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Le tre sfide per l’affermazione DevOps

Con l’emergere di nuove opportunità, come quelle applicate dai concetti DevOps, le aziende e i loro clienti sono permeati da nuove aspettative. Oggi, le organizzazioni richiedono che i prodotti e le app siano consegnati e implementati dove e quando necessario. Detto ciò, l’esecuzione rischia di rimanere indietro rispetto all’immaginazione e agli imperativi aziendali, a meno […]

Con l’emergere di nuove opportunità, come quelle applicate dai concetti DevOps, le aziende e i loro clienti sono permeati da nuove aspettative. Oggi, le organizzazioni richiedono che i prodotti e le app siano consegnati e implementati dove e quando necessario.

Detto ciò, l’esecuzione rischia di rimanere indietro rispetto all’immaginazione e agli imperativi aziendali, a meno che i DevOps non inizino a esercitare un’influenza concreta e strategica.

Ed è questo quanto pensa Rodrigo Albuquerque, DevOps solution developer di F5 Networks: «I DevOps sono uno dei trend aziendali più diffusi negli ultimi anni e rappresentano un approccio cruciale per aiutare le aziende a soddisfare le richieste dei clienti».

Secondo Deloitte, le aziende che adottano i DevOps riducono il proprio time to market del 18%-21%. Questo perché, eliminando gli sprechi che impediscono lo sviluppo del software, le operation sono semplificate e le aziende possono reagire più rapidamente alle richieste del mercato.

«Allo stesso tempo – prosegue Albuquerque – l’automazione consente alle imprese di allineare gli obiettivi di business con i processi per ovviare immediatamente ad eventuali malfunzionamenti dell’IT».

Deloitte riferisce, inoltre, che la distribuzione sempre più rapida di nuovi prodotti e servizi di facile utilizzo da parte dei clienti, influenzata dai DevOps, ha portato a un aumento dei ricavi del 20%. Nonostante tutti questi segnali positivi, i DevOps rappresentano ancora una novità per molti e l’adozione su larga scala è generalmente lenta.

Secondo F5 Networks sono tre le sfide che bisogna affrontare per l’affermazione dei DevOps. La prima è rompere i vecchi schemi culturali profondamente radicati: DevOps non indica solo un team di lavoro, ma una vera e propria cultura della collaborazione che produce un insieme di buone pratiche e conoscenze operative.

La seconda è trasformare i processi da ben definiti a più efficienti: il modo migliore per identificare le inefficienze è mappare i processi e riconoscere cosa funziona e cosa no. Per questo è necessario partire dall’individuazione degli sprechi, ossia dall’analisi delle aree in cui le risorse vengono esaurite senza fornire un valore reale.

La terza è non adottare i DevOps senza un obiettivo chiaro: grazie ai DevOps, le aziende possono snellire e automatizzare ogni attività, ma questo non significa che tali metodologie costituiscano l’approccio corretto da adottare per ogni operation e in ogni azienda.

«Spesso le aziende scelgono un paio di dipartimenti per testare l’approccio DevOps, e solitamente iniziano dai team di sviluppo. La tentazione è poi quella di continuare a scalare all’interno dell’organizzazione non appena i risultati positivi sono evidenti».

«I diversi reparti, tuttavia, presentano esigenze e sfide diverse e, come abbiamo già detto, l’implementazione efficace dei DevOps richiede una revisione accurata dei processi e dei metodi di lavoro. Le organizzazioni devono quindi considerare attentamente le proprie specifiche esigenze di business e non inseguire semplicemente una moda senza aver prima definito i propri obiettivi» conclude F5 Networks.