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SAP Concur, gli effetti della digitalizzazione sulle imprese lombarde

Nella nuova ricerca “Indagine sulla digitalizzazione e sui risparmi reinvestiti nelle imprese” di SAP Concur, condotta in collaborazione con CGIA di Mestre, emerge un grado di sviluppo della digitalizzazione delle imprese lombarde generalmente superiore rispetto alla media italiana e all’area geografica di appartenenza (Nord Ovest).

In quasi 4 imprese lombarde su 10 (38,8%) l’emergenza ha fatto emergere l’esigenza di migliorarsi e il proprio livello di digitalizzazione, a dimostrazione del già buon livello di digitalizzazione. L’emergenza ha fatto emergere l’esigenza di migliorare il livello di digitalizzazione per il 38,8% delle imprese; tra le esigenze scaturite domina il telelavoro; seguono e-commerce e gestione automatizzata dei rapporti con il personale. La Lombardia è la regione regina dello smart working, introdotto da quasi 3 imprese su 4 (73%): in Italia la percentuale è del 66% e al Sud si ferma al 50%.

Qual è il livello tecnologico delle aziende lombarde e come ha influito il lockdown sulla loro trasformazione digitale? La ricerca offre uno spaccato sulle imprese della regione lombarda che più di tutte risentito della pandemia e del lockdown.

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Le imprese lombarde, infatti, sono state tra le più colpite dal trimestre (marzo, aprile, maggio 2020) interessato dal “primo” lockdown: considerando un campione di imprese con più di 50 addetti, l’88% ha registrato una riduzione del fatturato con una differenza di 1,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale (86,9%); di queste 1 su 2 (49,7%) – poco meno della media nazionale (52,7%) – ha assistito a un calo di almeno il 30% sul proprio fatturato. Dal focus sulla gestione del personale emerge il dato sullo smart working, introdotto da quasi 3 imprese su 4 (73%): in Italia la percentuale è del 66% e al Sud si ferma al 50%.

Oltre a portare ad una generalizzata contrazione dei guadagni, l’emergenza Covid ha messo in luce, su tutto il territorio, i gap da colmare in termini di trasformazione tecnologica. In questo senso, tuttavia, in Lombardia e, più in generale, nel Nord Ovest, l’esigenza di innovare i processi aziendali è stata meno impellente, segno di un buon livello di digitalizzazione.

Degli attuali livelli di digitalizzazione si ritiene generalmente soddisfatto l’82,5% degli intervistati, mentre più di 2 imprese su 10 si dichiarano molto soddisfatte con percentuali relativamente superiori rispetto alla media italiana e al Nord Ovest. Nel 78% dei casi il livello di digitalizzazione aziendale stimato supera il 50% dei processi. Tra le forme di digitalizzazione prevale la connessione digitale delle aree aziendali (60,7%) seguita dalla gestione automatizzata dei rapporti con il personale (50,3%).

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Tra le esigenze di digitalizzazione prevale in Lombardia il telelavoro: lo ha indicato come esigenza il (59,3%) delle imprese lombarde intervistate, confermando il trend nazionale (64,3%).

Guardando alle imprese lombarde che hanno indicato che l’emergenza sanitaria ha fatto emergere l’esigenza di migliorare il grado di digitalizzazione si rileva che questa esigenza riguarda prevalentemente il telelavoro (59,3%), segue l’e-commerce (9,3%), la gestione automatizzata dei rapporti con il personale (9,3%), strettamente legata alle forme di lavoro da casa, i sistemi integrativi di vendita/marketing (7,6%), software di gestione dei processi di business, la gestione digitalizzata delle note spese del personale (3,4%), e-procurement (2,5%) e tool di prenotazione viaggi (1,7%).

Per quasi il 58% delle imprese lombarde, l’introduzione della digitalizzazione ha comportato (o comporterà) dei risparmi o vantaggi economici; in particolare quasi 1 impresa lombarda su 3 ha avuto un risparmio immediato dalla digitalizzazione (32,4%), inoltre per l’11,4% delle imprese le digitalizzazioni apporteranno dei vantaggi futuri mentre per il 14,1% l’eventuale risparmio non è ancora quantificabile in quanto la digitalizzazione è appena avvenuta.

L’importo del risparmio, in più della metà dei casi (55,3%), è stato inferiore a 10.000 euro, nel 40,4% dei casi ammonta ad un valore tra i 10.000 euro e i 50.000 euro, ma il 2,1% delle imprese ha dichiarato risparmi per più di mezzo miliardo di euro.

Nel 79% dei casi i risparmi vengono reinvestiti in azienda, in particolare: 1 su 3 (33,3%) reinvestirà in parte i risparmi in azienda, un altro terzo (29,6%) lo farà completamente e il 16% ha previsto di farlo successivamente. Al contrario, poco più di 2 imprese su 10 (21%) utilizzeranno i risparmi per esigenze di gestione corrente, come liquidità.

Considerando le aree di reinvestimento prevalgono nettamente i nuovi investimenti in impianti, macchinari, software (40%). Seguono Ricerca e Sviluppo (23,8%) e formazione dei dipendenti (12,5%), nuove assunzioni (8,8%), scelte sostenibili (6,3%), welfare aziendale (5,0%) e trasformazione di contratti a tempo indeterminato (3,8%).
Tra i benefit aziendali offerti prevale l’assistenza sanitaria integrativa (18,5%), rispetto al contenimento delle spese casa-lavoro come buoni spesa e/o auto aziendale (17,6%), buoni pasto o mensa (15,4%) e smart working (15,1%).

Seguono la previdenza complementare (13,6%), i congedi parentali aggiuntivi (9,6%), borse di studio e corsi di formazione (2,8%), servizi alla persona (3,7%), attività relative al tempo libero come palestre, cinema, teatri (2,2%). Chiudono altri premi (1,2%) e nido aziendale (0,3%).

«Il dato più rilevante di questa ricerca sta proprio in quel 79% di risparmi reinvestiti in azienda. Questo più di tanti altri indicatori ci dà l’idea del potenziale che porta con sé la digitalizzazione. Non si parla di concetti astratti ma di ciò che di più concreto ci possa essere: investimenti in impianti, ricerca e sviluppo, nuovi posti di lavoro e welfare aziendale. Quello di cui c’è più bisogno soprattutto in questo momento» ha commentato Alessia Poletti, Senior Field Marketing Manager per Italia, Malta e Grecia di SAP Concur.