Tra poco — e quel poco significa mesi, non anni — un imprenditore potrà costruirsi il proprio software parlando con un agente AI. Senza scrivere una riga di codice. Senza assumere uno sviluppatore. Senza pagare un'agenzia web. Senza aspettare sei mesi per un MVP che forse funziona e forse no.
E ora? Negli ultimi tre mesi ci sono stati progressi incredibili, soprattutto nell'autonomia con la quale gli agenti riescono a lavorare per ore e ore.
Claude Opus 4.6 è stato capace di girare in autonomia per due settimane e realizzare con un singolo prompt un applicativo intero: un compilatore C. Peter Steinberger, creatore di OpenClaw, ha dichiarato che legge poco o niente delle oltre 20.000 righe di codice che genera ogni giorno con numerosi agenti di GPT Codex e Claude Code che lavorano in parallelo.
Le applicazioni web di vibe coding come Lovable, Replit e Bolt sono sulla bocca di tutti. Ma in realtà sono già vecchie perché il vibe coding è già morto. È iniziata l'era della programmazione agentica in parallelo.
Boris Cherny e la conferma che aspettavo
Qualche giorno fa ho ascoltato un'intervista che mi ha fatto venire i brividi. Non quelli da film horror. Quelli da imprenditore che fiuta il cambiamento prima che diventi ovvio.
Boris Cherny è il responsabile di Claude Code presso Anthropic. Claude Code è un agente AI che scrive codice. Non è un assistente che ti suggerisce la prossima riga; è un agente autonomo che prende un obiettivo, usa strumenti, scrive il software, lo testa e lo mette in produzione.
Cherny ha dichiarato una cosa che dovrebbe far sobbalzare qualsiasi imprenditore del settore tech: il 100% del suo codice è scritto da Claude Code. Boris non ha modificato una singola riga a mano da novembre 2025. Ogni giorno pubblica 10, 20, 30 pull request. Tutto generato dall'AI. Migliaia di righe di codice che, anche volendo, come faresti umanamente a controllare?
E Boris non è un principiante. Era tra gli ingegneri più produttivi in circolazione. Ora è più produttivo di prima, senza toccare il codice.
Ma il dato che mi ha colpito di più è un altro: il 4% di tutti i commit su GitHub è già scritto da Claude Code. E le previsioni dicono che entro fine anno sarà il 20%. E questi sono solo i repository pubblici. I privati, secondo Anthropic, sono molto più avanti.
La produttività per ingegnere è aumentata del 200%. Non del 20%. Del duecento per cento.
Quando lavorava a Meta, Cherny era responsabile della qualità del codice per Facebook, Instagram e WhatsApp. Con centinaia di ingegneri che ci lavoravano, i guadagni di produttività annuali erano di pochi punti percentuali. Ora si parla di centinaia di punti percentuali.
Leggi questi numeri e poi chiediti: quanto vale una software house tradizionale in un mondo così?
———
Il parallelo con la stampa a caratteri mobili
Cherny usa un'analogia storica che trovo perfetta. La paragona all'invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg.
Prima della stampa, l'alfabetizzazione in Europa era sotto l'1%. Il sapere era nelle mani delle organizzazioni religiose. E poi di pochi scribi laici, impiegati da re e nobili che spesso a loro volta non sapevano leggere. In cinquant'anni dalla nascita della stampa, è stato prodotto più materiale scritto che nei mille anni precedenti. Il costo della produzione è crollato di cento volte. E nei duecento anni successivi, l'alfabetizzazione è passata dall'1% al 70%.
Il mondo del software è nella stessa identica situazione oggi.
Oggi, saper programmare è un'abilità di una piccola percentuale della popolazione mondiale. Le aziende pagano cifre enormi per farsi costruire applicazioni. I tempi di sviluppo sono lunghi. I costi sono imprevedibili. I risultati spesso deludenti.
Ma se domani chiunque potesse programmare semplicemente descrivendo a voce cosa vuole? Se il costo di costruire software crollasse del 99%? Se i tempi passassero da mesi a ore?
Questo non è un "se". È quello che sta accadendo adesso. Mentre scrivo questo articolo, per esempio, in secondo piano sullo stesso computer c'è Cursor in esecuzione che mi sta sviluppando le basi di un CRM custom in completa autonomia.
C'è un documento storico in cui un amanuense del Quattrocento viene intervistato sulla stampa a caratteri mobili. Sapete cosa ha detto? Che era contento. Perché la parte che non gli piaceva del suo lavoro — copiare testi da un libro all'altro — ora la faceva la macchina. E lui poteva concentrarsi su quello che amava: disegnare le illustrazioni e rilegare i volumi.
Cherny dice la stessa cosa. Non ha mai goduto del coding tanto quanto adesso. Perché non deve più occuparsi della parte noiosa — gestire librerie, dipendenze, debugging delle minuzie. Può finalmente dedicarsi a quello che conta: capire cosa costruire, parlare con gli utenti, pensare in grande. E quanto lo capisco! Chi ha fatto il programmatore come me nei primi anni del 2000 passava la maggior parte del tempo a sbattere la testa su bug, errori e problemi di performance misteriosi. Ora do un prompt e mentre sorseggio il caffè, guardo i miei agenti che spulciano tutto il codice, la storia dei commit e di tutte le migrazioni del database per capire cosa è andato storto. Il lavoro di ore e giorni, fatto in pochi minuti.
La domanda latente: quando i non-tecnici iniziano a programmare
C'è un concetto di prodotto che Cherny chiama latent demand — domanda latente. È un principio che conosco bene e che considero fondamentale.
L'idea è semplice: quando le persone iniziano a usare un prodotto in modi per cui non era stato progettato, hai trovato oro.
Facebook Marketplace è nato così: il 40% dei post nei gruppi Facebook era gente che comprava e vendeva roba. Nessuno aveva disegnato i gruppi per quello scopo. Ma le persone li usavano così perché era utile. Allora Facebook ha costruito Marketplace e il resto è storia.
Con Claude Code è successa la stessa cosa. Cherny racconta che negli ultimi mesi, tantissime persone usavano Claude Code — uno strumento da terminale, pensato per ingegneri — per fare cose che con il coding non c'entravano nulla. Qualcuno lo usava per coltivare pomodori. Qualcun altro per analizzare il proprio genoma. Un altro per recuperare foto di matrimonio da un hard disk corrotto. Un altro ancora per analizzare una risonanza magnetica.
Gente comune. Non programmatori. Che si faceva strada attraverso un terminale — l'interfaccia più ostica che esista — pur di usare un agente AI per risolvere i propri problemi.
Questo ha portato alla nascita di Co-work, il prodotto Anthropic per i non-tecnici. Costruito in dieci giorni. Usato da milioni di persone quasi immediatamente. Un prodotto che gestisce email, paga multe, fa project management, compila moduli, cancella abbonamenti. Che a parole fa tutto in autonomia, ma all'atto pratico è ancora un po' lento, macchinoso e dà ancora troppi errori.
Il data scientist del team di Cherny, Brendan, un giorno si è presentato in ufficio con Claude Code aperto nel terminale. Aveva installato Node.js da solo — lui che non è un ingegnere — e stava facendo analisi SQL nel terminale. La settimana dopo, tutti i data scientist del team facevano la stessa cosa.
Capisci cosa significa questo per il mercato?
Non significa solo che gli ingegneri sono più produttivi. Significa che presto chiunque sarà un ingegnere.
———
La fine delle software house come le conosciamo
Il mercato globale dei servizi di sviluppo software custom vale circa 200 miliardi di dollari all'anno. Include software house, agenzie web, freelance developer, consulenze IT, system integrator. Un ecosistema enorme che si basa su un presupposto fondamentale: costruire software è difficile e richiede competenze specialistiche.
Quel presupposto sta per saltare.
Quando un founder può aprire Claude Code, o un'app IDE come Cursor o Windsurf, descrivere il problema che vuole risolvere e avere un'applicazione funzionante in poche ore, a cosa gli serve l'agenzia web? A cosa gli serve il freelance su Upwork? A cosa gli serve il preventivo da 50.000 euro con consegna tra otto mesi?
La risposta è: a niente.
Non sto dicendo che succederà tutto domani mattina. Sto dicendo che la traiettoria è chiarissima. Chi si muove adesso ha un vantaggio competitivo reale. Chi aspetta, verrà travolto.
Lo stesso Cherny lo dice chiaramente: costruisci per il modello di tra sei mesi, non per quello di oggi. Il tuo product-market fit non sarà perfetto subito. Ma quando quel modello arriva, sarai già in pole position.
Chi sarà spazzato via e chi sopravviverà
Analizziamo i settori uno per uno. Senza romanticismi, perché ci siamo dentro anche noi, ricordate? I creatori di contenuti scritti sono i primi che si estingueranno...
Software house tradizionali
Quelle che vendono sviluppo custom a corpo o a tempo. Preventivo, sviluppo, consegna, manutenzione. Il modello più vecchio del mondo digitale. Saranno le prime a saltare. Se il founder può costruirsi il software da solo in un pomeriggio, la software house diventa un costo inutile. Non un investimento. Un costo. E un imprenditore serio taglia i costi inutili.
Agenzie web
Costruiscono siti, e-commerce, landing page, web app. Tutto materiale che un agente AI oggi genera in ore, non settimane. L'agenzia web come la conosciamo — con il project manager, il designer, il frontend developer, il backend developer — è un modello che non regge. Troppe persone per troppo poco valore aggiunto in un mondo dove l'AI fa lo stesso lavoro a una frazione del costo.
Freelance developer
Il singolo sviluppatore su Upwork, su Fiverr, su qualsiasi piattaforma. Se oggi chiedi a un freelance di costruirti un'app e lui usa Claude Code per farlo — e molti già lo fanno — stai pagando un intermediario. Un intermediario che presto non ti servirà più perché potrai fare la stessa cosa da solo.
Consulenza IT
Le grandi società di consulenza vendono strategia, implementazione e manutenzione di sistemi. La parte di implementazione è a rischio immediato. La strategia ha più tempo, ma non molto. Quando il founder può prototipare e testare le idee in autonomia, il consulente che ci mette tre mesi a produrre un documento PowerPoint perde rilevanza.
SaaS generici
Qui è più sottile ma ugualmente devastante. Se un imprenditore può farsi costruire dall'AI un software su misura per le proprie esigenze specifiche, perché dovrebbe pagare un abbonamento mensile per un SaaS generico che fa il 60% di quello che serve e ha il 40% di roba inutile? Il software su misura, fino a ieri, era un lusso. Domani sarà la normalità.
Chi sopravvive?
Sopravvive chi si riposiziona. Chi smette di vendere ore di sviluppo e inizia a vendere risultati di business. Chi diventa il consulente strategico che aiuta il founder a usare l'AI nel modo giusto. Chi si specializza in settori verticali con complessità regolatoria o tecnica elevata. Chi costruisce relazioni e fiducia che un agente AI non può replicare.
In altre parole: sopravvive chi ti vende competenze strategiche e non operative.
———
Il nuovo stack del founder
Parliamo concretamente di come cambia la vita di un imprenditore.
Fino a ieri, se avevi un'idea per un prodotto digitale, il percorso era questo: concepisci l'idea, fai ricerche di mercato, scrivi un business plan, cerchi uno sviluppatore o un'agenzia, negozi il contratto, aspetti mesi, paghi decine di migliaia di euro, ricevi un prodotto che spesso non corrisponde a quello che avevi in mente, fai iterazioni costose e lente, e dopo un anno — se va bene — hai un MVP. Ah, e non parliamo di grafica, interfaccia, usabilità e accessibilità; quelli erano altre gatte da pelare, quasi sempre con specialisti esterni a parte.
Da oggi il percorso è questo: concepisci l'idea, apri Claude Code da terminale o come estensione di un'app IDE, o GPT Codex dalla sua comoda app standalone.
Descrivi cosa vuoi costruire, l'agente fa domande per chiarire i dettagli e ti propone un piano. Ti prendi il disturbo di leggere rapidamente il piano e poi gli scrivi di implementarlo. L'agente parte, chiede qualche autorizzazione di tanto in tanto e costruisce l'applicazione, la testa, fa il deployment. Tempo: da minuti a poche ore per le prime schermate funzionanti. Costo: qualche decina di dollari al mese di abbonamento. Per esperienza personale, programmando sette giorni su sette in questo modo, riesco a starci dentro con l'abbonamento di Claude Max da 100 euro e quello di GPT Business da 25 euro.
Non è fantascienza. È quello che Cherny fa ogni singolo giorno. È quello che fanno gli ingegneri di Spotify, che non scrivono più codice da dicembre 2025. È quello che il 4% — e presto il 20% — di tutti i commit su GitHub dimostra.
Creare software è diventato quasi un lavoro di cronaca giornalistica. Usi il criterio della piramide rovesciata. Parti dalla fine: cosa vuoi che il software faccia per i tuoi clienti? Poi scendi: come deve funzionare? Quali problemi deve risolvere? L'AI si occupa dell'implementazione. Tu ti occupi della visione.
Il 90% dell'informazione — il "cosa" e il "perché" — lo definisci tu. Il "come" lo fa la macchina.
I principi di Cherny tradotti nel linguaggio dell'imprenditore
Boris Cherny condivide alcuni principi per costruire prodotti con l'AI. Li traduco nel mio linguaggio, quello dell'imprenditore che vuole risultati.
"Non mettere il modello in una scatola"
Cherny dice: non cercare di controllare ogni passo dell'AI. Non costruire workflow rigidi con step 1, step 2, step 3. Dai all'agente gli strumenti e l'obiettivo. Lascia che trovi la strada.
È esattamente il concetto di delega efficace che conosciamo bene in azienda. Il micromanagement uccide la produttività — vale per le persone e vale per l'AI. Se dici al tuo impiegato come deve fare ogni singola cosa, la tua azienda basata sul faccio tutto io vale zero. Lo stesso principio si applica all'AI. Dagli l'obiettivo, non le istruzioni passo passo.
"Sottofinanzia i progetti, almeno all'inizio"
Cherny assegna spesso un solo ingegnere a un progetto. Perché? Perché le risorse limitate costringono a usare l'AI al massimo. Se hai un team di dieci persone, ognuno fa la sua parte a mano. Se sei solo, devi per forza delegare all'AI.
"Usa il modello migliore, sempre"
Cherny usa Opus 4.6 con il massimo sforzo computazionale. E ci credo, ha token infiniti passati dalla sua azienda! Il consiglio rimane valido. Non pensare di usare modelli economici. Perché un modello meno intelligente o con meno contesto, alla fine ti farà pagare di più per ottenere lo stesso risultato. Spendi meno per gettone ma ne usi il triplo. Per la mia esperienza, si deve passare da modelli complessi come Opus 4.6 o GPT Codex 5.3 alle loro versioni più leggere e veloci in base a cosa si sta facendo con ogni singolo prompt.
Prima fase di creazione progetto o introduzione di nuove funzionalità? Usa il modello più costoso e lento. Bug fixing, revisioni dell'interfaccia, documentazione del codice? Va benissimo un modello più economico.
Il futuro dei ruoli tech: tutti saranno "builder"
Cherny fa una previsione che condivido al 100%: entro fine anno, il titolo di "Software Engineer" inizierà a scomparire. Sarà sostituito da Builder. O forse tutti diventeranno Product Manager che sanno anche programmare.
Nel team di Claude Code, tutti programmano. Il product manager programma. Il designer programma. L'engineering manager programma. Il finance guy programma. Il data scientist programma. Usano Claude Code. Non scrivono codice a mano. E ancora una volta, ci credo: non pagano l'abbonamento a Claude Max e hanno token infiniti. Ma è qualcosa che consiglierei a tutti, a prescindere dal costo di questi strumenti.
Questo nuovo paradigma sfuma i confini tra le discipline. E apre una porta enorme per gli imprenditori.
Perché se il designer ora può implementare le proprie idee senza chiedere a un ingegnere, e se il product manager può prototipare senza aspettare sprint di sviluppo, e se il founder può costruirsi il proprio software senza assumere nessuno — allora la velocità di esecuzione diventa il fattore differenziante.
E la velocità di esecuzione è sempre stata il vero vantaggio competitivo dell'imprenditore che agisce.
Chi aspetta, chi delega a catene di intermediari, chi mette il progetto in coda perché lo sviluppatore è impegnato su altro — perde. Chi si siede davanti all'agente AI e dice "costruisci questo" — vince.
———
Cosa devi fare adesso. Oggi. Non domani.
Ti do la lista di azioni concrete.
Se sei un imprenditore non-tech:
Primo. A seconda di chi ti sta più simpatico, fai un abbonamento a OpenAI o Anthropic. Anzi, bando all'avarizia, fanne 3: Claude, ChatGPT e Gemini. Installa Claude Code e Claude Co-work. Installa l'applicazione GPT Codex di OpenAI. Non domani. Oggi. Il costo è irrisorio. L'apprendimento è immediato perché parli in linguaggio naturale.
Secondo. Identifica il primo problema nella tua azienda che potrebbe essere risolto da un software su misura. Quello strumento di gestione che vorresti. Quel cruscotto di dati che manca. Quel processo che fai a mano e che potrebbe essere automatizzato. Chiedi all'agente AI di costruirlo.
Terzo. Se hai progetti software in corso con agenzie o freelance, inizia a chiederti: potrei farlo da solo con un agente AI? Fai un test. Descrivi all'agente lo stesso progetto e guarda cosa produce. Potresti rimanere scioccato dal risultato.
Quarto. Inizia a pensare al tuo business come un founder-builder. Non sei più l'imprenditore che commissiona software. Sei l'imprenditore che lo costruisce. Questo cambia radicalmente il tuo vantaggio competitivo.
Se gestisci una software house o un'agenzia web:
Primo. Accetta la realtà. Il tuo modello di business ha una data di scadenza. Non tra dieci anni. Tra mesi. Quanto prima lo accetti, tanto prima puoi riposizionarti.
Secondo. Smetti di vendere ore di sviluppo. Inizia a vendere risultati di business. Il tuo valore non è nel codice che scrivi — l'AI lo scrive meglio e più velocemente. Il tuo valore è nella comprensione del business del cliente, nella strategia, nell'integrazione, nella formazione.
Terzo. Trasforma i tuoi sviluppatori in AI-augmented builder. Chi impara a lavorare con gli agenti AI sarà 10x più produttivo. Chi resiste sarà irrilevante.
Quarto. Esplora la verticalizzazione. L'AI generalista arriverà a coprire l'80% dei casi d'uso. Il restante 20% — settori regolamentati, infrastrutture critiche, sicurezza — sarà dove il valore umano persiste più a lungo. Posizionati lì.
Se sei un freelance developer:
La verità scomoda: il tuo lavoro come lo conosci sta per finire. Ma hai un'opportunità enorme se agisci ora. Smetti di vendere le tue ore di coding e inizia a vendere la tua capacità di usare l'AI per risolvere problemi di business. Diventa il consulente che aiuta le aziende a navigare questa transizione. Il tuo vantaggio è che capisci la tecnologia meglio dei non-tecnici. Usalo prima che si assottigli. Se rimarrai sempre un passo avanti con la formazione e la sperimentazione, avrai una fila di clienti che ti pagheranno per accelerare la loro transizione.
———
La lezione della storia, per chi sa leggerla
Ogni volta che un cambiamento tecnologico di questa portata arriva, la reazione è sempre la stessa. Prima negazione: non funzionerà mai. Poi scetticismo: ok funziona, ma solo per cose semplici. Poi panico: aspetta, sta sostituendo tutto. Poi adattamento: per chi è sopravvissuto.
Lo scriba del Quattrocento che era contento della stampa — quello che voleva concentrarsi sulle illustrazioni e la rilegatura — ha avuto ragione. Ha trovato la sua nicchia. Ha prosperato. Ma quanti scribi hanno rifiutato il cambiamento e sono spariti? La maggior parte.
Io ho vissuto questo ciclo più volte. Quando ho lanciato il primo magazine online nel 2001, i giornalisti della carta stampata ridevano. Quando ho iniziato a gestire YouTuber nel 2011, i manager dello spettacolo tradizionale non capivano. Quando ho investito negli eSport nel 2014, mi davano del matto. Aspetta, su quest'ultima avevano ragione!
In ogni caso, chi si è mosso per primo ha vinto. Chi ha aspettato ha perso. Senza eccezioni.
L'intelligenza artificiale sta cambiando tutto. Come a cavallo del 2000 con i magazine online, come nel 2011 con gli YouTuber, come nel 2014 con gli eSport e pochi anni fa con TikTok e le piattaforme con video brevi — chi si muove adesso ha un vantaggio competitivo reale.
L'AI è uno strumento. Potentissimo. Ma resta uno strumento. La visione è dell'imprenditore. La responsabilità è dell'imprenditore. La decisione su cosa costruire e per chi — quella è e resterà umana.
———
L'ansia dell'agente: una nuova realtà psicologica
C'è un aspetto di questa rivoluzione di cui si parla poco e che Cherny tocca nell'intervista. L'ansia dell'agente.
Cherny ha sempre cinque agenti in esecuzione contemporaneamente. Si sveglia la mattina e la prima cosa che fa è controllare il telefono per vedere se hanno finito. Quando avvia gli agenti, una parte di lui vuole continuare a monitorarli. Ha descritto la sensazione di avere agenti bloccati come qualcosa che genera inquietudine.
È una psicologia nuova che dobbiamo imparare a gestire. Come imprenditore la riconosco subito: è la stessa ansia del delegatore seriale. Lo stesso senso di ma sarà fatto bene? che ogni imprenditore prova quando inizia a delegare per la prima volta.
Anche io la mattina, per prima cosa, lancio un comando a caso a Claude per far aprire la finestra di 5 ore e avere la mia prima ricarica di token a metà mattina. Se non sai di cosa sto parlando, lo scoprirai presto se seguirai i consigli di questo articolo.
Cherny ammette di controllare ancora il codice generato dall'AI. Ma il trend è chiaro: con ogni nuova versione del modello, il controllo necessario diminuisce. Tra sei mesi, forse un anno, il livello di autonomia dell'agente sarà tale che non servirà nemmeno quello. Io ho sviluppato un gestionale finanziario per la mia azienda e ancora non ho la minima idea di cosa facciano i singoli file o ciascuna delle 90 mila righe di codice che mi ha generato l'AI. Però il gestionale funziona alla perfezione e dà risultati cento volte migliori dei miei vecchi file Excel. È veramente così importante sapere cosa c'è scritto alla riga 430 del file tal dei tali?
———
L'elefante nella stanza: i posti di lavoro
Non posso scrivere un articolo su questo tema senza affrontare la questione più spinosa. I posti di lavoro.
Cherny è onesto su questo punto. Dice che sarà doloroso per molte persone. Dice che come società dobbiamo affrontare questa conversazione. Dice che ad Anthropic hanno economisti, esperti di policy e social impact per studiare le conseguenze. Sicuramente non hanno esperti di marketing, perché con Steinberger di OpenClaw hanno preso una cantonata enorme. Invece di riconoscere il genio del suo progetto, l'hanno minacciato di ripercussioni legali perché il primo nome, ClawdBot, assomigliava troppo a Claude. Ma pensa, io non mi sono mai accorto che Claude assomiglia molto al nome di Monet!
Comunque c'è poco da scherzare. Sì, molti lavori nel settore software spariranno. È inevitabile. Come sono spariti gli amanuensi, come sono spariti i centralinisti telefonici, come stanno sparendo i cassieri dei supermercati.
Ma il paradosso di Jevons ci insegna qualcosa: quando una risorsa diventa più efficiente, il suo impiego aumenta, non diminuisce. Se costruire software diventa 100 volte più economico, costruiremo 1000 volte più software.
Il che significa nuove opportunità. Diverse da quelle attuali, certo. Ma reali.
Le opportunità saranno per chi sa cosa costruire, non per chi sa come costruirlo. Per chi capisce i problemi dei clienti, non per chi sa scrivere codice. Per chi ha visione strategica, non per chi ha competenze tecniche isolate.
E per gli imprenditori — soprattutto i piccoli imprenditori — sarà un'epoca d'oro. Perché finalmente potranno costruire i propri strumenti senza dipendere da intermediari costosi e lenti. E posso scriverlo finalmente? Finirà anche la tirannia di tutte quelle app a pagamento che ti salassano con le microtransazioni ogni mese e che non usiamo nemmeno al 10% della loro potenzialità.
———
Conclusione: una exit non pagata
Il vecchio modello del software development è in fase di Exit. Non volontaria. Forzata dal mercato. E nessuno ti pagherà per le quote di un'azienda in via di estinzione.
Le software house che non si trasformano faranno la fine delle botteghe degli amanuensi dopo Gutenberg. Le agenzie web che vendono siti a 20.000 euro faranno la fine dei negozi di noleggio DVD dopo Netflix. I freelance developer che vendono ore di coding faranno la fine dei dodo.
Ma chi si muove adesso — chi capisce che il coding è diventato una commodity, che il valore si è spostato dalla costruzione alla visione, che il founder è il nuovo developer — avrà un vantaggio competitivo spaventoso.
———
Roberto Buonanno — Imprenditore e Business Coach
Editore di Tom's Hardware Italia (tomshw.it) e SpazioGames.it. Fondatore di In-Sane Management e 3Labs S.r.l. Autore de I Segreti di LinkedIn. Content creator a tempo perso. Programmatore agentico a tempo pieno!
Se vuoi confrontarti con un imprenditore che porta quasi trent'anni di esperienza reale sul tavolo, scrivimi su LinkedIn: linkedin.com/in/roberto-buonanno