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Annihilator – Patto con il diavolo: la recensione


Annihilator – Patto con il diavolo
Genere
Fantascienza
Formato
Cartonato
Autore
Grant Morrison, Frazer Irving
Editore
saldaPress

Il rapporto tra arte e artista, tra creazione e creatore, non è privo di intoppi: dubbi, esitazione, mancanza di ispirazione, pressione e aspettative da parte degli altri. Insomma, un vero disastro. Sarà per questo che anche il mondo in cui gli uomini sono immersi è un grandissimo pasticcio? Anche il creatore del genere umano e dell’universo tutto ha dovuto subire il “blocco dello scrittore”? Probabilmente sono questi gli interrogativi che si è posto Grant Morrison quando ha realizzato la sceneggiatura di Annihilator – Patto con il diavolo, fumetto sci-fi che arriva in Italia grazie alla pubblicazione da parte di saldaPress. Affidata allo sbalorditivo talento artistico di Frazer Irving, la realizzazione di Annihilator – Patto con il diavolo segue così i dilemmi, le angosce, persino le perversioni dell’artista fattosi creatore di un intero mondo, con regole e protagonisti costretti a vivere nello scomodo spazio che gli è stato assegnato. Non è però tutto così semplice come appare (specialmente quando si tratta di Grant Morrison), perciò con la nostra recensione di questo fumetto straordinario e psichedelico, proviamo anche a tirare le fila del caos esistenziale celebrato in Annihilator. Siete pronti?

Annihilator - Patto con il diavolo

Se evochi il demonio, rischi di creare un’opera d’arte

Probabilmente chi conosce Grant Morrison come autore sa già di potersi aspettare la scrittura di un’opera che se da un lato è talvolta molto articolata e fuori da qualsiasi stilema tradizionale, dall’altro regala (quasi sempre) al lettore la soddisfazione di aver compreso le meccaniche di un mondo di cui abbiamo iniziato a grattare solo la superficie. Morrison è noto infatti per aver realizzato uno dei cicli degli X-Men più dibattuti di sempre, ovvero New X-Men, una di quelle serie che o le si amano o le si odiano; così come il complesso e folle universo di The Invisibles, un volo pindarico da cui qualche lettore sta ancora cercando di riprendersi; senza dimenticare quel graphic novel pazzesco (in tutti i sensi) che è Batman: Arkham Asylum o i contributi dell’autore britannico ad anti eroi come Hellblazer e la Doom Patrol.

Annihilator - Patto con il diavolo

Perciò, chi conosce Morrison e il suo anticonformismo non rimarrà deluso da Annihilator – Patto con il diavolo e, cosa molto importante, riuscirà a anche a districarsi all’interno della complessa trama che coinvolge uno sceneggiatore hollywoodiano, un super criminale intergalattico, divinità e riti satanici, ma anche magia e fantascienza, relazioni interpersonali e amore, verso sè stessi e verso gli altri. Non garantiamo però che chi leggerà questo fumetto non ne rimarrà scottato, nel bene o nel male. Noi non abbiamo potuto fare a meno che rimanerne affascinati, intrappolati nella fitta rete creata nello stile di quel ragno folle che è Grant Morrison, accompagnato in questo viaggio spaziale da un illustratore dallo stile senza eguali, ovvero Frazer Irving.

La storia è questa: Ray Spass (si legge “speis”, la S è muta) è uno sceneggiatore di Hollywood che ha scritto alcune opere degne di nota e che adesso si trova a dover mettere nero su bianco una nuova sceneggiatura per un film. Per combattere quell’orribile pagina bianca su cui Spass deve buttare giù qualcosa che i suoi datori di lavoro possano apprezzare, l’autore pensa bene di comprare una casa che si dice sia infestata, per poi organizzarci all’interno una bella messa nera a base di orge, alcol e droghe. Risultato? Max Nomax, il criminale per eccellenza, il più malefico e machiavellico delinquente che esista nell’universo, è stato catturato e condannato a scontare la sua pena in una spaventosa stazione spaziale, una sorta di casa stregata ai confini dell’universo, che gravita attorno a un altrettanto spaventoso buco nero: l’Annichilatore.

Annihilator - Patto con il diavolo

Quando Spass crede di aver finalmente dato il via alla storia di un personaggio che gli garantirà il successo, ecco che salta fuori l’inaspettato: lo sceneggiatore ha un tumore terminale al cervello. Demoralizzato e convinto che ormai la sua esistenza sia al capolinea, Ray Spass riceve a casa la visita di un medico particolare: Max Nomax. Stentando a credere di trovarsi di fronte a un personaggio di fantasia (il suo personaggio!), Spass viene esortato da Nomax a ultimare la sua sceneggiatura in soli sette giorni e aiutarlo così a ricomporre gli ultimi giorni di vita del super criminale che quest’ultimo ha totalmente dimenticato, altrimenti il tumore al cervello avanzerà e ucciderà l’autore. Non solo, ma le sorti dell’interno pianeta Terra sono nelle mani del cinico e alcolizzato Spass, dato che gli agenti dell’Annichilatore sono sulle tracce di Max Nomax e sono pronti a fare piazza pulita di tutto ciò che incontreranno sul loro cammino. Ray Spass sarà in grado quindi di scrivere la riga finale?

L’universo è una tela di Pollock

Cosa colpisce maggiormente durante la lettura di Annihilator – Patto con il diavolo, di Grant Morrison e Frazer Irving? Sostanzialmente tutto. Ad esempio, già nel momento in cui facciamo la conoscenza del protagonista, Ray Spass, sappiamo che dovremo fare i conti con un personaggio scomodo, spesso sgradevole, cinico e con pochi riguardi per il prossimo: è talvolta difficile capire se abbia almeno la minima idea che esistano altri esseri umani con dei sentimenti al di fuori di sè stesso. E nonostante ciò è impossibile non tifare per questo sceneggiatore scalcagnato dedito all’alcol, la droga e le messe nere: uno scrittore dall’innegabile talento che è stato in grado di creare un intero universo narrativo e che in fondo, scopriamo, soffre come qualunque essere umano, cercando nell’arte la via di fuga perfetta.

Annihilator - Patto con il diavolo

È sostanzialmente un anti eroe, suo malgrado. Un grandissimo figlio di buona donna che attraverso la sua storia, il suo universo fantascientifico, i suoi personaggi di inchiostro, potrebbe fare la differenza nel mondo rendendolo un posto più sicuro da chi minaccia di distruggerlo. Qui entriamo dunque nel campo di un altro aspetto molto interessante nella narrazione messa su da Grant Morrison: è stato Ray Spass a creare un mondo da zero con la sua arte o piuttosto è stata quest’ultima a plasmare il suo mondo pezzo dopo pezzo? Morrison crea infatti una storia nella storia, giocando moltissimo sulla presenza di elementi metanarrativi. A ben guardare, un gioco di scatole cinesi in cui è facile chiedersi “Chi contiene chi?”.

In fondo però alla fine non è importante fornire una risposta esatta, quanto piuttosto stare al gioco e lasciarsi trasportare in questa narrazione che delinea il mondo caotico dell’artista e delle sue opere, nascondendo in maniera neanche troppo velata elementi che autocitano l’autore. Una sorta di parodia del processo creativo, del mondo cinematografico e di quello fumettistico, che nella sua amara ironia inserisce l’incessante dramma umano che si consuma ogni giorno. Una parodia che ci lascia a bocca aperta di fronte a certi plot twist e piacevolmente smarriti quando ammiriamo l’opera d’arte finale: una tela scompaginata che comprende stelle, galassie, pianeti e l’intrico sconnesso delle esistenze umane.

Annihilator - Patto con il diavolo

Grant Morrison, però, non si ferma mica qui. Nel suo Annihilator – Patto con il diavolo riesce a realizzare una commistione di tematiche sci-fi, ambientazioni e linguaggi urbani, thriller, qua e là note vagamente horror. A sostenere il peso di tutto ciò non vi è un solo personaggio titolare, Ray Spass, ma troviamo il carismatico e perfido Max Nomax: a tratti specchio del suo autore, a tratti completa antitesi capace di porsi talvolta su gradini umanamente più alti rispesso a Spass nonostante in linea teorica si tratti di un personaggio di finzione, o quantomeno di un “alieno”. Il risultato non è un calderone indistinto di elementi slegati tra loro, al contrario essi sono perfettamente concatenati e in sintonia, benché non bisogna lasciarsi ingannare: tutta la sceneggiatura del graphic novel è completamente folle, un susseguirsi di battute caustiche e licenziose, fughe rocambolesche, drammi umani e black humor in una cornice eufemisticamente psichedelica. Un giro sulle montagne russe che al termine della lettura vi farà dire “Facciamone un altro!”.

E poi in Annihilator – Patto con il diavolo c’è anche Frazer Irving

Se dovesse servirvi un’altra valida motivazione per leggere Annihilator – Patto con il diavolo, ve ne forniamo noi una: Frazer Irving. Quest’ultimo, dopo aver esordito su 2000 AD e aver militato su parecchi numeri di Judge Dredd, ha prestato il suo talento anche a DC e Marvel, vantando un’invidiabile serie di cover realizzate grazie al suo stile fortemente plastico e “pittorico”. Le sue illustrazioni hanno infatti un tratto marcato e sorprendentemente realistico; si concentra molto sulle figure umane con proporzioni ben definite e curate ed espressioni facciali che, sebbene talvolta siano spesso esagerate e mettano in risalto il lato più grottesco e “cartoonistico” dei personaggi, sono innegabilmente ben realizzate e aderenti alla vasta gamma mimica umana.

Annihilator - Patto con il diavolo

I personaggi di Irving sembrano uscire dalle pagine, talmente sono vivi: spesso è difficile non chiedersi se il fumettista non si sia in realtà servito di modelli reali per le sue illustrazioni. Il suo lavoro però non termina con la realizzazione dei disegni. Frazer Irving fa da sè e fa per tre, curando anche i colori di Annihilator – Patto con il diavolo: acidi e psichedelici, ma anche profondi e ricchi di luci e ombre, pieni e corposi in modo da catturare ogni dettaglio. Con il suo contributo al fumetto viene evidenziato il carattere più lisergico dell’opera, quel lato acido che rende la storia ancora più folle e adrenalinica. Leggendo Annihilator – Patto con il diavolo si resta ad ammirare ogni singola illustrazione anche per parecchio prima di passare alla successiva, con quelle dedicate al mondo fantascientifico di Max Nomax a fare indubbiamente da padrone. Insomma non resta che una cosa da fare: leggere Annihilator – Patto con il diavolo.

Annihilator – Patto con il diavolo


Grant Morrison racconta il rapporto tra artista e arte, tra creatore e creazione, attraverso un fumetto ora metanarrativo, ora parodistico di quelle realtà quali il cinema e il fumetto in cui scrivere una storia significa anche creare dei veri e propri mondi. Annihilator - Patto con il diavolo, però, non è soltanto questo: è anche il racconto dell'incessante dramma umano in questo universo caotico e folle, che Morrison mette in scena attraverso una commistione di sci-fi, thriller e black humor. Un fumetto psichedelico che si avvale delle sbalorditive illustrazioni di Frazer Irving, talvolta realisticamente grottesche, acide, piene di vita. Annihilator - Patto con il diavolo è probabilmente frutto di uno dei tanti patti col diavolo fatti da Morrison, perché è semplicemente geniale.

Pro

  • Protagonisti scomodi, ma anche carismatici e umani: dei perfetti anti eroi;
  • Un gioco di scatole cinesi che lascia sorpresi: una storia nella storia, con referenze metanarrative geniali;
  • L'affascinante e complesso rapporto tra creazione e creatore, declinato ora nell'arte ora nella caotica esistenza umana;
  • Illustrazioni plastiche, acide, ben proporzionate e dalle espressioni grottescamente realistiche: Frazer Irving è qui al top

Contro

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