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Cinema e Serie TV

6 cose che (forse) non sapevi su Frozen

La storia di Frozen è lunga e ricca di aneddoti. In attesa di Frozen II abbiamo raccolto qualche curiosità su questo classico dell' animazione Disney

Frozen è il 53° classico animato Disney e dalla sua uscita nel 2013 ha segnato il record come il film d’animazione ad avere incassato di più nella storia del cinema. Negli anni Disney ha cavalcato la popolarità di questa pellicola realizzando due cortometraggi, un musical teatrale, spettacoli su ghiaccio e, ovviamente, moltissimo merchandise dedicato.

In occasione del lancio del teaser trailer dell’attesissimo sequel, abbiamo pensato di raccogliere qualche curiosità su questo capo saldo dell’animazione moderna.

Una genesi lunga e difficile

Frozen ha impiegato più di 70 anni per essere realizzato e la storia di questo lungometraggio animato è stata parecchio travagliata. Walt Disney in persona, negli anni ’30 del secolo scorso, ha sempre dichiarato di voler raccontare la propria versione della fiaba “La Regina delle Nevi” di Hans Christian Andersen senza, purtroppo, riuscirci. Altri tentativi infruttuosi sono stati messi in cantiere tra gli anni ’90 e nei primi ’00, ma la svolta è arrivata nel 2008 grazie all’impegno dei registi Jennifer Lee, Chris Buck e del loro team creativo.

Avendo subito una produzione così dilatata nel tempo, la lavorazione di Frozen ha maturato diversi cambiamenti, sia di design che di sceneggiatura. La prima versione del film doveva raccontare le peripezie di Anna, una popolana di Arendelle, alle prese con un viaggio per chiedere alla Regina dei Ghiacci Elsa di congelare il suo cuore spezzato. Oltre alla trama, con Elsa nel ruolo della cattiva, anche i primi concept artistici erano molto diversi da quelli a cui siamo abituati: per un periodo Elsa è stata una donna dalla pelle e dai capelli blu, mentre in altri studi del personaggio gli animatori hanno preso ispirazione da Amy Whinehouse.

Le prime volte di Disney

Frozen è stato un film caratterizzato da diverse prime volte per un classico Disney: è il primo lungometraggio Disney diretto da una donna, il primo in cui una principessa duetta con il cattivo, il primo classico Disney in cui viene mostrata una famiglia omogenitoriale e il primo film in cui viene affrontato il rapporto affettivo tra due sorelle.

Disney e Broadway: un sodalizio vincente

Non si può pensare a Frozen senza trascendere dalla sua memorabile colonna sonora. Le musiche sono opera di Robert Lopez e sua moglie Kristen Anderson-Lopez. Il duo ha composto “Let It Go” in un giorno solo e questa canzone, in cui si affrontano le tematiche della consapevolezza  e accettazione di se, è stata la chiave di volta del film.

I registi, dopo averla sentita, capirono che il ruolo di Elsa non avrebbe dovuto essere quello della cattiva, ma che invece avrebbe dovuto ricoprire un ruolo più rilevante.
La presenza dei Lopez nel cast artistico del film confermava, ancora una volta, il sodalizio di successo tra Disney e Broadway iniziato durante il periodo noto ai fan come Rinascimento Disney, infatti oltre a Frozen Robert Lopez è conosciuto nell’ambiente del teatro musicale per aver composto alcuni tra i musical più innovativi degli ultimi anni che gli sono valsi diversi Tony Awards (gli oscar del teatro musicale).

Gli appassionati del genere lo conoscono infatti per gli spettacoli Avenue Q e l’irriverente The Book of Mormon ideato dagli autori di South Park. Inoltre Uno degli attori del cast originale di questo musical è l’attore Josh Gad, che in Frozen interpreta Olaf.
Let it Go ha trionfato agli Oscar del 2014 e in seguito a quel premio, i coniugi Lopez hanno continuato a comporre per Disney.

Il loro impegno con la Casa del Topo è valso loro un altro Oscar nel 2018, per la colonna sonora di Coco, mentre da qualche mese la versione musical di Frozen (sempre opera loro), in cui la storia e i personaggi sono più approfonditi, ha debuttato a Broadway.

Il croco dorato

L’araldica ufficiale di Arendelle rappresenta il croco. Il fiore è di color giallo oro con tre petali e due foglie si trova in primo piano, mentre lo sfondo è bipartito con il viola a sinistra e il verde a destra. Nel film è possibile vedere l’araldica in moltissimo contesti, sia come stemma ufficiale che come elemento decorativo su oggetti e vestiti.
Il croco è una pianta erbacea perenne, molto diffusa in tutta Europa (soprattutto nell’area mediterranea) che appartiene alla famiglia delle iridacee. In Frozen questo fiore è l’emblema della primavera, in quanto simbolo di rinascita.

Tante piccole citazioni

Disney ama seminare nei suoi film tante citazioni più o meno ovvie, Frozen non fa eccezione e nel film è possibile scorgere diversi easter eggs.
Durante la canzone “Oggi per la prima volta” possiamo vedere Anna, alle prese con il buffet dei dolci, imbattersi in una composizione di dolciumi che richiama lo stile del mondo di Sugar Rush di Ralph Spacca Tutto e interagire con la versione a cartone animato del quadro “I fortunati casi dell’altalena” dell’artista francese Jean-Honoré Fragonard.

Quando infine vengono aperte le porte del castello di Arendelle, i più attenti tra voi potranno individuare due invitati davvero speciali: Rapunzel e Flynn Rider.
Un’altra sequenza con alcuni omaggi è quella della canzone “Sognando l’estate” in cui Olaf si immagina in alcune situazioni inusuali per un pupazzo di neve. Tra queste abbiamo l’omaggio a Bert di Mary Poppins e il riferimento alla celebre illustrazione della crema solare Coppertone. Disney ha inoltre omaggiato Frozen in altre sue produzioni più recenti: è possibile trovare alcuni easter eggs in Zootropolis e Oceania. Per finire Elsa e Anna appaiono insieme a tutte le Principesse Disney in Ralph spacca Internet.

Anche la tecnologia fa la sua parte

Questo film ha posto al team di animazione alcune interessanti sfide tecnologiche, è stato infatti necessario creare alcuni software innovativi deputati alla gestione di alcuni elementi.
Per le animazioni di Olaf è stato creato un programma chiamato Spaces. Questo software è stato in grado di gestire il peculiare pattern di animazioni simultanee del pupazzo di neve. Gli animatori sono stati così in grado di animare in maniera indipendente ogni singola parte del corpo di Olaf.

Dopo Rapunzel gli animatori volevano avere un controllo maggiore sui capelli delle protagoniste, per ottenere questo risultato è stato inventato un programma di nome Tonic, in grado di gestire un volume di capelli superiore a quello del film precedente, infatti la chioma argentea di Elsa è composta da più di 400.000 capelli, circa 15 volte quelli di Rapunzel.
Una parte molto importante del film è data dal ghiaccio e dalla neve. Gli animatori hanno dovuto studiare le caratteristiche fisiche di questo elemento sia avvalendosi della consulenza del Dr. Kenneth Libbrecht, uno dei maggiori esperti del settore,  sia osservandolo direttamente passando del tempo in un hotel di ghiaccio. Oltre a questo è stato necessario sviluppare anche un programma apposito in grado di generare 2.000 differenti fiocchi di neve, ognuno dalla forma unica.

Volete approfondire la vostra conoscenza di Frozen? Nel volume The Art of Frozen potrete ammirare il lavoro svolto dal team artistico di questo film come storyboard, studi dei personaggi e degli ambienti e i loro modelli 3d.