Scenario

Q1 Shopping Index di Salesforce: gli acquisti online al +20%

Il settore del retail sta subendo forti impatti a causa della crisi Covid-19. Con i negozi fisici prevalentemente chiusi, persone di ogni età si rivolgono al digitale per le proprie esigenze, per gli acquisti.

E in questo scenario, è molto interessante da un occhio al report “Q1 Shopping Index” di Salesforce, basato sui dati raccolti sulla piattaforma Commerce Cloud, che analizza i dati relativi all’attività di oltre un miliardo di consumatori in tutto il mondo e mostra un passaggio radicale dall’acquisto fisico a quello digitale. Un primo segnale? Secondo la ricerca, il numero di acquirenti digitali unici è aumentato del 40% su base annua.

«Visto che i governi hanno chiesto ai brand e ai rivenditori di beni non essenziali di chiudere i loro negozi fisici, i consumatori non hanno altra scelta che utilizzare i canali digitali per alcune categorie di prodotti«.

«Di conseguenza, le performance nel Q1 hanno persino superato quelle della stagione dello shopping natalizio 2019, già molto importanti. Abbiamo visto una crescita del 20% dei ricavi (rispetto alla crescita del 12% nel primo trimestre 2019); una crescita del 16% del traffico digitale; una crescita del 4% della spesa per acquirente (ossia l’importo medio speso dagli acquirenti per ogni visita)».

Ma la crescente adozione del digitale continuerà anche quando i consumatori ritorneranno a una situazione più libera a cui ci eravamo abituati prima della pandemia? Questa è un po’ la domanda per cui così tanti rivenditori tradizionali, marchi nativi digitali e di beni di consumo stanno raddoppiando il digitale per offrire un’esperienza senza interruzioni tra lo shopping journey virtuale e fisico.

salesforce shopping index

Per quanto riguarda i beni, quelli per la casa hanno registrato un aumento senza precedenti pari al 51% su base annua, l’abbigliamento sportivo ha registrato un picco del 31% su base annua e giocattoli e giochi hanno visto una crescita del 34% su base annua.

Per Salesforce, questa impennata della spesa digitale è sintomo di un segnale: brand e rivenditori stanno facendo campagne e sconti importanti per stimolare la domanda e liquidare le scorte. Che si tratti di semplici oggetti di arredamento per rendere più confortevole il proprio ambiente domestico o capi di abbigliamento per lavorare comodi a casa, i consumatori stanno spendendo al di là dell’essenziale e sfruttando la possibilità degli sconti a loro disposizione.

«Se il primo trimestre è iniziato in modo abbastanza coerente con gli anni precedenti, la situazione è rapidamente cambiata quando il virus ha iniziato a diffondersi. In particolare, negli ultimi 15 giorni del trimestre si è registrato un aumento del 41% delle entrate digitali».

«Con l’aumento della domanda, conseguente alla chiusura di negozi e dei centri di distribuzione, alcuni rivenditori hanno faticato a stare dietro alla raccolta, all’imballaggio e alla spedizione degli ordini».

Alcuni hanno tentato di accelerare e riorganizzare le catene di approvvigionamento per offrire punti di ritiro e consegne a domicilio nelle vicinanze. La flessibilità e la creazione di connessioni digitali con i propri clienti saranno fondamentali per resistere a questo momento di incertezza.

Mentre è troppo presto per fare un bilancio della perdita del traffico fisico nel lungo periodo, i primi dati suggeriscono un cambiamento significativo nel comportamento dei consumatori. La spesa attraverso i canali digitali continuerà a salire, soprattutto appena le generazioni più anziane si abitueranno allo shopping digitale.

Nonostante sia facile supporre che alcuni consumatori continueranno a operare in una modalità “avversa al rischio” anche una volta conclusa la fase di lockdown, lo storico delle analisi dei dati insegna che i consumatori tendono ad adottare quei comportamenti che nel tempo si consolidano come la nuova normalità anche nei mesi successivi.

«Senza dubbio questa crisi globale cambierà i comportamenti di acquisto dei consumatori, ma la maggior parte continuerà a operare in questa nuova normalità digitale per molto tempo».