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RepUP vuole rivoluzionare le recensioni di ristorazione

RepUP è nata per rispondere a un problema che attualmente ha un impatto molto forte sul mondo della ristorazione: quello della gestione delle piattaforme di recensioni. L’influenza di queste piattaforme sul fatturato degli esercizi di somministrazione è molto significativa, ma i proprietari spesso non hanno il tempo o le competenze specifiche necessarie per gestirle in modo ottimale.

RepUP afferma di essere la prima compagnia, a livello internazionale, a proporre una soluzione completa che non richiede alcun impegno da parte dei proprietari dei locali.

«Grazie alla nostra piattaforma tecnologica proprietaria e ai nostri operatori specializzati, prendiamo in carico la gestione dei profili di ristoranti, pasticcerie, gelaterie e bar, li ottimizziamo per dargli maggiore visibilità e ci occupiamo noi di rispondere a tutte le recensioni in modo efficace e tempestivo, personalizzato per ogni singolo locale, trasformando anche le recensioni negative in uno strumento di marketing».

repup

Il servizio include anche un’app che permette ai locali di raccogliere i dati dei propri clienti, nel rispetto della normativa vigente, per mantenerli aggiornati sulla propria offerta con newsletter e notifiche push.

I nostri soci fondatori della startup sono Roberto Carcangiu, Presidente Associazione Professionale Cuochi Italiani e consulente internazionale, e Francesco Zorgno, CEO e Co-Founder di CleanBnB, società passata dal crowdfunding alla borsa in circa tre anni.

RepUP è attualmente in fase di crowdfunding e lo sarà fino a fine febbraio. In una settimana il progetto è salito in “overfunding”, andando ben oltre le aspettative.

«La piattaforma di RepUP, non solo analizza e corregge tutte le informazioni legate ai profili online del locale, eliminando problemi che fanno perdere credibilità e clienti ma in più fornisce agli esercenti un’app che, in modo tracciabile, permette di stimolare le recensioni positive, intercettare quelle negative grazie un sistema di intelligenza artificiale e raccogliere anche informazioni dei clienti per fare attività di re-marketing».