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Il cast

Pagina 3: Il cast

L'eccezionale cast che prese parte alle riprese di 2022 vantava attori del calibro di Joseph Cotten (Quarto Potere, Terrore sul Mar Nero, Il Terzo Uomo), Whit Bissell (L'Invasione degli Ultracorpi, Sfida all'O.K. Corral) e Brock Peters (futuro interprete dell'ammiraglio Cartwright nei film di Star Trek).

In più 2022 è stato l'ultima apparizione sul grande schermo dell'attrice austriaca Celia Lovsky (potete ammirarla in film come Duello sul Mississipi, Il massacro del giorno di San Valentino, La forza invisibile) e l'ultima volta in assoluto davanti ad una telecamera per Edward G. Robinson, autore di una incredibile interpretazione.

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Quasi ottantenne, Robinson si spegnerà infatti appena dieci giorni dopo aver girato l'ultima, toccante, scena della sua lunghissima carriera, ucciso da un cancro del quale non aveva detto nulla a nessuno degli altri membri del cast. Dopo le riprese Robinson fu portato via dal set da alcuni infermieri. Soltanto allora chi lavorava con lui seppe della malattia. Robinson interpreta Solomon "Sol" Roth, l'anziano assistente del detective Thorn. È l'unico tra i personaggi principali abbastanza vecchio da ricordare come era il mondo prima che la sua lenta agonia iniziasse.

2022 è stata la sua 101° interpretazione, il canto del cigno di uno dei più grandi interpreti del XX secolo, che durante la sua pluriennale esperienza ebbe l'onore di lavorare con alcuni dei più grandi registi del suo tempo: Tod Browning, Howard Hawks, John Ford, Billy Wilder, Fritz Lang (ve ne abbiamo già parlato qui), Orson Welles, Joseph L. Mankiewicz, Frank Capra, Vincente Minnelli, Giuliano Montaldo e Lucio Fulci.

Charlton Heston

La star principale del film è però senza ombra di dubbio Charlton Heston, che interpreta il protagonista, il detective Thorn. Heston è l'incarnazione ideale del divo hollywoodiano, con il suo fisico statuario, i capelli biondi e gli occhi chiari. Senza dubbio ricorderete la sua interpretazione del personaggio di Ben-Hur nell'omonimo film diretto da William Wyler, che gli valse il premio Oscar come miglior attore protagonista nel 1960.

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Heston ha di frequente preso parte a film dalla tematica storica o religiosa, interpretando personaggi come Mosè ne I dieci comandamenti (1956; Cecil B. DeMille), Giovanni Battista in La più grande storia mai raccontata (1965; George Stevens), El Cid Campeador nell'adattamento diretto da Anthony Mann nel 1961 (recitando al fianco della splendida Sophia Loren), Michelangelo Buonarroti ne Il tormento e l'estasi (1965; Carol Reed), Togrul in Gengis Khan (film che non vide mai la luce e prodotto nel 1992) e per ben due volte Marco Antonio (in 23 pugnali per Cesare e nel film da lui diretto All'ombra delle piramidi).

In una seconda fase della sua carriera Heston si dedicò anche alla fantascienza, interpretando classici come 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra, (1971; Boris Sagal), tratto dal romanzo di Richard Matheson Io sono Leggenda (dal quale è stato tratto anche l'omonimo film del 2007 con Will Smith), che aveva già ispirato L'Ultimo Uomo sulla Terra, diretto nel 1964 da Ubaldo Ragoni e interpretato dal grande Vincent Price.

Inoltre, Heston ha preso parte ad una delle saghe più longeve e apprezzate del cinema: Il Pianeta delle Scimmie (vi abbiamo accennato qualcosa qui), serie iniziata nel 1968 con l'omonimo film e proseguita attraverso gli anni e vari sequel e reboot (questi ultimi non proprio apprezzabili) fino ai giorni nostri. Proprio quel Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie di Tim Burton, uscito nel 2001, sarà una delle ultime interpretazioni di Heston, coinvolto nel remake di un film da lui stesso interpretato trentatré anni prima, ma in un ruolo completamente diverso (nel primo era l'astronauta umano che veniva catturato dai primati, mentre in quello del 2001 è il Dr Zaius, antagonista del film originale).

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Da sempre impegnato politicamente e schierato con il partito repubblicano, nel 1998 Heston è stato presidente della NRA (National Rifle Association) dal 1998 al 2001 e membro del suo cda dal 2001 al 2003. Nel 2002 rese pubblico di soffrire del morbo di Alzheimer, che comunque non gli impedì di interpretare il suo ultimo ruolo, ancora una volta di un personaggio realmente esistito: Josef Mengele, il folle e sadico medico di Auschwitz, nel film My Father.

In qualità di presidente dell'NRA, è stato anche intervistato da Michael Moore nell'ambito del documentario Bowling a Columbine, riguardante il massacro della Columbine High School, nel quale due ragazzi armati di fucili uccisero tredici studenti e un insegnante per poi suicidarsi. Non sapendo cosa rispondere a Moore, presentatosi a casa di Heston ad intervistarlo in qualità di presidente dell'NRA anziché in sede ufficiale, Heston diede risposta vaghe, abbandonando poi l'intervista e tornando chiudersi in casa.

Charlton Heston si spegnerà nel 2008 all'età di ottantaquattro anni, dopo aver passato più di sessanta anni davanti alla cinepresa.