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Schermi olografici per il museo di Trento

Il MUSE, il Museo delle Scienze di Trento progettato da Renzo Piano incarna il concetto di museo moderno, rispondendo a una chiara esigenza contemporanea secondo la quale oggi i musei non devono essere pensati soltanto come luoghi espositivi ma, come evidenzia Lavinia Del Longo, Coordinatrice del progetto MUSE, rappresentano anche spazi vivaci, interattivi e fortemente comunicativi.

E’ con questo obiettivo che, osserva la Del Longo, si è pensato a un allestimento di forte impatto, prevedendo l’inserimento delle nuove tecnologie. 

Videoproiettori e schermi olografici per il MUSE di Trento

Il risultato, ha osservato la società, è stato ottenuto tarmite dispositivi Panasonic, che sono stati utilizzati nel MUSE per renderne unici gli spazi espositivi: oltre a 4 monitor da 80", i più grandi tra quelli utilizzati nella progettazione dell’impianto, quasi tutti i videoproiettori scelti sono firmati Panasonic.

Si contano 10 Videoproiettori Laser DLP, 3 Videoproiettori DLP, 3 Videoproiettori LCD PT-EZ570 e 8 Videoproiettori LCD PT-VX500EJ. Inoltre sono stati utilizzati 10 schermi olografici 16:9, 121 Player Video, 76 PC, 8 processori e 60 diffusori acustici.

Con i suoi 12.600 mq distribuiti su 7 piani, il nuovo Museo della Scienza dispone di un impianto formato da più di 500 dispositivi, articolati in una progettazione complessa, strutturata e derivata da un lavoro di grande coordinazione. 

"Abbiamo registrato più di 200 mila visitatori in meno di sei mesi, una cosa impensabile prima d’ora per una città di 100 mila abitanti come Trento. Solo nel mese di dicembre dello scorso anno abbiamo registrato quasi 46.000 visitatori, con giornate di affluenza massima di oltre 6 mila persone. Come si può immaginare il museo ha riscosso un notevole consenso sia in ambito nazionale, sia internazionale", ha commentato Lavinia Del Longo.