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Canone Rai e pubblicità: La7 e Mediaset alzano la voce

La RAI nel 2016 raccoglierà circa 2 miliardi e 600 milioni di euro tra canone e raccolta pubblicitaria. La7 e Mediaset pensano che gli spot dovrebbero diminuire.

Canone Rai e pubblicità: La7 e Mediaset alzano la voce

La7 e Mediaset chiedono l'eliminazione della pubblicità sui canali RAI, considerato il sicuro aumento di ricavi generato dal nuovo canone nella bolletta dell'elettricità. In effetti secondo le stime di Mediobanca il nuovo sistema dovrebbe consentire nel 2016 il recupero di circa 848 milioni di euro di evasione: la Legge di Stabilità poi stabilisce per la RAI 280 milioni. A questi vanno aggiunti gli 1,65 miliardi di euro pagati dagli attuali abbonati e circa 700 milioni di euro generati dalla pubblicità.

vialemazzini
La sede RAI di Viale Mazzini

Insomma, complessivamente nel 2016 l'azienda pubblica avrà a disposizione un budget complessivo di 2 miliardi e 600 milioni di euro. Difficile dire se siano tanti, ma resta il fatto che l'editore di La7, Urbano Cairo, sostiene che l'azione del Governo sia iniqua e scandalosa. "Inoltre negli ultimi quattro anni la TV pubblica ha fatto pure dumping, abbassando il costo della pubblicità del 38%", ha dichiarato Cairo.

"L'esecutivo, che vuole portare avanti un'azione riformatrice, non può procedere in questo modo, privilegiando la Rai, che tra l'altro è la stessa azienda che viene controllata dalla politica. Un comportamento simile è dannoso per tutto il sistema dei media in Italia". L'editore a questo punto propone di togliere "completamente gli spot da due canali importanti". Sulla falsariga di quanto avviene in Spagna e nel Regno Unito dove non ci sono spot, e in Francia e Germania dove sono contingentati in specifici momenti della giornata.

"Il servizio pubblico va affidato alla Rai che è una realtà adatta a questa mission e che andrebbe finanziata prevalentemente con i soldi pubblici", ha rincarato Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset e direttore degli affari istituzionali e legali.

"Fa parte di un sistema che si tiene nel suo insieme e dunque il legislatore, entro maggio, quando si rinnoverà la concessione, dovrà regolare la quota di pubblicità appannaggio della Rai, con l'obiettivo di trovare un equilibrio per tutto il sistema dell'editoria".

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, sostiene che una volta risolto anche parzialmente il problema dell'evasione del canone si potrebbe pensare a canali pubblici totalmente privi di pubblicità, come ad esempio Rai 3.

Nel frattempo Antonio Campo Dall'Orto, il direttore generale della Rai, ha annunciato di voler togliere gli spot da maggio su alcuni canali come Rai Yoyo, Rai Cinema e Rai 5. 

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