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American Gods 3, anteprima del ritorno degli dèi di Neil Gaiman

Cosa pensi che succeda, quando tocchi un dio? Sarebbe stato sensazionale che questa anteprima fosse stata lanciata di mercoledì, o che la nuova stagione degli dèi più pazzi, stravaganti, complessi, e complessati, d’America uscisse in quel giorno. E coloro che hanno seguito le prime due stagioni, possono immaginare il motivo del riferimento a questa giornata in particolare. Invece no, la terza stagione di American Gods sta arrivando come le precedenti su Amazon Prime Video, dall’11 gennaio, con dieci nuovi episodi di cui abbiamo avuto il piacere di visionarne i primi quattro. Stiamo dunque per raccontarvi il nostro primo impatto con il prosieguo della saga che prende vita dalla storia creata da Neil Gaiman, ma senza conoscere il finale di questo segmento di storia appena innestato. Una recensione dunque parziale, ma figlia di una visione sicuramente adrenalinica. Cos’è successo dopo gli eventi della seconda stagione? E soprattutto, dove eravamo rimasti con le nostre divinità sopra le righe?

American Gods 3, disturb is coming (again)

La terza stagione di questa acclamata e discussa serie prosegue con il “racconto dell’eroe” di Shadow, (Ricky Whittle) mentre lotta per sfuggire, inutilmente, all’ennesimo inseguimento di Mr. Wednesday. Le luci delle scene di questa stagione si aprono sul palcoscenico di un concerto heavy metal in grande stile, che acclama proprio Wednesday come guest star ineguagliabile dello spettacolo, ma la realtà dei fatti è che il vero ospite d’eccezione, sin dai primissimi minuti del primo episodio e la prima comparsa di una lunga serie in questa stagione, è nientepopodimeno che Marilyn Manson. Ebbene sì, in un mondo così disturbato e a tratti disturbante, non poteva mancare il re del macabro e del morboso, ma un evento subito successivo a questa comparsa ci farà (forse) dimenticare quanto abbiamo visto con un evento scioccante. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze.

Foto generiche

Assistiamo infatti all’uscita di scena, oseremmo dire non definitiva, di una dea che a lungo ha combattuto tra la vita e la morte, il cui valore era quello di una moneta. Parliamo di Laura Moon, moglie di Shadow, la quale diventa protagonista di una scelta forse difficile, o comunque con conseguenze di non poco conto per il suo percorso. L’abbandono delle mortali spoglie però non avviene senza un ultimo messaggio lasciato a un altro dio, per la precisione Mad Sweeney, al quale viene lasciata una indicazione ben impressa in mente, e nel vero senso della parola. Se assistiamo ad alcuni, primi assaggi del nuovo percorso di Laura in una dimensione tanto criptica, quanto parallela al resto del mondo “umano e mortale”, il viaggio del consorte Shadow non è più lineare e privo di difficoltà, senza smettere di essere il “prediletto” di Wednesday. Il punto focale della trama, nel suo caso, sembra essere Lakeside, in Colorado, un luogo tranquillo, ma non troppo…sotto sotto.

A proposito di Wednesday, ci sono alcune novità in arrivo, e forse non troppo buone, almeno apparentemente. Il suo passato romantico entra in gioco con la comparsa di una sua ex fiamma, Demetra, interpretata da Blythe Danner, madre dell’attrice Gwyneth Paltrow, la quale è ricoverata presso una signorile casa di cura e non sembra essere troppo felice di rivederlo. Del resto, come asserisce lo stesso Wednesday, non è mai stata contenta di ricevere sorprese. E in questa stagione ce ne saranno davvero tante, stando a quanto ci viene rivelato nei primi quattro episodi.

terza stagione di American Gods

Lo stesso Neil Gaiman, qualche mese fa, aveva pubblicato una lettera destinata ai fan della serie, nella quale anticipava ciò che ci attende in questa terza, nuova stagione:

Quando ci siamo messi all’opera per la terza stagione di “American Gods,” non avevamo idea di come sarebbe risultata attuale. Sapevamo di voler tornare a ciò che il pubblico aveva amato di più del libro: che era tempo per Shadow di andare a Lakeside e provare a vivere una vita normale. Allo stesso tempo nella terza stagione volevamo concentrarci sui vari personaggi e i loro percorsi, mostrare Shadow mentre segue un cammino guidato dagli Dei, dai suoi antenati, diventando sempre più se stesso e decidendo allo stesso tempo chi essere e da quale parte stare, quella dell’umanità o quella degli Dei.

Nuovi volti, vecchie abitudini

Non è facile la vita per gli dèi in American Gods, ce ne eravamo già accorti nei sedici episodi complessivi su Prime Video finora, ed è altrettanto difficile per noi rimanere al passo con tutto quello che sta accadendo ai nostri eroi. Vecchi e nuovi volti calcano le scene della serie, che in questa stagione vede Shadow che cerca di forgiare il proprio destino mentre cela la sua identità sotto mentite spoglie e con il nome di Mike Ainsel. Viene guidato dagli Orisha, gli dèi dei suoi antenati neri, tra visioni notturne e indicazioni misteriose. Rimanendo in tema, Bilquis, la dea a noi ben nota nelle precedenti stagioni per i suoi rapporti con le sue vittime, ha qualche problema con le sue prede e con Technical Boy, il quale assiste anche a una delle prime, numerose scene vistosamente (ed esageratamente) splatter che punteggiano puntualmente anche questi primi episodi.

Foto generiche

La terza stagione inoltre prevede tanti nuovi innesti nel cast, come abbiamo anticipato, alla ricerca di uno svecchiamento della serie e di un mantenimento dell’attenzione che sembrava stare calando nella seconda stagione. Lo avevamo visto proprio nel 2019: avevamo assistito a una stagione mal gestita con un finale diverso rispetto alla versione originale della storia, e per quanto non abbiamo chiaramente gli elementi per paragonarlo a quello che ci attende nel prossimo season final, ci auguriamo che la storia non venga nuovamente stravolta con plot twist decisi e imprevisti.

…and I’m feeling good

American Gods non può essere visto senza aver già macinato le puntate precedenti, poco ma sicuro, in quanto l’intreccio tra le stagioni rimane ben saldo e ha anche l’abitudine di complicare parecchio la comprensione della trama anche per coloro che sono già fan del prodotto. Se però la scrittura della stagione ci è sembrata parecchio complessa e con parecchi subplot che a volte sfuggono di mano alla regia e vengono ripresi talvolta con qualche ritardo, la qualità del montaggio delle scene e della colonna sonora rimane davvero alta e pienamente godibile, tra musiche country, indie, brani classici che smorzano la tensione, per poi essere ripresa dalla costante presenza di cliffhanger a fine episodio.

Non sappiamo come finirà questo viaggio tra culture e lingue diverse, sappiamo solo che i nostri dèi sono davvero decisi a proseguire sul loro cammino.

Segui tutte le stagioni di American Gods su Amazon Prime Video a questo link.