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Lavoro: lo creano le aziende giovani con l’innovazione

Il "Quadro di valutazione dell’OCSE 2013: Scienza, Tecnologia e Industria" dimostra quanto sia importante supportare le imprese giovani, cioè quelle che non hanno oltre 5 anni di vita. Queste giocano, infatti, un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'occupazione, anche e soprattutto durante la crisi.

In particolare, la ricerca mostra che tali giovani imprese sono responsabili della creazione di quasi la metà dei nuovi posti di lavoro dell'ultimo decennio, anche se, complessivamente, impiegano circa il 20% della forza lavoro (considerando tutti i settori tranne quello finanziario).

Inoltre, durante la crisi i lavori che sono stati persi sono il risultato dei tagli effettuati nelle vecchie imprese, mentre in quelle giovani il saldo è stato comunque positivo.

Confronto tra la crescita netta dell'impiego nelle giovani e nelle aziende mature 2001-2011

In particolare, tra il 2008 e il 2011, le aziende giovani con meno di 50 dipendenti rappresentano solo una percentuale di circa l’11% dell’occupazione totale, ma oltre il 33% dei nuovi impieghi creati nel settore privato, mentre i posti di lavoro cancellati costituiscono una quota di circa il 17%.

Ne deduce Andrew Wyckoff, OECD Director of Science, Technology and Industry, presentando il rapporto a Istanbul: "Dando alle giovani imprese, come le startup, una migliore chance di successo si creano posti di lavoro e si promuove la crescita. I politici dovrebbero tenerne conto nel loro approccio alle riforme, in modo da aiutare le giovani imprese a prosperare e non favorire troppo i grandi incumbent, che talvolta buttano fuori dal mercato le startup".

I vantaggi si rifletterebbero sull'intero sistema paese, perché le imprese giovani spingono l'innovazione. Secondo l'Ocse, per esempio, le aziende giovani rappresentano il 24% di tutte quelle che realizzano brevetti e a loro si deve una media del 12% di nuovi brevetti.

Il report mostra anche come cambiano le tipologie di impieghi in Europa: per esempio, sia nel 2011 sia nel 2012 è diminuita del 7% la domanda per lavori che richiedono bassi livelli di competenza, ma sono altresì calate del 20% le richieste di manager. Dall'altro lato, sono costantemente cresciute le opportunità per impieghi con alti livelli di competenza: circa un più 13% per tecnici specializzati e più 50% per professionisti.

In generale, durante la crisi è aumentata la quota di lavoratori nel settore dei servizi, che attualmente ammontano a circa il 74% di tutti gli impieghi nei paesi membri dell'Ocse. È qui che, secondo il rapporto, è opportuno investire e, in particolare nelle aziende di servizi che comportano un elevato tasso di conoscenza.

La ricerca contiene molti altri dati. Chi fosse interessato la trova sul sito dell'Ocse.