Reseller

Olivetti torna a farsi sentire per la digitalizzazione delle PMI

Dare vita a un polo unico nel panorama italiano, capace di accompagnare le PMI nel percorso di digitalizzazione. A questo punta il piano di ristrutturazione presentato da Olivetti, per il quale è previsto un finanziamento di 60 milioni di euro da parte di Telecom Italia, suo unico azionista. Una cifra che, oltre a supportare il piano industriale, sarà anche destinata alla ricapitalizzazione societaria.

Al centro del rilancio, un'importante razionalizzazione delle linee di business dello storico marchio, selezionate in nome di una strategia orientata all'IoT, e la fusione per incorporazione di Telecom Italia Digital Solutions, azienda di Telecom dedita proprio allo sviluppo di soluzioni M2M, IoT e cloud. La combinazione delle competenze portate in dote dai due asset darà origine a un nuovo soggetto, che opererà sul mercato con il brand Olivetti da gennaio 2016. 
Secondo il piano, del core business della "nuova Olivetti" faranno parte tre principali linee di business. La prima è rappresentata dall'offerta per il mondo Office, fra cui spicca tutto ciò che riguarda la stampa e la sua gestione all'interno di grandi e piccole imprese. Un business che nel 2014 ha generato 100 milioni di euro e su cui Olivetti ha già investito da tempo, mettendo a punto una piattaforma MPS in grado di trasformare in servizio un'offerta tradizionalmente basata sul prodotto. 

La seconda linea di business che costituirà un altro pillar della nuova realtà è legata all'offerta per il mondo Retail, un segmento di mercato in cui la società d'Ivrea è leader in Italia nei registratori di cassa con il 30% di share, con 15 milioni di euro. «Oggi il registratore di cassa è passato da oggetto isolato a strumento connesso, in grado di emettere scontrini fiscali digitali e inviare in tempo reale all'Agenzia delle Entrate tutte le informazioni sugli incassi – – sottolinea sottolinea Riccardo Delleani, amministratore delegato di Olivetti – diventando un hub di raccolta di tutte le informazioni derivanti dalla sensoristica dei punti vendita e scaricando dal cloud le funzionalità necessarie per l'analisi dei dati». 

Riccardo Delleani web
Riccardo Delleani, amministratore delegato di Olivetti

Il terzo ambito su cui la società continuerà a lavorare è quello dell'advanced caring, ossia dell'assistenza tecnica, che nel 2014 ha generato circa 24 milioni di euro. «Si tratta di un asset straordinario: oggi Olivetti dispone, infatti, di una rete di assistenza tecnica capillare, garantendo alle PMI un servizio di prossimità non solo sui nostri prodotti, ma anche per conto terzi» afferma Delleani. 

La "nuova Olivetti" non avrà più, invece, un'offerta di device: pc, tablet e chiavette che, stante l'andamento del mercato, non hanno più le giuste prospettive per poter proseguire.
Parallelamente alla razionalizzazione dell'offerta, Olivetti sta portando avanti un importante  piano di ristrutturazione, mantenendo al proprio interno le professionalità più tecniche e coerenti con le nuove attività core e destinando le altre professionalità ai settori di business di Telecom Italia, che andrà ad assorbile.

«Con la razionalizzazione di Olivetti e la sua fusione con Telecom Italia Digital Solutions puntiamo a creare un soggetto con competenze di ingegneria difficilmente replicabili sul mercato, perché in grado di coniugare gli skill di TIDS nella messa a punto di soluzioni cloud e di data analisys con la nostra capacità di rispondere rapidamente alle esigenze dei singoli segmenti di mercato grazie a una struttura snella e reattiva» prosegue l'ad, sottolineando che elementi di forza della nuova realtà saranno anche il brand, ancora riconosciuto come sinonimo di qualità in Italia e all'estero, e il suo fitto canale di concessionari: una rete di 450 realtà in Italia e 500 all'estero che, per prossimità alle PMI, rappresenta il migliore candidato per guidare le piccole e medie realtà locali in un percorso di digitalizzazione fatto di tanti, ma continui piccoli passi.