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Italiani online tra gli ultimi al mondo

Guardiamo il lato positivo: si può solo migliorare. È scoraggiante lo scenario tracciato dallo studio pubblicato dall'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che raccoglie le economie più avanzate nel mondo.

Intitolato "Measuring Digital Economy: A New Perspective", lo studio traccia una mappa degli indicatori legati all'economia digitale, per comprendere il ruolo dell'ICT e di Internet nell'insieme del sistema economico. Ruolo ritenuto fondamentale per la crescita economica.

In termini di attività online, sui sei temi principali, il nostro Paese è costantemente nella parte bassa della classifica: penultimo nella ricerca di beni e servizi online (effettuata dal 63,6% degli utenti, contro una media del 78,5% nell'area Ocse), davanti solo alla Turchia (59,9%); penultimo anche nei servizi online della Pubblica Amministrazione con un utilizzo medio del 34%. Fa peggio solo il Cile con il 10,3%.Studio Ocse Measuring Digital Economy: A New Perspective

Lo studio mette a confronto le abitudini digitali nei paesi area Ocse

Peraltro la PA è un po' dappertutto il settore più arretrato (la media Ocse è 58,6%), con servizi quali la compilazione di moduli online che è sotto il 30% o la prenotazione di visite mediche via Internet, effettuata solo dall'11% degli utenti Ocse.

L'Italia è, poi, indietro nello shopping online: siamo quartultimi con il 32,4%, davanti a Turchia (22,1%), Cile (24,9%) ed Estonia (28,3%), contro una media Ocse del 57,4%.

Male anche l'online banking: in Finlandia, Norvegia ed Estonia si supera il 90%, mentre l'Italia si attesta quintultima, con il 37,1%, davanti a Grecia (17,9%), Turchia (24,8%), Ungheria (36,4%) e Portogallo (36,4%).

Appena sotto la media, pari al 70,4%, la performance nella lettura delle notizie con il 68,0%, come quella nell'utilizzo della posta elettronica: 87,1% la media italiana, 87,3% quella Ocse, ma qui la curva è piuttosto piatta, con i Paesi Bassi al primo posto (96,2%) e la Turchia al 62,5%.

I giovani navigano di più

Va osservato che il mondo dei servizi online è molto variegato: per molti giovani non si parla neanche più di Web service, ma di app. Infatti i giovani navigano di più: nella media Ocse, gli utenti tra i 16 e i 24 anni sono al 95,0%, gli adulti online (tra i 25 e i 65 anni) sono il 78,9%%, mentre gli anziani (65-74 anni) arrivano al 43,9%.

Purtroppo in Italia la percentuale di utenti attivi online tra i 16 e i 24 anni è dell'85,4%. Non male in assoluto, ma sotto la media e meno del 100% di Norvegia, Olanda e Islanda e di molti altri (i primi 11 sono tutti sopra il 99%). Gli adulti sono terzultimi al 58,5% e gli anziani quintultimi con il 17,6%

Per quanto riguarda le imprese dell'area Ocse, in media il 94% di esse ha una connettività a larga banda e il 76% dispone di un sito Web, ma solo il 21% di esse vende prodotti online. Più in dettaglio, in Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Corea e Svizzera, le piccole e medie imprese sono quasi tutte connesse, mentre la percentuale è sotto l'80% in Grecia e Polonia.

Sul sito dell'Ocse (OECD in inglese) ci si può "divertire" a confrontare i risultati nei vari paesi.