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Manage Engine reinventa il network e system management

Manage Engine Italia è cresciuta del 30% in un anno. Non è presente nel nostro Paese da molto, quindi può sembrare facile aumentare il fatturato, ma il settore del network e system management in cui opera è piuttosto presidiato e anche alquanto maturo, non certo tra quelli che godono di una nuova giovinezza. Eppure Manage Engine sta rivoluzionando il concetto di gestione infrastrutturale.

Divisione di Zoho Corporation, multinazionale che nasce in Usa quasi nove anni fa, l'azienda ha il proprio cuore in India, dove sono stanziati circa 3000 softwaristi, i quali hanno sviluppato una soluzione modulare che copre ogni esigenza, compreso operation management, monitoring e gestione di praticamente tutto quello che si trova sulla rete.
La suite Manage Engine si compone, infatti, di oltre 90 prodotti, di cui una cinquantina sono tool gratuiti, secondo una logica mutuata dall'open source e sempre più diffusa presso le aziende di software, che operano così anche una sorta di autopromozione, ma, a tal riguardo, vanno oltre, perché è disponibile una versione di prova in cloud, che si avvicina molto a un "try & buy".

 

Maurizio Erbani direttore Vendite e Operation di Bludis
Maurizio Erbani direttore Vendite e Operation di Bludis

 

È evidente che la modularità della suite consente di generare un discreto cross selling a ogni uscita di un nuovo tool. Ma non sarebbe così se i nuovi strumenti non aggiungessero reale valore: consistente, in primo luogo in una notevole semplificazione e conseguente risparmio sulle operation, anche le più banali.

Il tratto distintivo della soluzione è il notevole grado di visibilità fornito: in pratica nulla sfugge di quello che si appoggia alla rete, come ci spiega Maurizio Erbani, direttore vendite e Operations di Bludis, VAD (Value Added Distributor) che distribuisce in esclusiva Manage Engine in Italia. Di fatto, fungendo da rappresentante.

Non solo è possibile osservare tutto quanto accade sulla rete, a questo si aggiunge, sottolinea inoltre Erbani, la correlazione tra gli eventi: «La vista unificata consente di anticipare le cause di eventuali disservizi e fare quindi prevenzione dei guasti».

Il modulo di Discovery (in beta al momento in cui scriviamo) fornisce una vista dell'impatto che un determinato servizio ha sulla rete. Rispetto a soluzioni tradizionali, che si limitano a fornire, per esempio, la misura di un ritardo sul network, Manage Engine effettua un'autodiagnosi, mostrando qual è la ragione di tale ritardo, evidenzia sempre il manager di Bludis.

Dal servizio al business il passo è breve, per cui è possibile un quadro immediato dell'impatto che eventuali guasti o cali prestazionali possono avere direttamente sui processi critici.

Altro elemento che in Bludis considerano distintivo è relativo alla solidità di un framework unico e all'interfaccia, «veramente integrata e in grado di supportare gli amministratori anche secondo le linee ITIL», come afferma Erbani, che cita una referenza, Cassa Conguaglio Settore Elettrico, sottolineandone la complessità soprattutto in termini di compliance.

Come detto, la semplificazione è la chiave per le soluzioni Manage Engine e l'esempio più evidente lo fornisce Derek Melber, Technical Evangelist presso ManageEngine, nei roadshow. In particolare, evidenziando la modalità operativa con Active Director di Microsoft, Melber mostra come quest'ultimo consenta di gestire in "profondità" l'active directory, ma in pochi lo fanno, perché piuttosto complesso. Un tutorial che molti apprezzano, restando poi di stucco, quando Derek (passiamo al tu perché a quel punto si è conquistato la stima della platea) mostra quanto semplice e rapida diventa la gestione con l'apposito modulo di Manage Engine.

Ultimo aspetto interessante è l'integrabilità, tramite connettori ad hoc, con le soluzioni di network e system management di terze parti, magari già installate in azienda.