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86 – Eighty Six di Asato Asato e Motoki Yoshihara, la recensione

86 – Eighty Six è l’ultima saga fantascientifica pubblicata da J-POP. Originariamente nata come una serie di light novel edita da ASCII Media Works dal 10 febbraio 2017, scritta da Asato Asato e illustrata da Shirabii, vede la luce come manga grazie ai disegni di Motoki Yoshihara.

“Tu insegui troppo gli ideali. Gli ideali sono tali proprio perché sono così alti da essere irraggiungibili.”

86 – Eighty Six: una guerra senza vittime

La storia di 86 – Eighty Six è ambientata nella Repubblica di San Magnolia, attaccata dalle Legion, le armi semoventi meccanizzate dell’Impero Giad. Per neutralizzali la Repubblica ha creato un proprio esercito di droni autonomi, trasformando così la lotta unilaterale in una guerra apparentemente senza vittime. Ed è questo ciò che il governo sostiene ogni mattina, quando parla ai cittadini delle battaglie vinte, rassicurandoli che il nemico verrà presto sconfitto. In realtà, non esiste una guerra vinta senza spargimento di sangue. Ma se quelli che vengono mandati in battaglia non sono considerati esseri umani, allora di fatto non c’è nessun morto. Queste “non-persone” sono gli 86, residenti al di fuori delle mura fortificate che proteggono gli ottantacinque territori della Repubblica, nel distretto 86, da cui il loro nome. Gli uomini e le donne, ragazzi e ragazze che vivono in questa landa desolata sono spogliati della loro umanità e costretti a pilotare i droni, per aiutare la Repubblica che li ha traditi a vincere la guerra.

86-Eighty Six

Lena è una giovane ufficiale che decide di accettare la gestione e la direzione del primo squadrone difensivo del primo settore di guerra, ovvero lo squadrone Spearhead, capitanato Shinei Nouzen, nome in codice Undertaker. Lena è una ragazza forte e determinata che non ha paura di mostrare in pubblico il suo disprezzo per le opinioni sociali che ritiene immorali o inutili. Per tali motivi viene presa in giro degli altri Handler che non amano il suo stretto rapporto con i Processori sotto il suo comando.

Shin è noto per la sua spietatezza, rivolta sia contro i nemici che contro gli “alleati” ovvero i soldati della Repubblica. All’interno dell’esercito gira infatti la voce che i precedenti Handler che hanno avuto a che fare con lui siano impazziti e abbiano lasciato l’unità, si siano ritirati o si siano addirittura suicidati per ragioni ignote. Lena e Shin sembrano due esatti opposti, almeno all’apparenza, ma forse non è un caso che siano finiti a lavorare insieme. Perché il vento sta iniziando a soffiare in un’altra direzione e un destino crudele sta per sconvolgere le vite dei protagonisti.

86 – Eighty Six: siamo umani anche noi

Se comprando questo volume vi aspettate di vedere comparire dei robot giganti in stile Gundam, così popolari nelle storie mecha, qui non ne vedrete traccia. I robot ci sono, ma non sono come li immaginiamo noi, pilotati da persone vere, costrette a scendere in campo ogni giorno e a lottare per la loro vita. Queste persone sono gli 86, i reietti della Repubblica di Magnolia, considerati meno di esseri umani, dei mostri, disprezzati e umiliati a causa del colore della loro pelle. Gli 86 infatti, a differenza della gente albina che popola la Repubblica, di carnagione chiara e capelli argentati,  appartengono all’etnia dei “Colorata”, ovvero uomini e donne che, svariati anni prima, quando la guerra era appena scoppiata, furono esiliati dal regime politico degli Alba e rinchiusi nel Distretto 86.

“Noi siamo persone. Cittadini della repubblica nati e cresciuti in questo paese.”

Costretti a combattere giorno e notte, ai Colorata sono stati tolti anche i basilari diritti civili e umani e si contano sulle dita delle mani quelle persone che ancora hanno a cuore questa razza, considerata inferiore e disprezzata solo perché diversa nell’aspetto esteriore.

86-Eighty Six

Da questo punto di vista, i soprusi umani a cui assistiamo leggendo 86 – Eighty Six richiamano alla mente il terribile dramma della Shoah e lo sterminio degli ebrei. All’inizio della guerra, l’esercito di Magnolia fu sterminato dalla forza dell’impero Giad, costringendo il governo a prendere delle decisioni drastiche. Oltre a evacuare la popolazione negli 85 distretti amministrativi della Repubblica, si iniziò a privare della cittadinanza i Colorata, considerandoli quasi complici dell’Impero, confinando i loro beni e infine isolandoli nell’ottantaseiesimo distretto. Fu una vera e propria discriminazione razziale alla quale scamparono solo gli Alba in quanto residenti in quelle terre prima della fondazione della Repubblica. I Colorata che si opposero furono messi a tacere.

L’unico modo che gli 86 hanno di rimanere in vita è quello di scendere sul terreno di guerra e, al momento della loro morte, nemmeno una tomba è dedicata a loro. Semplicemente vengono dimenticati, perché chi si prenderebbe il disturbo di piangere la scomparsa di qualcuno ritenuto inferiore a un essere umano? Nel manga questo compito è assolto da Shin, il quale sente che è sua responsabilità, in quanto ultimo membro sopravvissuto del suo precedente squadrone, farsi carico della dipartita dei suoi compagni, aiutarli a morire “sereni” e conservare in silenzio le targhette dei caduti fino alla destinazione finale.

86-Eighty Six

Il tema di fondo su cui prende vita 86 – Eighty Six è senza ombra di dubbio la guerra, terribile e ingiusta come qualsiasi altra, resa ancora più inaccettabile dal fatto che il governo della Repubblica sembra quasi farsi beffa dei suoi stessi ideali di ugualizza e libertà, usando come armi esseri umani ma insabbiando la cosa, facendoli altresì passare per mostri, indegni di essere compianti.  Questo è il vero tema portante della storia che mette bene in luce i lati più oscuri della politica ma anche il lato umano delle persone, il rapporto tra i personaggi, l’amicizia, il cameratismo e il riscatto.

86 – Eighty Six: lo stile

Le atmosfere del manga 86-Eighty Six ricordano molto quelle di Aldnoah.Zero mentre l’accuratezza dei disegni riporta alla mente lo stile che Hajime Isayama, autore de L’Attacco dei Giganti, riservava ai paesaggi e agli edifici.

Infatti Motoki Yoshihara cura i suoi disegni nei minimi dettagli, con un ottimo uso del nero nonché un perfetto gioco di luce e ombra. Nulla è lasciato all’immaginazione del lettore: dagli edifici sullo sfondo agli oggetti più piccoli, tutto è reso con un’incredibile cura.

I movimenti veloci e l’azione sono realizzati attraverso rapide pennellate di nero. La percezione è quella di non stare semplicemente leggendo una storia, ma di guardare la sua animazione, fotogramma dopo fotogramma. Si riesce quasi a percepire lo sgretolamento dei materiali e la potenza agghiacciante delle armi da fuoco, ricreata attraverso lampi di luce bianca.

Ricordiamo che è attualmente in corso un adattamento anime prodotto da studio A-1 Pictures e diretto da Toshimasa Ishii (Anohana: The Flower We Saw That Day, Seven Deadly SinsSword Art Online: Alicization – War of Underworld). In Italia la serie viene mandata in onda in simulcast sul portale Crunchyroll in versione sottotitolata. Solo con la prima tiratura del manga in omaggio il free trial di 1 mese per Crunchyroll Premium, per vedere anche l’anime!

86 – Eighty Six


86 - Eighty Six ha tutte le premesse per diventare un manga indimenticabile nel panorama dei genieri di guerra e mecha, con una storia incredibile, avvincente e ricca d'azione ma anche traboccante di valori storici quali la lotta per i diritti umani, la discriminazione razziale che ancora oggi sentiamo così vicini. Le scene d'azione sono rese in modo perfetto, i personaggi riescono a tirare fuori nel lettore una marea di emozioni contrastanti e la storia si legge tutta d'un fiato.

Pro

  • Storia avvincente e ricca di valori umani
  • Personaggi ben caratterizzati sia nell'aspetto che nelle emozioni
  • Non la classica storia mecha

Contro

  • Sconsigliato a chi non ama i generi di guerra