IT Pro

Vertiv, il cuore di una startup e le braccia di un veterano

Giordano Albertazzi, presidente Europe Middle East e Africa di Vertiv, per presentare la nuova azienda nata dallo spin off di Emerson Network Power da Emerson ha scelto l'Italia, non perché sia italiano (anche l'accento ne denuncia la lunga residenza a Londra), ma perché in Italia sono stanziate risorse e strutture importanti, che ne fanno la principale country europea sia per mercato sia, soprattutto, per progettazione e produzione.

Nel nostro Paese si trovano 2 dei 4 customer center Emea. A Castel Guelfo, vicino Bologna e a Piove di Sacco, vicino Padova, «non v'è giorno che non ci si trovino gruppi di clienti e partner provenienti da più parti della region che progettano o fanno test», evidenzia con orgoglio Antonio Carnassale, country manager di Vertiv Italia.

Sembra superata, dunque, la crisi che aveva portato a considerare dei licenziamenti nel 2014 e il nuovo assetto, con il passaggio a un capitale privato, mette al riparo dalle oscillazioni di borsa donando maggiore flessibilità.

La nuova Vertiv al futuro guarda con entusiasmo (sceglie proprio questo termine Albertazzi) perché la separazione da Emerson porta grandi vantaggi, a cominciare da un maggior dinamismo e la già citata flessibilità, che significa, per esempio garantire la possibilità d'investire dove occorre per supportare un cliente in un'espansione internazionale. Sono, afferma Albertazzi, elementi necessari per competere in un settore affollato di concorrenti e caratterizzato da clienti molto esigenti, a partire dalle principali telco, i cloud provider, le utility e imprese del settore energy & oil, tra i quali Vertiv conta clienti come America Movil, Apple, AT&T, China Mobile, Ericsson, Facebook, Microsoft, Verizon, elencati in rigoroso ordine alfabetico.

Giordano Albertazzi Presidente EMEA Vertiv low
Giordano Albertazzi, Presidente EMEA di Vertiv

Se queste referenze dimostrano la forza di Vertiv, la crescita prevista per il mercato in cui opera la "nuova" azienda, sembra promettere le opportunità normalmente riservate alle startup che si affacciano su nuovi comparti. Non più principalmente operatori di telecomunicazioni o grandi provider, ma anche l'industria, che sta lanciandosi nell'avventura della digitalizzazione. Dall'Industry 4.0 all'IoT il passo, poi, è breve.

Inoltre, i responsabili di Vertiv hanno identificato altre tendenze che portano a rivitalizzare il mercato. Una delle principali parte dallo sviluppo del cloud, che in Italia è e sarà per i prossimi tre o cinque anni, ritiene Carnassale, ibrido, favorendo la realizzazione di piccoli data center locali.

Ma il cloud significa anche nuove architetture, come quelle che devono supportare applicazioni fruite as a service, eliminando la latenza, oppure, semplicemente devono sostenere la densità delle macchine chiamate a gestire maggiori carichi di lavoro e traffico, con tutte le ripercussioni in tema di power e cooling.

A questo si aggiunge la velocità di crescita del cloud, che sta sostenendo il business dei data center prefabbricati, ospitati nei container.

Altra tendenza importante riguarda il rinnovamento delle infrastrutture in nome della sostenibilità. Questa va a braccetto con il bisogno di ottimizzare i consumi energetici, mantenendo la capacità di servire e supportare le infrastrutture in funzione delle esigenze, come, in ambito informatico, la gestione dei workload, l'analisi dei picchi e così via.

Anche la ricerca e l'innovazione nell'ambito delle batterie, con l'abbassamento dei costi per quelle agli ioni di litio, apre nuovi scenari per gli operatori che cercano di ridurre l'ingombro, il peso e i costi totali delle tradizionali batterie al piombo-acido regolate da valvole (VRLA).

Altresì l'ambito della sicurezza informatica sta portando cambiamenti nei data center, il che non sorprende, considerando che il dato è l'obiettivo finale del cyber criminale. Lo studio "Cost of Data Center Outages" effettuato nel 2016 da Ponemon Institute e sponsorizzato da Emerson Network Power, ha rivelato che il 22% delle interruzioni dell'attività dei data center prese in esame è rappresentato da cyber attacchi.

Antonio Carnassale Country Manager Vertiv Italia low
Antonio Carnassale, Country Manager di Vertiv Italia

Vertiv è già pronta per le sfide dei nuovi mercati, del resto c'è voluto un anno per la separazione. Se è vero che Emerson forniva a Emerson Network Power alcuni componenti attraverso un canale privilegiato, che adesso si chiude, Albertazzi evidenzia che il rapporto commerciale non s'interrompe e, d'altro canto, si aprono nuove relazioni con altri fornitori.

In pratica è stato possibile "espiantare" la catena del valore di Emerson Network Power senza snaturarla, creando Vertiv.

Anche sul fronte del brand, spiega il manager Emea, la forza era nei tanti marchi che sono sempre stati valorizzati, come Asco, Chloride, Liebert, NetSure o Trellis e altri ancora. Marchi che restano, con Vertiv che fa semplicemente da cappello per tutti.

Importante anche la presenza sul territorio: complessivamente in Emea si contano 9 strutture produttive e di assemblaggio su 28 in totale. Altro punto di forza che resta in eredità a Vertiv è la corposa struttura di servizi, fondamentale per competenze tecnologiche messe a disposizione di clienti e partner. In Emea ci sono 600 tecnici, di cui 100 altamente specializzati.

Tutto questo giustifica l'entusiasmo di Albertazzi e delle persone di Vertiv, che si sentono più vicine di prima ai clienti, potendone supportare meglio lo sviluppo innovativo, soprattutto grazie alle proprie capacità di progettazione per la creazione di infrastrutture, prodotti e servizi che «rafforzano il modello di business dei nostri clienti», afferma Albertazzi.

È bene sottolineare che queste oltre a non essere improvvisate, come è ovvio, sono, all'opposto, pianificate attraverso una costante attività di formazione attraverso le academy distribuite sul territorio nazionale.

Per il canale cambia poco, ma si sviluppa il mercato edge

L'education è rivolta anche al canale, per il quale al momento non risultano esserci grandi novità, se non nel segno della continuità da Emerson Network Power a Vertiv. Lo sviluppo del mercato precedentemente descritto, però, apre molte opportunità per i partner, soprattutto «sul nuovissimo e in buona parte sconosciuto fronte edge, cioè quella periferia che a volte è "semplicemente" il punto d'ingresso al cloud del data center, ma che arriva all'IoT e alle applicazioni che ancora devono essere inventate.