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Iperconvergenza e data driven la via per la digitalizzazione

Un dato è acquisito: le aziende che sono in grado di sfruttare i propri dati e trarne valore acquisiscono un vantaggio competitivo.

E’ assodato che per aver successo in un mondo globalizzato ed estremamente competitivo, dove è necessario sfruttare appieno le proprie conoscenze e reagire in modo dinamico prevedendo i cambiamenti, le organizzazioni devono cambiare attitudine per quanto concerne la gestione dei dati. In sostanza, devono liberarsi dei silos di informazioni separati e adottare un approccio che permetta di mettere i dati  a fattor comune  e renderli disponibili al business in maniera sinergica, indipendentemente dalla loro ubicazione e consistenza.

Se definire vision e strategia sono il compito dei manager delle aziende in funzione del settore di appartenenza e del mercato in cui operano, a rendere disponibile la tecnologia ci ha pensato NetApp, società che ha superato da poco il traguardo dei 25 anni di attività e che è guidata in Italia da Marco Pozzoni

Netapp Marco  Pozzoni
Marco Pozzoni

La risposta  ideata dall’azienda per affrontare una digital transformation centrata sui dati è NetApp HCI (NetApp Hyper Converged Infrastructure), una piattaforma che copre sia le esigenze delle applicazioni business on-premise che nel cloud ibrido. L’obiettivo perseguito è quello di coniugare l’esigenza di mantenere pieno controllo  della parte IT con i benefici e la flessibilità assicurata dal Cloud.

Va osservato che NetApp HCI si basa su un software, Data Ontap, omogeneo su tutta la sua linea di prodotti, on premise o nel cloud, che garantisce la portabilità dei dati ed applicazioni da e verso il cloud in modo trasparente, e su un hardware che utilizza in modo estensivo tecnologie di storage Flash che si caratterizzano per elevata velocità e bassi consumi. Alle caratteristiche fisiche si abbinano funzioni che garantiscono la sicurezza del dato e la produttività delle applicazioni all’interno dell'intera organizzazione.

NetApp HCI vuole costituire in pratica una soluzioni per data center di prossima generazione atta a semplificare e accelerare l'implementazione delle applicazioni. Ad esempio, è possibile eseguire applicazioni multiple con livelli prestazionali garantiti e far leva su una flessibilità, una scalabilità e un'automazione elevata.

Per far fronte alla gestione di volumi di dati la cui crescita e le cui dinamiche non sempre sono facilmente prevedibili la soluzione NetApp si basa sulla tecnologia storage flash SolidFire, che fornisce ad aziende, medie imprese e service provider la capacità di storage e la sicurezza necessaria per consolidare i diversi carichi di lavoro generati dalle applicazioni, di scalare ottimizzando le risorse e garantire le performance richieste dalle applicazioni di nuova concezione.

NetApp HCI è una soluzione compatta e versatile che, ha illustrato Pozzoni, permette alle organizzazioni di sfruttare appieno le potenzialità della propria infrastruttura grazie alla possibilità di semplificare la gestione e di scalare autonomamente le risorse di storage e di calcolo.

Iperconvergenza con tutto in uno

NetApp HCI è, come sopra evidenziato, una soluzione di infrastruttura iperconvergente di livello Enterprise fortemente automatizzata che, evidenzia la società,  può essere installata rapidamente in poche decine di minuti e che permette di ridurre in maniera significativa le problematiche in cui di solito si incorre per quanto concerne le prestazioni di un sistema IT.

Con il suo sviluppo NetApp si è proposta di risolvere i problemi presenti nella prima generazione di sistemi convergenti, caratterizzati da una  sostanziale rigidità perché basati su unità costituite da capacità di elaborazione e di storage sostanzialmente fisse.

Questo portava a doversi dotare di capacità elaborativa in eccesso anche quando per esempio si doveva far fronte a sole necessità di nuove risorse storage, e viceversa.

Per eliminare questo problema la soluzione che ha sviluppato comprende in un’unica architettura building block indipendenti che forniscono le risorse di calcolo, di storage e di connettività.

L’unità minima è composta da due blocchi di calcolo e quattro di storage in modo da costituire sin dall’entry level una soluzione ridondata. L'espansione può poi avvenire con moduli storage e di calcolo o con solo storage o solo calcolo a secondo che serva più capacità storage o computazionale.

La soluzione, basata su SolidFire, ha osservato Patano, senior manager systems engineer di NetApp, permette in sostanza alle organizzazioni di sfruttare appieno le potenzialità della propria infrastruttura grazie alla possibilità di semplificare la gestione e di scalare autonomamente e in modo flessibile le risorse.

Non ultimo, sviluppata avendo in mente le esigenze di ambienti cloud, infrastrutture web, database e di consolidamento del workload, NetApp HCI è integrabile con le soluzioni dei principali partner di NetApp, come  quelle di Commvault, Intel, MongoDB Enterprise, Veeam e VMware.