Scenario

L’Italia non pensa ad altro che all’IA industriale

Nel 2023, IDC prevede che saranno installati in tutto il mondo oltre 35 miliardi di device IoT e che tale numero salirà a 42 miliardi nel 2025.

Si tratta di un numero che porterà la rete di sensori intelligenti a trasmettere dati anche riguardanti le operations delle aziende. Governare, ma soprattutto valorizzare il flusso ininterrotto di informazioni nei processi aziendali di produzione, sarà dunque determinante.

Secondo IDC, l’ottimizzazione delle operazioni è uno dei principali benefici ricercati dalle aziende che hanno iniziato a sperimentare soluzioni d’intelligenza artificiale. Gli algoritmi alla base dell’AI stanno infatti aumentando il valore delle iniziative IoT e di convergenza IT-OT.

In Italia, il 50% delle compagnie intervistate in occasione dell’ultima Cognitive/AI Survey di IDC intende valutare l’adozione di soluzioni AI-enabled nell’ambito delle operations per ottimizzare i processi di produzione, monitoraggio e manutenzione.

L’innovazione è destinata a rivoluzionare i metodi e gli strumenti di lavoro. Nei prossimi cinque anni, IDC pensa che un terzo delle applicazioni tradizionali sarà sostituito da interfacce AI-enabled. Nello stesso orizzonte temporale, processi knowledge intensive saranno amplificati da nuove forme di relazione tra risorse umane e tecnologie intelligenti.

Non a caso, si terrà il 29 ottobre a Milano l’evento“AI Advisor e Real-Time Operations: data intelligence nell’era della human-machine collaboration”, un’occasione per condividere le esperienze di trasformazione AI-driven che stanno portando alla nascita di nuovi modelli esperienziali.

Nel corso della giornata, che si svolgerà a Casa Lago di Milano, Fabio Rizzotto, Associate Vice President & Head of Research and Consulting di IDC Italia, e Uljan Sharka, CEO di iGenius, introdurranno anche esperienze e casi di successo che hanno rivoluzionato il monitoraggio delle operations e le relative pratiche di data analysis.