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Asterix – Storia di un’icona internazionale, dal fumetto al cinema

Asterix, dalla sua nascita nel 1959 a oggi, è diventato icona del fumetto francese e internazionale, sbarcando poi al cinema con film d'animazione e in live action. Merita quindi un approfondimento per scoprirne l'origine e lo sviluppo, fino all'appuntamento nei cinema il prossimo marzo.

Asterix per gli appartenenti alla “vecchia generazione” è sinonimo di cartoon divertente e film del periodo natalizio. La maratona televisiva mandata in onda dalle TV era un appuntamento immancabile ed i mitici fumetti in formato cartonato erano presenti almeno in una copia in quasi tutte le case italiane insieme ai “pupazzetti” in gomma che facevano concorrenza agli immancabili Puffi.  Nel tempo le gesta della stoica tribù di Galli in lotta perenne con l’Impero Romano sono andate via via scomparendo dai palinsesti televisivi e dalle case degli italiani, riportate in auge a tratti dai film live action prodotti e da qualche tentativo di rilancio nelle edicole. Ma come è nato e quale vita sta vivendo il brand Asterix in questi anni? Vediamo insieme storia e futuro del famoso “bevitore di pozione magica” e dei suoi compari di avventure!

Sono gli anni ‘50, la guerra è finita e la crescita economica è destinata a travolgere ogni aspetto di vita e lavoro in società. In questo clima da “febbre dell’oro”, due fumettisti francesi nati da emigranti, René Goscinny, figlio di polacchi di origine ebraica, e Albert Uderzo, di genitori italiani, si fanno notare per numero e qualità di collaborazioni (dal 1955 Goscinny lavora con Morris ai testi di Lucky Luke). I due si prendono reciprocamente le misure, felici di compensare lavori senz’anima, quanto ben pagati, per frenetiche agenzie pubblicitarie. È solo nel 1959, però, a quasi un decennio dal loro primo incontro, che i due, a loro volta, incontrano la fama con Asterix.

La nascita di Asterix

Goscinny ha appena inaugurato un nuovo periodico per ragazzi: Pilote, “il pilota”. I dati di vendita sono strabilianti, e la neonata creatura di Radio Luxembourg (produttrice e prima pubblicitaria) cresce sana e forte. Tra le strisce a fumetti, una nuova serie racconta della strenua resistenza dei francesi, pardon, dei Galli contro l’invasore Giulio Cesare. È così che dalla coppia Goscinny-Uderzo, rispettivamente a testi e disegni, nasce Asterix.

Ma chi è Asterix? Beh, innanzitutto un eroe. Non un eroe canonico, alto, bello o dal fisico scultoreo (come peraltro voleva Uderzo, nelle prime versioni), ma di grande cuore e determinazione. È coraggioso, furbo e si distingue dal guerriero comune per l’uso del cervello, pur non disdegnando qualche sana scazzottata. Grazie alla pozione del druido Panoramix può moltiplicare la sua forza ma, quando i suoi effetti svaniscono, non si tira indietro e compensa con l’astuzia qualsiasi debolezza.

Altrettanto non si può dire per il suo fidato amico Obelix: individuo alto e “robusto”, barba e capelli rossi raccolti in trecce, forzuto tanto di corporatura quanto per effetto magico permanente. Caduto da piccolo nel paiolo di Panoramix (come, viene raccontato qui), motivo per cui non ha bisogno di pozione magica, è di carattere goloso, suscettibile e suole portare con sé, sollevandone senza fatica, grossi massi di roccia (o menhir).

La coppia, e con loro il villaggio che abitano in Armorica, l’odierna Bretagna, resiste eroicamente all’occupazione romana della Gallia e alle offensive dell’esercito di Giulio Cesare.

Asterix è quindi un racconto di riscatto e rivalsa, quasi motivo di orgoglio storico, che però fa suo il meccanismo umoristico del ribaltamento. I migliori guerrieri sono quelli più minuti e intelligenti, la goffaggine unita a purezza di spirito nasconde spesso forza, saggezza o altre virtù. Il duo di autori, che aveva esordito insieme con una parodia illustrata del bon ton, riesce nuovamente a esaltare il confine estremo del buffo senza mai scadere nel ridicolo. Sebbene potremmo ridere spesso di Asterix e Obelix, ci è molto più facile empatizzare e ridere con loro. Cosa che, in quanto discendenti dei romani, sarebbe potuta risultarci piuttosto ostica.

Il fumetto è un successo nazionale, tanto che nel 1965 viene dato il suo nome al primo satellite francese mandato in orbita. Le uscite proseguono a ritmo serrato fino alla morte di Goscinny nel 1977 (prima di vedere pubblicata la sua ultima storia, Asterix e i Belgi) e oltre, a intervalli sempre meno frequenti, con Uderzo che ne eredita il ruolo di sceneggiatore. La formula è, fino al 1973, con Asterix in Corsica, quella della pre-pubblicazione a puntate sul Pilote, dopodiché viene pubblicato direttamente in volume, con l’editore Dargaud. Per causa legale, nel 1998 i diritti passeranno alla neonata Albert René, fondata da Uderzo stesso, e dieci anni dopo da questa a Hachette, su decisione dello stesso autore, affinché il personaggio gli sopravviva.

Asterix e Obelix al cinema

Nel 1967 viene prodotto l’adattamento animato della prima storia, Asterix il gallico, ed è un altro trionfo, e stavolta internazionale. Ciononostante, i due autori, nemmeno informati della produzione fino a cosa fatta, non sono soddisfatti del risultato, pur fedele alla versione a fumetti, bloccano lo sviluppo di altri due adattamenti dal fumetto (Asterix e il falcetto d’oro e Asterix e il duello dei capi) e pretendono di essere coinvolti in quello che sarà il primo vero sequel: Asterix e Cleopatra.

Dopo il secondo film, diretto proprio da Goscinny e Uderzo, quest’ultimi aprono un proprio studio d’animazione, gli Studios Idefix (come il fido cagnolino di Obelix, il cui nome fu scelto peraltro dai lettori tramite sondaggio). Lo studio lavora al terzo film animato, Le XII fatiche di Asterix, il primo a vantare una sceneggiatura originale. È ancora un successo, ma non abbastanza da salvare Studios Idefix dalla chiusura. Seguiranno comunque altri sette lungometraggi d’animazione, l’ultimo dei quali è Asterix e il segreto della pozione magica, che ha debuttato nelle sale italiane oggi  7 marzo e secondo film realizzato in computer grafica dopo Asterix e il Regno degli Dei.

Impossibile, poi, non soffermarsi anche sui film in live action, il cui capostipite risale al 1999, Asterix e Obelix contro Cesare. Christian Clavier e Gerard Depardieu interpretano rispettivamente i due eroi del titolo, riuscendo a incarnarne l’ironia buontempona e la fisicità grottesca. Una scelta azzeccata e, per certi versi, obbligata: il casting di Depardieu come Obelix era addirittura parte del contratto e condizione dell’autore Uderzo.

Il film stupisce per l’alto budget e l’ampiezza della messa in scena, ma fallisce nel rendere pienamente credibile una narrativa sempre in equilibrio delicato tra comico, storico e fantastico. Si segnalano però il nostrano Roberto Benigni, nel ruolo del subdolo legionario romano Lucius Detritus, e Laetitia Casta nei panni della belle Falbalà, inevitabile oggetto dei sentimenti obelixiani.

Anche nei tre sequel live action una nutrita schiera di attori italiani, comici e non, tra le fila dei figuranti: Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, Enrico Brignano, Filippo Timi, Luca Zingaretti, Neri Marcorè e, ultima ma non meno importante, Monica Bellucci nel ruolo di Cleopatra. Curioso che, in un ricambio di cast così nutrito anche tra i galli (con la sola costante di Obelix-Depardieu), l’unico ruolo a non essere mai affidato a un volto italiano sia proprio quello di Giulio Cesare.

Da fumetto a mito

Insomma, Asterix sembra, attraversate difficoltà e momenti bui, non essere minimamente intenzionato a deporre le armi impugnate contro il tempo e voler assurgere, invece, al grado di icona nazionale e internazionale del fumetto francese e europeo. Offre un punto di vista rarissimo sul tipo di umorismo francese, associato a un contesto pseudo-storico, qualcosa che noi, nati trent’anni dopo la creatura di Goscinny e Uderzo, ormai diamo per scontata, ma di indubbio e profondo valore creativo. Tant’è che, come fumetto, cartone animato o lungometraggio in carne e ossa, continua a riemergere con prepotenza (sebbene al cinema, bisogna ammetterlo, con risultati altalenanti). Non resta che attendere l’arrivo, il mese prossimo, di Asterix e il segreto della pozione magica, contemporaneamente del film e del fumetto, per testare un’altra volta i muscoli e il cervello dei Galli, sperando che siano in forma come la prima volta, 60 anni fa.