delle soluzioni di sicurezza alle quali possiamo accedere da Internet: videocamere di sorveglianza, sensori di presenza o anti-intrusione, microfoni e altri prodotti che combinano più sensori insieme.

La maggior parte di questi, però, vengono proposti da case che si sono sempre occupate di elettronica di consumo, mentre quelle che tradizionalmente operano nel settore della sicurezza sono rimaste ancorate a soluzioni molto poco “smart”, con interfacce tradizionali come quella telefonica e con interazizoni molto lente.

Risco è una delle poche aziende del settore che ha da subito cercato di approfittare dei vantaggi che le moderne tecnologie cloud possono portare a un campo “sensibile” come questo e ha quindi stretto una partnership con Microsoft per l’utilizzo di Azure come piattaforma di gestione delle loro nuove soluzioni.

00 Risco

L’uso di una architettura progettata per il cloud ha permesso a Risco di continuare a implementare nuove funzionalità senza dover intervenire fisicamente dai clienti, usando prodotti installati magari anche diversi anni prima.

Aggiornando il firmware delle centraline e di alcuni dei dispositivi installati, si possono modificare protocolli di trasmissioni, codec di compressione o parametri trasmessi per attivare nuovi metodi di gestione e di interazione con i clienti.

Una app adesso è in grado di fornire una interfaccia completa a tutto il sistema, dalle telecamere ai sensori anti allagamento, per permettere agli utenti di verificare gli allarmi e decidere come intervenire senza mai uscire da una interfaccia immediata e semplice da usare.

Ovviamente, quando si parla di sicurezza si ha sempre qualche timore legato a come i dati che transitano sul cloud vengano gestiti, ma a questo pensa Microsoft con le funzioni di Azure.

“La partnership con RISCO conferma il costante impegno di Microsoft per la privacy e la security, che ci vede in prima linea per offrire un ‘Trusted Cloud’, cioè un cloud in cui gli utenti possano avere fiducia perché conforme a requisiti di sicurezza e trasparenza in linea con le esigenze del settore pubblico e privato. Il nostro obiettivo è infatti quello di offrire garanzie per evitare che le preoccupazioni in questo ambito possano rallentare l’adozione del Cloud Computing che rappresenta un elemento di competitività fondamentale per l’intero Sistema Paese. A tal fine investiamo costantemente: abbiamo ottimizzato la cifratura dei dati, la segregazione e il controllo degli accessi, introdotto una doppia autenticazione e l’obbligo di tracciatura per l’accesso ai sistemi e garantiamo che ai dati personali dei nostri clienti non possano accedere terzi non legittimati”, ha commentato Fausto Massa, Product Manager Azure di Microsoft Italia.

La rivoluzione del cloud, quindi, si sta finalmente allargando anche a quei settori che sono stati finora un po’ reticenti nella ricezione delle nuovissime tecnologie, vincendo quelle resistenze che si formano quando si parla di Cloud e sicurezza.

Adesso, bisognerà formare i rivenditori perché riescano a proporre questo tipo di soluzioni anche a clienti poco “tecnoloigici” e Risco ha già previsto un programma di preparazione che partirà a settembre i cui dettagli verranno rivelati nei prossimi mesi.