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E-cig tra le migliori innovazioni del XXI secolo

Scienziati di tutto il mondo difendono la sigaretta elettronica e fanno pressioni sulla OMS.

E-cig tra le migliori innovazioni del XXI secolo

La sigaretta elettronica può salvare milioni di vite, ecco perché oltre 50 ricercatori di tutto il mondo chiedono un cambio di strategia all'Organizzazione Mondiale della Sanità, che potrebbe decidere di trattarle come normali prodotti a base di tabacco. In questo modo si andrebbero a perdere molti dei grandi vantaggi offerti da questa tecnologia.

Da una parte l'OMS vorrebbe fare di tutta l'erba un fascio, e mettere l'e-sig nel gran calderone dei "prodotti contenenti nicotina". Dall'altra ci sono un buon numero di scienziati che lo sconsigliano: non solo l'e-sig aiuta a smettere, ma è anche un potente strumento a difesa della salute.

La richiesta (PDF) fa eco a un documento del tutto simile pubblicato a gennaio e diretto all'Unione Europea. "Questi prodotti potrebbero essere tra le innovazioni più significative del XXI secolo nel campo della salute", si legge nel testo. "E potrebbero salvare milioni di vite. L'idea di regolamentarle e limitarle come i prodotti a base di tabacco andrebbe arginata".

Ma cosa potrebbe succedere se la sigaretta elettronica fosse equiparata a quella tradizionale? Interverrebbero i monopoli di stato, ci sarebbero più limiti al commercio e più imposte. Soprattutto però i fumatori la troverebbero molto meno interessante come alternativa o strumento per smettere, e questo sarebbe un problema di tutti.

D'altra parte questi oggetti, che hanno creato un business miliardario, sollevano anche diversi dubbi: non c'è ancora certezza su possibili danni alla salute, per esempio, e alcuni temono che possano spingere i giovani a diventare fumatori convinti che "queste e-cig non fanno male". Timori forse giustificati, ma che sono stati spesso fin troppo ingigantiti.

Curiosamente le grandi aziende del tabacco sostengono gli scienziati, proprio perché molte hanno investito nella sigaretta elettronica e non la vedono affatto come un concorrente ma piuttosto come un'evoluzione. C'è ancora tempo tuttavia per discutere: l'OMS dibatterà le proposte a riguardo il prossimo ottobre a Mosca, e non è detto che si decida qualcosa. 

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