IT Pro

L’open Source Red Hat sempre più mission critical

Red Hat continua a crescere, registrando un più 15% anno su anno e chiudendo l'anno fiscale 2014 al 28 febbraio con guadagni per 1,5 miliardi di dollari, "nonostante gli scenari macroeconomici e politici non buonissimi", commenta Gianni Anguilletti, country manager italiano.

Per policy aziendale, Anguilletti non può rivelare i dati della filiale italiana, il che deve infastidirlo un po', considerando che da quando c'è lui alla guida l'azienda ha messo a segno una crescita costante con un CAGR del 17% annuo, arrivando oggi a contare 55 persone nel nostro Paese, di cui 30 tecnici.

Un miliardo e mezzo di dollari è anche la somma detenuta da Red Hat in cash e investimenti, dimostrandone la solidità e la capacità di poter crescere anche per acquisizioni, come è avvenuto negli ultimi anni soprattutto sul fronte dell'arricchimento tecnologico.

Gianni Anguilletti, country manager Red Hat Italia

Merito del successo, dal punto di vista tecnologico, sembra proprio la completezza dello stack infrastrutturale (Red Hat fornisce sistema operativo, virtualizzazione, middleware/SOA, system management, storage/Big Data e cloud), che convince le aziende, insieme alla forza dell'ecosistema, sostenuto dal modello delle community, tipico dell'open source.

Sempre tecnologico, anche se un po' più "filosofico", è un altro punto di forza rivendicato dal manager italiano: l'apertura. Non tanto nella logica dell'open source (ça va sans dir), ma in termini di "libertà", che consente ai clienti di integrare le componenti dello stack di Red Hat con elementi di terze parti, scegliendo, per esempio il sistema operativo o il middleware di qualcun altro.

Infine, la flessibilità, cioè la capacità di gestire qualsiasi applicazione, in ogni momento e ogni dove, cioè sia on premise sia in cloud.

A questo si aggiunge anche il varo di una strategia organizzativa che ha portato l'azienda verso la verticalizzazione e, in particolare, la filiale italiana a proporre soluzioni dedicate specificatamente ad alcuni mercati dove sono concentrate le aziende più grandi, caratterizzate da infrastrutture complesse.

Come spiega Anguilletti, infatti, è la complessità, perché la specialità di Red Hat è la semplificazione. Lo apprezzano soprattutto i clienti e il country manager ne cita un paio, per affermare la vocazione di Red Hat per le soluzioni business critical.

La sede italiana di Sky

Più precisamente, Anguilletti riporta i risultati ottenuti da Sky Italia: "Capacità di workload aumentata del 30%, una riduzione dei costi complessivi pari al 70% e l'utilizzo della nostra infrastruttura per il nuovo servizio Sky OnDemand via Web".

Altrettanto critico il sistema di negoziazione implementato da Borsa Italiana insieme a MTS e SIA, come ricorda Fabrizio Cazzulini, CTO di MTS SpA: "Il ruolo dell’infrastruttura di messaggistica è estremamente critico per noi, perché per i nostri sistemi passano in media ordini e contratti per oltre cento miliardi di Euro al giorno. Risultati ottenuti: maggior flessibilità e riduzione tempi di negoziazione".

Infine, Anguiletti esprime ottimismo per la crescita del business anche in futuro sia perché sono sempre di più le aziende che si rivolgono all'open source (secondo una ricerca SDA Bocconi, l'83% delle aziende italiane ha già adottato open source, e diventeranno l'89% se chi ha manifestato l'interesse darà seguito ai propositi dichiarati. Inoltre, il manager italiano cita anche la Circolare 63/2013 del Codice dell'Amministrazione Digitale, che consiglia di usare open source.