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Core i7-2600K a 5 GHz, overclock senza sacrificare l'efficienza

Recensione - Test in overclock del processore Core i7-2600k, basato su architettura Sandy Bridge.

Introduzione

Vi ricordate i giorni in cui overcloccare era davvero una sfida? Bisognava cercare il processore adatto, come l'Intel Celeron "Mendocino" o l'AMD Duron "Spitfire" oppure il Pentium D 805. Queste soluzioni erano in grado di raggiungere frequenze il 50 percento superiori rispetto a quella base, ma dovevate dotarvi anche di una scheda madre flessibile, una memoria che si overcloccava bene e un po' di fortuna nel trovare le impostazioni migliori grazie a prove, errori e un po' di pazienza. Erano giorni in cui, più spesso di oggi, l'hardware defunto era il prezzo da pagare per cercare di raggiungere i limiti. Erano giorni molto divertenti, e oggi ne parliamo quasi come "i bei tempi andati".

L'approccio non è cambiato, ma l'industria offre schede progettate specificatamente per l'overclock, e moduli di memoria ad alta frequenza, che aiutano ad alleviare i colli di bottiglia sulle piattaforme che richiedono l'overclock del sistema/FSB per raggiungere frequenze più elevate.

Sfortunatamente Intel ha deciso di integrare il generatore di clock della nuova piattaforma nel chipset, il che significa che il P67 Express (Cougar Point) non è più facilmente overcloccabile con incrementi della frequenza base. Questo si ripercuote anche sulla frequenza PCI Express. Perciò chiunque abbia ambizioni di overclock sulla piattaforma LGA 1155 dovrebbe puntare dritto a un processore Core i5/i7 della serie K. Il costo aggiuntivo rispetto alle CPU regolari è accettabile, e abbiamo riscontrato che i processori Sandy Bridge Core i5/i7 di fatto introducono un cambiamento di paradigma.

Con la seconda generazione di processori Core a 32 nanometri di Intel, nome in codice Sandy Bridge, i processori orientati all'overclock iniziano a essere una scelta sensata anche nella fascia media. Grazie al Turbo Boost 2.0 e all'unità di controllo dei consumi, che monitora l'energia usata e le temperature, Sandy Bridge rende l'overclocking una pratica molto più semplice, accessibile anche ai meno esperti e meno rischiosa. Con Sandy Bridge che persino i neofiti possono overcloccare in sicurezza, lasciando che la piattaforma faccia il resto.

Per dimostrare queste affermazioni, abbiamo overcloccato un Core i7 2600K usando il dissipatore standard e una ventola. La nostra analisi include prestazioni ed efficienza, che scala in modo impressionante su un Sandy Bridge quando si mantengono frequenze elevate.

Intel Core i7-2600K per l'overclocker medio

Sandy Bridge è il nome in codice di un'intera famiglia di prodotti che coprono tutti i segmenti di mercato Intel, dai portatili ai desktop, fino ai server nella seconda metà dell'anno. Per sapere tutto su questi processori potete leggere i nostri primi articoli: Intel Sandy Bridge: la seconda generazione di CPU Core per una panoramica generale, e Sandy Bridge, analisi dell'efficienza energetica, per un'analisi più dettagliata. L'architettura è stata progetta con l'integrazione e la scalabilità in mente. Al momento sono già in commercio modelli con due e quattro core, , e tra non molto arriveranno anche CPU a sei e otto core su un singolo die.

Gli elementi fondamentali dei nuovi processori Core i7, i5 e i3 sono le maggiori prestazioni per core e per clock, il consumo in idle ridotto e la cache di terzo livello condivisa (chiamata Last Level Cache); c'è anche un ring bus che è usato per connettere core, cache, grafica e System Agent (chiamato in precedenza uncore), che include il controller di memoria DDR3. Tra le diverse nuove caratteristiche, Intel cita prestazioni migliori senza aumentare iu consumi.

Mantenere o persino ridurre il consumo energetico offrendo maggiori prestazioni ha un impatto significativo sulla capacità di scalare del processore. Questa è anche una solida base per i processori altamente overcloccabili, perché ogni incremento di frequenza ha ora un impatto più visibile. A questo punto nella discussione entra in gioco il Turbo Boost, che può incrementare la frequenza dei Core i5 e i7 a "passi" da 100 Hz; il processore gestisce autonomamente questa "accelerazione" – fino a quattro step – mantenendosi entro i limiti termici. Quando cercate l'overclock stabile più alto possibile, tuttavia, probabilmente vorrete disabilitare completamente il Turbo Boost (persino gli ingegneri di Intel lo fanno). Dopotutto, non si cerca di trovare il limite stabile e poi avere una CPU che prova a superarlo di testa sua.

Il Core i7 2600K ha 8 MB di cache L3, e una frequenza di 3,4 GHz che possono arrivare a 3,8 GHz. Il prezzo è di 300 euro circa, alto ma accettabile per gli appassionati, specialmente se lo confrontate con i 1000 euro di un processore Extreme Edition, come il Core i7 990 (Recensione del processore Intel Core i7-990X). Un'alternativa meno costosa sarebbe il Core i5 2500K, che lavora a 3,3/3,7 GHz, ma ha solo 6 MB di cache L3.

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