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Una Cyber Strategy unificata

Pagina 2: Una Cyber Strategy unificata

Almeno l'Italia ha finalmente varato una Cyber Strategy. Forse non servirà a nulla, come del resto la strategia dell'Unione Europea. La stessa Nellie Kroes, commissario europeo per il DG-Connect e vicepresidente della Commissione Europea, è consapevole che si tratta soprattutto di un elemento di sensibilizzazione e poco più. È meglio di niente, purché faccia realmente da traino.

L'idea di un'Europa unita nella lotta al cybercrime è affascinante, ma, essendo lo scambio di informazioni alla base di questa unità, è anche utopistica. Chissà, magari un "nemico comune" potrebbe fare da collante, ma l'esperienza statunitense non aiuta.Nellie Kroes

Nellie Kroes

Dopo l'11 settembre, infatti, i diversi "servizi segreti" dovettero battersi il petto, ammettendo che "forse" si sarebbe potuta evitare la tragedia del World Trade Center se ci fosse stata condivisione di informazioni e cooperazione. Furono poste le basi per creare i meccanismi di scambio e annunciati grandi propositi per il coinvolgimento anche dei privati, che avrebbero dovuto essere incentivati a fornire informazioni sugli attacchi subiti e sugli incidenti di sicurezza.

Di fatto, però, racconta Rigoni, il risultato è stata una concentrazione di fondi e di potere in seno all'NSA e un fallimento di quei propositi.

La lotta al cybercrime è ancora lungi dall'essere una vera priorità per il nostro governo, eppure si tratta di proteggere non l'1,1% del PIL, cioè quello che viene conteggiato come "economia digitale" e che è essenzialmente prodotto della vendita di soluzioni e servizi ICT, ma il 100% dell'economia nazionale, perché, come ricorda Rigoni e come sottolineiamo tutte le volte che possiamo su queste pagine, non c'è attività, settore industriale, servizio che non sia dipendente dall'informatica. Avviene anche per il "vecchio", come l'energia elettrica.