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Il punto sulle reti ottiche: quali tecnologie usare?

Pagina 1: Il punto sulle reti ottiche: quali tecnologie usare?

La diffusione delle reti ottiche è costante e segno evidente lo è la frequenza con cui non solo in azienda ma anche nell’ambito domestico si ricevono proposte da parte di operatori nazionali o locali volte a fornire servizi a larga banda.

Se le fibre ottiche si diffondono e diventano la base per nuovi servizi a valore sia a livello enterprise che domestico, la cosa è dovuta non solo alla loro disponibilità sempre più capillare sino a livello di palazzo, ma anche ai nuovi standard e dispositivi di ultima generazione disponibili sul mercato, risultato di ricerche e tecnologie molto evolute che permettono velocità trasmissive del tutto impensabili sino a pochissimi anni fa e dotate di elevate capacità di aggregazione a livello di rete di accesso.

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Cresce la richiesta di infrastrutture per videoconferenze ad altissima definizione

Come punto di partenza nel vedere a che punto si è e cosa aspettarsi si può prendere la metà degli anni novanta, momento da cui si sono rese disponibili le tecnologie riferite come PON, acronimo di Passive Optical Network. La versione iniziale era basata sul framing ATM. Negli anni successivi si è avuto un primo sviluppo volto a realizzare prodotti di rete in grado di convogliare traffico Ethernet e servizi IP che iniziavano a diffondersi.

Il risultato è consistito da parte rispettivamente dello IEEE e dell’ITU nello sviluppo di due diverse soluzioni, rispettivamente riferite con l’acronimo EPON (Ethernet PON) e GPON (Gigabit PON). Va osservato che i due standard si basano su un concetto generale grossomodo identico per quanto concerne le lunghezze d’onda. Quello dove differiscono profondamente sono però le funzionalità e i servizi supportati.

L’approccio GPON per trasportare il traffico Ethernet si basa sulla tecnica SONET/SDH e sul Generic Protocol Framing (GFP) laddove invece EPON rappresenta una soluzione nativa Ethernet che si basa sulle funzioni, le prestazioni e la compatibilità con il protocollo Ethernet.

Va da sé che uno dei problemi che hanno dovuto e devono affrontare i gestori di reti (come peraltro è sempre stato per il networking) quando non si parte da una situazione di green field, è quello della migrazione e di come far coesistere infrastrutture che per certi ambiti sono anche profondamente dissimili, migrazione che per essere condotta in modo soft deve poter basarsi su apparati di accesso che supportino entrambe le tecnologie.