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Cambiare operatore o fornitore? La PEC batte la raccomandata

La PEC è lo strumento ideale per disdire i contratti di telefonia e servizi Internet, molto meglio della raccomandata RR. Vi spieghiamo tutti i motivi.

Cambiare operatore o fornitore? La PEC batte la raccomandata

Nell'ultimo anno le rimodulazioni tariffarie nel mobile, la fatturazione a 28 giorni e la maggiore concorrenza nei servizi banda larga stanno convincendo molti utenti a cambiare operatore.

TIM, Vodafone, Fastweb e praticamente tutti i protagonisti del settore forniscono informazioni (più o meno complete) per procedere con le disdette senza costi aggiuntivi, ma si guardano bene dal consigliare l'uso della PEC. Di fatto suggeriscono sempre l'impiego della raccomandata con ricevuta di ritorno, anche se il valore legale della posta elettronica certificata è analogo. Il motivo? Verrebbe da pensare che la PEC protegga meglio i diritti dei consumatori.

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Abbiamo domandato all'avvocato Flavio Azzariti dello Studio Legale Associato Fioriglio-Croari quali sono i vantaggi della PEC rispetto alla classica raccomandata con ricevuta di ritorno in caso di disdetta dei contratti.

Il vantaggio economico della PEC

Il costo di un'unica raccomandata con ricevuta di ritorno parte da 5 euro mentre un abbonamento PEC annuale, che consente invii infiniti, parte da circa 6 euro. Non ci vuole un pallottoliere per comprendere che la raccomandata non è conveniente.

Il vantaggio tecnico e legale della PEC

"La PEC ti dà una conservazione del dato rispetto al cartaceo. Con la raccomandata RR si è costretti a custodire il documento spedito, la ricevuta di invio e quella di ricezione", spiega l'Avv. Azzariti. "Con la PEC tutto rimane salvato sulla casella mail, sul proprio PC o su un backup. Inoltre in caso di smarrimento rimane traccia presso l'ente fornitore del servizio PEC, che ha l'obbligo di conservare ogni dato per diversi anni".

Leggi anche: PEC mail, guida agile per usarla senza spendere troppo

L'invio della PEC è associato a codici univoci per ogni elemento che la compone, compreso il contenuto. Ancor di più se c'è un allegato con firma digitale. I riceventi non potranno mai affermare la presenza di un documento differente da quello inviato.

La raccomandata RR fornisce la sicurezza dell'avvenuta spedizione e ricezione di un documento, ma nessun riferimento al contenuto. In uno scenario ipotetico (ed estremo) il ricevente potrebbe affermare di aver ricevuto un documento diverso da quello che dichiara il mittente.

Con la PEC invece vengono "certificate" spedizione, ricezione e contenuto. "Hai più garanzie rispetto a una raccomandata", conferma l'avvocato.

Il vantaggio temporale della PEC

Una PEC ha tempi di gestione più veloci: invio e conferma di ricezione sono quasi immediati. Per una raccomandata RR ci vogliono parecchi giorni. Il dettaglio è cruciale soprattutto quando si devono rispettare specifiche scadenze. E poi sotto il profilo organizzativo è più comodo gestire tutto da casa invece di recarsi in Posta, magari perdendo ore preziose.

Dove trovo gli indirizzi PEC?

Le aziende hanno l'obbligo di attivare una PEC e che sia sotto gli occhi di tutti, quindi consultabile. Il problema, per quando riguarda imprese e professionisti, è che è sufficiente che i loro indirizzi compaiano nei registri pubblici.

Il motore di ricerca di RegistroImprese
Il motore di ricerca di RegistroImprese

Questo è il motivo per cui sui siti Web degli operatori spesso è complicato trovare gli indirizzi PEC. La soluzione però è semplice: basta accedere a inipec.go.it del Ministero per lo sviluppo economico oppure RegistroImprese.it delle Camere di Commercio d'Italia. In questo modo si ha la certezza che le PEC siano correttamente aggiornate.

Il motore di ricerca del MISE
Il motore di ricerca del MISE

Su entrambi i siti sono presenti stringhe di ricerca che consentono di ottenere immediatamente ogni informazione utile, compresi gli indirizzi PEC. A volte problemi di omonimia posso allungare la pagina dei risultati, ma anche in questo caso c'è un "trucco": su inipec.go.it si può inserire anche il codice fiscale dell'azienda, che si può trovare in fattura o sui siti web ufficiali correlati.

Come disdire un contratto e migrare a un altro operatore

Quando si vuole cambiare operatore, che si tratti di mobile o residenziale, è sufficiente rivolgersi a quello nuovo fornendo il codice di migrazione, che è sempre ben in evidenza in fattura.

Codice migrazione in fattura
Codice migrazione in fattura

In pratica prendete una vecchia fattura, cercate la voce "Codice di migrazione" e vi segnate un codice alfanumerico tipo questo "MTYU004630449008O". Dopodiché telefonate al nuovo provider o operatore, fornite il codice e i vostri dati. Volendo la stessa procedura potete attuarla online o in negozio. La sostanza non cambia. A quel punto sarà il nuovo operatore a occuparsi di tutto, come stabilito dal Garante delle Comunicazioni.

Come disdire e migrare quando c'è stata rimodulazione tariffaria?

Nel caso in cui vogliate invece disdire un contratto per rimodulazione tariffaria e passare a un altro, la situazione si complica. È vero che il vecchio operatore è costretto in caso di recesso a non farvi pagare costi accessori, ma potrebbe farli scattare per la migrazione.

A quel punto la salvifica PEC potrebbe esservi d'aiuto.

"Il mio consiglio è di disdire e migrare nello stesso giorno. Spedite la disdetta al vecchio operatore tramite PEC, inserendo tutti i dati (nome, cognome, numero contratto, etc. N.dR.), e sottolineando che questo avviene a seguito di rimodulazione. Contestualmente intimate di non ostacolare la migrazione al nuovo operatore (inserendone il nome, NdR.) e non applicare alcun costo aggiuntivo", conclude l'avvocato Azzariti.

"Durante la stessa giornata scegliete il nuovo operatore e fornite il codice di migrazione, come vuole la prassi".

Fin qui il nostro consulente legale. Ci sembra tutto chiaro. Adesso armatevi di PEC e agite. 

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