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Verso il 100 GbE

Gli ultimi due anni ci hanno fatto assistere ad una forte accelerazione nel rilascio di tecnologie trasmissive per reti Ethernet che ne fanno sempre più il mezzo unificato per la distribuzione in ambito geografico, regionale e di campus delle applicazioni di nuova concezione per la comunicazione tra persone e applicazioni. In pratica, si sta assistendo all’eterna rincorsa tra reti con capacità trasmissiva di tipo wire-speed e capacità di produrre ed elaborare dati in tempo reale da parte dei server di nuovi generazione, a multiprocessore e aggregabili in rack con centinaia e in prospettiva migliaia di processori al loro interno. L’esigenza di nuove capacità trasmissive e di rete a livello di backbone o di aggregazione è poi ulteriormente rafforzata dalla diffusione di servizi cloud, che vedono numerosi operatori consolidati, come ad esempio Telecom Italia, BT ed altri, o newcomer, proporsi come fornitori di servizi “on-demand” e in modalità “pay per use” a partire da data center distribuiti sui territori nazionali o continentali. A questi si aggiungono anche i servizi offerti in proprio da aziende produttrici di server o storage, ad esempio Fujitsu, Dell e altri, che vedono nella possibilità di usare propri data center in una nuova linea di business il modo per migliorare i margini di guadagno sui servizi aggiungendovi quelli cloud.
Tutto questo ha però un costo. Man mano che si concentra su data center e su reti di accesso il traffico crescente di clienti che prima era svolto sulla loro propria rete si corre il rischio, ad essere eufemistici, di creare dei pericolosi colli di bottiglia oppure di dover aggiungere apparati e linee di giunzione solo per gestire il traffico aggiuntivo, aumentando però così facendo la complessità di una rete, il tasso di errore e rendendo più difficoltosa la sua gestione. Inoltre, si sta sempre più ponendo il problema di come supportare traffico complesso come quello video, come gestire sessioni di videocomunicazione e videoconferenza con decine e centinaia di partecipanti oppure reti distribuite di videocamere in alta definizione per il controllo del territoriale e ambientale. La diffusione di canali TV su Internet contribuisce poi ad aggravare la fame di banda e di conseguenza l’esigenza di capacità trasmissive superiori.
Si tratta di volumi di dati massicci che le reti di precedente generazione e anche buona parte di quelle installate difficilmente sono in grado di supportare.
La corsa allo sviluppo di standard che abilitino una velocità maggiore, ma senza alterare l’architettura di base delle infrastrutture nasce quindi da qui ed ha portato prima allo sviluppo dello standard a 10, poi a 40 ed ora a 100 Gigabit Ethernet.
Uno dei problemi a cui il 100 GbE risponde è poi non solo quello di avere connessioni peer-to-peer più efficienti e con un tempo inferiore di trasmissione ma anche di semplificazione. Sostituire una decina di connessioni con una sola vuol dire ridurre in modo proporzionale il numero di connettori, cavi, rack, armadi e alla luce delle nuove tecnologie di elaborazione abbattere anche consistentemente i consumi energetici per alimentazione e condizionamento ambientale, uno dei più grossi problemi che i gestori di data center si trovano ad affrontare. Sullo sviluppo e la realizzazione di tecnologie di rete e di commutazione a 100 GbE sono impegnati sostanzialmente tutti i maggiori produttori di tecnologie di rete, sia quelli focalizzati sull’ambito geografico che su aree più settoriali, come ad esempio per la connessione di server e storage all’interno del data center, dove una velocità di 100 GbE è vista come strumento per poter unificare esigenze SAN e esigenze office, che sino ad ora hanno coinvolto due differenti tipologie di infrastrutture di rete. Con i conseguenti oneri gestionali, manutentivi, tecnici, eccetera. Alla data, ad esempio, soluzioni a 100 GbE sono stati sviluppati da società di diversi settori come Alcatel-Lucent, Brocade, Cisco, Huawei, Extreme e Juniper, solo per citarne alcuni.
Quella dell’Ethernet è però una corsa che appare non volersi fermare e già si sta parlando della prossima evoluzione, e cioè dell’Ethernet a 400 Gbit.

Nei  Bell Labs di Alcatel-Lucent la fibra ottica si coniuga con  i 100 GbE