Cinema e Serie TV

Astronavi in TV: le più celebri delle serie televisive

Il viaggio intergalattico di Tom’s Hardware prosegue alla scoperta di alcune tra le più belle astronavi della cultura pop, dando spazio stavolta a quelle delle serie TV.

Veicoli spaziali che, fin dagli esordi degli show televisivi di genere sci-fi, sono serviti non solo a trasportare i personaggi delle storie celebrate dal pubblico, ma anche come veri e propri palchi su cui si sono dipanate le trame più avvincenti di sempre. Alcune delle astronavi che elencheremo possono essere considerate addirittura le protagoniste delle serie TV in cui navigano, arrivando a dare loro il proprio nome (ne sono un esempio Battlestar Galactica e Firefly).

Ecco quindi un piccolo elenco delle astronavi che ci hanno fatto sognare di più, tra le battaglie combattute nello spazio e quelle consumatesi tra i propri equipaggi a bordo.

Astronavi

Astronavi in TV

Serenity

Astronavi per i fuorilegge spaziali

Considerata dallo stesso ideatore e regista Joss Whedon il “decimo personaggio” della serie, la Serenity è l’astronave su cui viaggiano i protagonisti di Firefly e anche l’ambientazione principale su cui si svolge gran parte dell’azione all’interno dello show.

Firefly, serie TV andata in onda per la prima volta negli Stati Uniti nel 2002, può essere definita un fantawestern: una storia fantascientifica che ha per protagonisti dei fuorilegge, i quali cavalcano sulle rotte stellari a bordo della loro malconcia astronave, contrabbandando merci o imbarcando passeggeri di ogni tipo senza far domande. Con disappunto di molti, essa è stata cancellata dopo appena quattordici episodi, tuttavia nel 2005 alcuni aspetti del passato sono stati chiariti mentre la serie ha ottenuto un finale con il film Serenity, diretto sempre dallo stesso Joss Whedon. Quest’anno, inoltre, SaldaPress ha pubblicato in Italia una serie a fumetti che si configura come un sequel dello show televisivo sci-fi che, nonostante la scarsa longevità, si è guadagnato per sempre un posto nell’olimpo delle serie TV.

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Lo show ideato da Whedon racconta della Serenity, astronave di classe Firefly, e del suo equipaggio, messo su dal capitano Malcolm “Mal” Reynolds (Nathan Fillion) e dal suo primo ufficiale Zoe Washburn (Gina Torres). I due hanno combattuto fianco a fianco in una guerra contro l’Alleanza, una potenza formata da USA e Cina che, dopo aver sbaragliato gli indipendentisti che si opponevano all’unificazione delle colonie, ne ha assunto il dominio totale; Mal e Zoe si sono ritrovati così dal lato sbagliato della barricata e hanno iniziato a guadagnarsi da vivere (oltre che la libertà) diventando dei criminali.

Grazie alla nave trasporto Serenity, pilotata dal marito di Zoe, Hoban “Wash” Washburn (Alan Tudyk), essi si spostano quindi da un pianeta all’altro con le loro merci di contrabbando o con passeggeri dalla dubbia reputazione. Il tutto, mentre cercano di sopravvivere da una parte agli attacchi dell’Alleanza che dà loro la caccia e dall’altra a quelli dei Reavers, pirati cannibali completamente impazziti a causa di un esperimento fallito.

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A tenere in piedi la Serenity, c’è il meccanico Kaylee Frye (Jewel Staite), mentre il compito di mantenere la sicurezza dell’equipaggio è affidato al mercenario Jayne Cobb (Adam Baldwin); a bordo di uno degli shuttle dell’astronave vive poi Inara Serra (Morena Baccarin), una prostituta d’alto bordo con indubbie doti diplomatiche. Ad essi, si uniranno il pastore Derrial Book (Ron Glass) ed il medico Simon Tam (Sean Maher). Quest’ultimo porterà con sè a bordo della Serenity un carico molto pericoloso: la sorella River (Summer Glau), una ragazza con poteri psichici ed una forza sovrumana ricercata dall’Alleanza, che tuttavia sarà la chiave per scoprire la verità sugli atti terribili compiuti da quest’ultima.

Il veicolo spaziale con cui si muovono Mal e il suo equipaggio è anche la loro casa. La Serenity comprende infatti diversi alloggi e aree ad uso dei membri, distribuiti su due livelli: su quello superiore si trova un corridoio che, partendo dal ponte, collega diverse parti come mensa, cambusa e sala macchine, con una piccola camera di equilibrio all’esterno della nave. Al livello inferiore si aprono invece gli alloggi dell’equipaggio (e di eventuali passeggeri), la stiva, l’area comune e l’infermeria, oltre alla camera d’equilibrio principale. L’accesso ad ogni piano è garantito da diversi vani scala, mentre alcune porte conducono agli shuttle a corto raggio dell’astronave: una di esse ospita Inara Serra, la quale vi conduce anche i propri incontri di lavoro. Benché le scene ci mostrino due livelli separati, il set è stato costruito tuttavia in modo che i due fossero in realtà adiacenti, così da favorire le riprese e poter seguire i personaggi da un’area ad un’altra.

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All’interno della nave trasporto Serenity ogni membro della ciurma ha una propria camera, la quale riflette bene il carattere di ciascun personaggio, e questa caratteristica ci mostra la natura “abitativa” dell’astronave, i cui ambienti interni si presentano parecchio vissuti e usurati. E, all’esterno, la situazione non è di certo migliore.

La Serenity era infatti una nave in disuso, appartenente alla classe 3 dei Firefly, che Mal ha acquistato per conquistare la propria libertà dall’Alleanza e che deve il suo nome al campo di battaglia su cui il capitano e Zoe hanno combattuto per l’ultima volta: Serenity Valley. La protagonista di questa serie è insomma una sorta di rottame riparato col tempo da Mal e tenuto su alla bell’e meglio da Kaylee. L’astronave ha subito i colpi esplosi dalle navi dell’Alleanza e quelle dei Reavers, la rottura dello scafo in più punti e il danneggiamento dell’impianto elettrico ad opera di un’esplosione EMP, e tuttavia uno degli aspetti forse più interessanti della Serenity è il fatto di essere sprovvista di armi. L’unica “trappola” installata sulla nave è una boa di segnalazione in grado di riprodurre fedelmente il segnale delle altre navi: i membri dell’equipaggio devono quindi mettere a frutto tutta la propria astuzia di fronte ai nemici.

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Non c’è dubbio però che, nonostante la Serenity non sia in gran forma e la sua ciurma non vada sempre d’accordo, essa contiene ciò che di più vicino c’è ad una famiglia. E i dinosauri di Wash nella cabina di pilotaggio.

Rocinante

Astronavi per i salvatori dell’universo

Non mulini a vento contro cui spingere il proprio cavaliere, ma un pericolo alieno che minaccia l’intero universo: la Rocinante deve infatti il suo nome al celebre cavallo di Don Chisciotte ed è la nave militare presente nella serie TV The Expanse, diretta da Mark Fergus e Hawk Ostby. Questa, è tratta dall’omonima serie di romanzi di fantascienza scritti da James S.A. Corey, pseudonimo utilizzato non da uno, ma da ben due autori, ovvero Daniel Abraham e Ty Franck, i quali hanno sviluppato la loro storia sulla base di un’idea nata per un gioco di ruolo (sentite come una sensazione di deja-vù?).

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Trasmessa in streaming da Syfy dal 2015 al 2018, The Expanse è stata dapprima cancellata, poi acquistata da Amazon Prime Video che ne ha annunciato la prosecuzione con una quarta stagione andata in onda nel 2019. La serie entrata a far parte della scuderia Amazon avrà anche una quinta stagione di cui tuttavia non conosciamo ancora la data d’uscita. Si tratta quindi di uno show relativamente giovane, che non ha alle spalle quella patina “storica” guadagnata invece da altre serie TV nel tempo, e che però si è meritata a poco a poco l’attenzione del pubblico. Una realizzazione curata, una sorprendente caratterizzazione dei personaggi e una trama a cavallo tra sci-fi e thriller rendono infatti difficile staccarsi dallo schermo.

Nel mondo di The Expanse, la Rocinante è l’astronave che accompagna i protagonisti nella loro epopea spaziale fin dalla prima stagione. James Holden (Steven Strait), Naomi Nagata (Dominique Tipper), Alex Kamal (Cas Anvar) e Amos Burton (Wes Chatham) sono gli unici sopravvissuti alla distruzione della nave trasporta ghiaccio Canterbury, fatta a pezzi da un veicolo stealth mentre i quattro indagavano su un SOS ricevuto dalla Scopuli, una nave alla deriva. Essi cercheranno di scoprire chi si nasconde dietro all’attacco e cosa ha ucciso l’intero equipaggio dell’astronave, mentre alla loro storia si intreccia quella del detective Josephus Miller (Thomas Jane), chiamato ad indagare sulla scomparsa di Julie Mao (Florence Faivre), coinvolta in qualche modo con la Scopuli e con ciò che vi si nasconde. Da ciò che questi personaggi scopriranno, dipendono anche i precari equilibri che legano Terra da una parte e Marte dall’altra, con al centro i pianeti esterni e la fascia di asteroidi che rappresentano la casa e le risorse dei Cinturiani, sfruttati dai primi due.

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Originariamente la Rocinante, una fregata leggera di classe Corvette, si chiamava Tachi e apparteneva alla più ampia Donnager, una nave militare delle forze marziane (MCRN); utilizzata da James Holden e compagni per fuggire alla distruzione della Donnager, essa è diventata ufficialmente la nave dei nostri protagonisti, prendendo il nome di Rocinante (spesso abbreviato in Roci), traducibile dallo spagnolo come “cavallo da tiro”. A dispetto del nome, tuttavia, essa è in grado di sferrare potenti attacchi ai nemici e il suo utilizzo originario era quello di spiegare le truppe sul campo, oltre che di scorta per la flotta.

Lunga circa quarantasei metri, la Rocinante presenta al suo interno sette ponti sovrapposti, che comprendono il ponte di comando con la zona di pilotaggio, la camera di equilibrio, gli alloggi dell’equipaggio ed un’infermeria completa di attrezzature mediche computerizzate altamente tecnologiche; e poi ancora, l’armeria fornita di un vero e proprio arsenale, l’officina meccanica e il reattore, che sfrutta un metodo di propulsione a fusione Epstein. Essa è in grado di trasportare fino a dodici membri dell’equipaggio insieme a sei marines, che all’occorrenza venivano dispiegati dalla MCRN in operazioni di assalto alle altre navi o sul campo, ed è equipaggiata per sostenere gli attacchi dei nemici in combattimento.

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Due tubi lanciamissili (che possono caricare sia testate al plasma che nucleari) e sei postazioni di cannoni retrattili rendono la Rocinante particolarmente letale negli assalti per la quale è stata progettata dalla MCRN, che utilizza navi di questo tipo soprattutto in piccole flottiglie che espandono il potenziale della nave madre da cui vengono distaccate (come la Donnager, ad esempio). La Rocinante è anche molto resistente, adempiendo così alla funzione di nave-scorta per le astronavi più grandi, e comprende tecnologie avanzate come sistemi Ladar, laser di comunicazione e sistemi computerizzati a bordo, fornendo a James Holden e compagni la perfetta combinazione tra un veicolo efficiente ed un’astronave da combattimento per difendersi dagli attacchi nemici. Senza contare che possiede anche una vera macchina per il caffè.

Galactica

Astronavi per una nuova casa

Proprio quando il Galactica sta per essere messo in disarmo per diventare un museo, ecco che i Cyloni passano di nuovo a salutare gli umani attaccando e distruggendo ogni cosa, così che c’è ancora una volta bisogno della potenza di questa astronave per contrastare la vecchia minaccia tornata a spazzare via gli uomini dall’universo.

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Il Galactica è il mezzo su cui vivono e viaggiano i protagonisti della serie TV sci-fi Battlestar Galactica, costretti a vagare nello spazio in cerca di un pianeta colonizzabile. Dello show televisivo è stata realizzata una prima serie nel 1978 ad opera di Glen A. Larson ed un reboot nel 2003 diretto invece da Ronald D. Moore (trasmesso per quattro stagioni fino al 2009). Si tratta senza dubbio di uno dei franchise televisivi più apprezzati dagli amanti del panorama fantascientifico, pluripremiato attraverso riconoscimenti quali Premio Hugo, Emmy e Peabody Award, e sembra che prossimamente ci sarà un nuovo reboot in arrivo. Su quest’ultimo, tuttavia, il produttore esecutivo Sam Esmail si è pronunciato svelando che la trama non sarà un rifacimento di quella presente nella serie di Moore.

Essa narra dell’esodo spaziale degli ultimi cinquantamila umani sopravvissuti nell’universo, scampati all’attacco alle dodici colonie da parte di robot ribelli che essi stessi avevano costruito: i Cyloni. Evolvendosi e perfezionandosi, questi hanno acquisito sempre più le sembianze degli uomini, spazzando via ogni individuo sui dodici pianeti colonizzati e infiltrandosi tra i loro ex padroni per distruggerli, mentre gli ultimi scampoli della razza umana cercano di sfuggire al loro destino a bordo della base stellare Galactica, alla ricerca della tredicesima colonia, chiamata Terra.

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Comandato da William Adamo (Edward James Olmos), il Galactica viaggia quindi da un sistema solare all’altro alla ricerca di un pianeta da poter chiamare casa, mentre i Cyloni proseguono nella loro campagna di distruzione di quelli che sono stati i loro crudeli padroni. A bordo della base stellare, si intrecciano così le esistenze dei superstiti, tra alleanze e tradimenti, amore e odio, vite umane e vite artificiali in lotta per la sopravvivenza del più forte.

Il Galactica fa parte delle dodici basi stellari originali (una per ogni colonia) edificate durante la Prima Guerra Cylone ; si tratta di un’astronave di classe Jupiter, conosciuta anche con il nome BSG-75 poiché ammiraglia del Gruppo Stellare 75 e rappresenta la colonia presente sul pianeta Caprica. Dopo l’armistizio stipulato con i Cyloni, sembrava che non sarebbe più stato necessario servirsi di una base stellare della portata del Galactica, così è stata messa in disarmo e presto avrebbe aperto le sue porte al pubblico come museo commemorativo del primo conflitto contro i cyloni. Tuttavia, con un nuovo attacco dei robot giunto dopo ben quarant’anni, l’astronave è stata riattivata e resa operativa per accogliere gli umani superstiti, affiancata da diverse navi civili e da squadriglie di Viper Mark VII e Viper Mark II.

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Quello che potrebbe apparire come uno svantaggio, è probabilmente dei punti di forza della base stellare protagonista di Battlestar Galactica: l’assenza di una rete informatica interconnessa, mai implementata dalla Prima Guerra Cylone. La mancanza di una rete tra i computer ha impedito infatti ai Cyloni di infiltrarsi nei sistemi della nave, cosa che invece sono riusciti a compiere con gli altri vascelli coloniali. Un altro punto a favore del Galactica è sicuramente rappresentato dalla sua robustezza, che lo rende in grado di resistere bene ai colpi inflitti dalle navi dei cyloni (inclusi quelli delle armi nucleari, incredibilmente), nonostante col tempo inizi a portarne segni visibili sulla corazza e la resistenza strutturale interna dia spesso gravi segni di cedimento.

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La sua ampiezza (ha una lunghezza di quasi millecinquecento metri) e la sua corazzatura esterna multistrato, rendono il Galactica particolarmente utile nel trasporto del nutrito equipaggio (circa 3500 membri) e dei numerosi civili a bordo. Questa astronave è poi in grado di eseguire rapidi spostamenti grazie al motore FTL (Faster Than Light): un sistema di propulsione che permette di compiere salti più veloci della luce così da raggiungere punti nello spazio anche molto distanti tra di loro. Il Galactica, però, deve la sua fama anche all’ampio armamentario di cui dispone: tra le venticinque e le cinquanta batterie di artiglieria, circa cinquecento cannoni di difesa antiproiettile, dodici tubi a Vertical Launching System che possono lanciare armi nucleari e batterie di missili da nave a nave. Senza contare, infine, la flottiglia coloniale formata dai caccia spaziali Viper e dai veicoli Raptor: i primi possono decollare dalla base stellare e ingaggiare battaglia con le navicelle nemiche, mentre i secondi vengono utilizzati soprattutto in operazioni di ricognizione ed esplorazione.

TARDIS

Astronavi per i viaggiatori del tempo e dello spazio

C’è chi viaggia nello spazio su enormi, minacciosi veicoli dall’aspetto pressoché alieno, e c’è chi invece si sposta all’interno di una cabina telefonica blu. Come l’iconica astronave TARDIS di Doctor Who, celebre serie televisiva britannica che ad oggi detiene il record come show di fantascienza più longevo della storia.

Doctor Who infatti è stato messo in onda per la prima volta nel 1963, con un’interruzione datata 1989, per poi essere ripreso nuovamente a partire dal 2005 fino ad oggi: la nuova serie TV è giunta alla sua dodicesima stagione e la prossima verrà trasmessa a partire dal 2021. Una vera colonna portante della cultura pop, che contiene tutta una serie di elementi divenuti col tempo icone inconfondibili: i Dalek, i Weeping Angels, ma anche il cacciavite sonico del Dottore e il TARDIS, appunto.

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Questo è il veicolo con cui il Dottore, alieno dall’aspetto umano che fa parte dei Signori del Tempo, si sposta in diversi punti del tempo e dello spazio. Essa possiede l’aspetto di una cabina telefonica blu, realmente utilizzata dalla polizia britannica intorno agli anni ’60, periodo in cui la serie TV ha fatto la sua apparizione. Questa caratteristica è dovuta in realtà ad un malfunzionamento interno: l’astronave presenta infatti un Circuito Camaleonte che le permette di mutare il proprio aspetto in base all’epoca in cui si trova, tuttavia tale strumento è guasto e non è mai stato riparato dal Dottore.

Il nome TARDIS è l’acronimo di Tempo e Relativa Dimensione Interna allo Spazio, poiché il veicolo permette infatti di spostarsi non solo da un luogo ad un altro ma anche in diversi punti temporali. A dispetto dell’apparenza esterna, all’interno l’astronave è di fatto molto più grande e possiede una grande sala comandi da dove il Dottore pilota il TARDIS attraverso una console esagonale, oltre ad una serie di altre stanze in numero indefinito (lo stesso protagonista ha affermato che lo spazio interno è potenzialmente infinito). Da qui nasce la celebre frase “è più grande all’interno”.

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Benché il Dottore manovri questa singolare astronave, essa non è però da considerarsi un mero mezzo di trasporto, poiché si tratta di una sorta di essere senziente. Il TARDIS può essere considerato quindi una bionave, dal momento che non solo non è stata costruita, quanto piuttosto “allevata” sul pianeta Gallifrey, ma possiede anche proprie coscienza e personalità che si manifestano talvolta attraverso le sue azioni completamente indipendenti dalla volontà del Dottore. Un’altra caratteristica tipica del TARDIS è il suono che emette con la sua smaterializzazione, il quale pare che sia causato in realtà da un’altra dimenticanza del Dottore: quella del freno a mano inserito.

A proposito degli spostamenti compiuti dal TARDIS: esso non si muove esattamente nel senso letterale che attribuiamo all’azione, che presuppone il transito da un punto A a un punto B, ma si materializza presso la destinazione desiderata attraverso il Vortice del Tempo, sfruttando il suo circuito di smaterializzazione. All’occorrenza, la cabina blu più celebre della fantascienza, è anche in grado di compiere viaggi interdimensionali.

USS Enterprise NCC 1701

Astronavi per gli esploratori dello spazio

Come non menzionare, poi, l’astronave di uno dei franchise fantascientifici più celebri e diffusi al mondo? La USS Enterprise NCC 1701, la nave spaziale utilizzata dai protagonisti di Star Trek nella prima serie: uno show che ha creato un vero e proprio fandom globale, dando il via ad una storia lunga e celebrata pressoché ovunque attraverso convention e club.

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Un universo, ideato da Gene Roddenberry, fatto non solo di serie TV, ma anche di film, videogiochi, romanzi e fumetti, il quale ha contribuito a diffondere il “verbo” di Star Trek e a raccogliere sempre nuovi fan: i più irriducibili tra essi sono chiamati “trekkie”. Anche la critica ha posto la sua approvazione sul franchise, premiandolo più di una volta nel corso degli anni attraverso Emmy, premi Hugo, Saturn Award e persino un Premio Oscar.

È impossibile quindi non conoscere l’astronave su cui viaggiano i personaggi di questo prodotto così celebre, andato in onda per la prima volta nel 1966. Attenzione però a non confondere la sigla iniziale del suo nome con quella che campeggia invece sulle fiancate delle navi della marina militare statunitense: USS sta infatti per United Star Ship, mentre le forze militari americane utilizzano una sigla che sta per United States Ship. Una somiglianza accidentale, che tuttavia con molta probabilità fu utilizzata dagli autori per rendere onore alla flotta del paese. Omaggio che è stato ricambiato in seguito dalla NASA: il primo space shuttle ad essere lanciato in orbita prende infatti il nome di Enterprise come l’astronave di Star Trek.

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La USS Enterprise NCC 1701 è il vascello su cui viaggiano il capitano James T. Kirk (William Shatner), il primo ufficiale vulcaniano, il signor Spock (Leonard Nimoy) e l’equipaggio di esploratori stellari partiti alla volta dell’universo in una missione quinquennale alla scoperta di nuovi mondi e nuove civiltà. Si tratta di un’astronave di classe Constitution partita per conto della Federazione Unita dei Pianeti e facente parte della Flotta Stellare: un incrociatore pesante, che nel suo lungo viaggio “là dove nessun uomo è mai giunto prima” si ritrova non solo a fare la conoscenza di nuove forme di vita, ma anche a compiere missioni di estrema importanza.

Il celebre incrociatore di Star Trek, pur essendo stato concepito principalmente per compiere operazioni esplorative, è ben lungi dall’essere disarmato: esso possiede infatti ben sette cannoni phaser a doppia emissione e due lanciasiluri fotonici, mentre la sua difesa è affidata a scudi deflettori e sistemi di sensori a corto e lungo raggio. Questo equipaggiamento si è rivelato di grande importanza nei conflitti armati in cui la USS Enterprise NCC 1701 si è trovata durante i suoi cinque anni in viaggio, difendendo i pianeti colonizzati dalla Federazione e ponendosi così in prima linea per la sicurezza di quest’ultima.

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La missione esplorativa è stata comunque portata avanti con successo: l’equipaggio a bordo di questa astronave leggendaria ha stabilito numerosi primi contatti con forme di vita dapprima sconosciute, visitando oltre settanta mondi e facendo la conoscenza di più di sessanta specie viventi, studiando inoltre fenomeni di interesse scientifico che hanno contribuito ad ampliare le conoscenze della Federazione.

La prima stagione di The Expanse, presente su Amazon Prime Video a questo link. Ma anche il primo numero del fumetto di Firefly, che potrete trovare cliccando qui.