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Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra: i migliori Avengers animati di sempre

Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra non è sicuramente uno dei contenuti che, nella corposa offerta iniziale, risalta subito all’occhio dell’utenza di Disney Plus ovvero la piattaforma streaming arrivata in Italia lo scorso 24 marzo e che raccoglie il meglio della produzione Disney, Marvel, Pixar, Star Wars e National Geographic.

Fra i canali più attesi dell’offerta Disney Plus c’è però sicuramente quello tematico dedicato alla Marvel che, avaro per il momento di produzioni originali, offre la filmografia, quasi completa, del Marvel Cinematic Universe e alcune serie animate Marvel fra cui l’attesissima Gli Insuperabili X-Men, serie cult degli anni ’90.

Vi ricordiamo che per iscrivervi al servizio di streaming Disney Plus ed usufruire di una prova gratuita di sette giorni potete utilizzare questo link.

Tuttavia non è l’unica serie animata degna d’attenzione perché sulla piattaforma trova spazio anche Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra che sotto molti punti di vista è la versione animata migliore del gruppo più importante della Casa delle Idee.

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Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra è composta da due stagioni da 26 episodi ciascuna, è andata in onda dal 2010 al 2012 ed è arrivata anche in Italia su DisneyXD e Rai Gulp qui non integralmente con alcuni episodi della seconda stagione che sono stati inspiegabilmente saltati.

Per parlare della serie si tenga presente una coordinata molto importante legata ovviamente al Marvel Cinematic Universe, che è diventato giocoforza bussola di tutta la produzione collaterale Marvel negli ultimi 10 anni: quando debutta Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra al cinema sono arrivati solo Iron Man (2008), L’incredibile Hulk (2008), Iron Man 2 (2010) a cui seguiranno Thor (2011), Captain America – Il primo Vendicatore (2011), The Avengers (2012).

Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra Stagione 1 – Da Jack Kirby ai villain

La Stagione 1 di Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra parte narrativamente da una evasione di massa dalle quattro principali carceri superumane dell’Universo Marvel – Vault, Big House, Raft e Cubo – rendendo necessario l’intervento di Iron Man, Ant-Man, Hulk, Thor e Wasp che, per arginare la minaccia senza precedenti, decidono di unirsi in una squadra indipendente dallo Shield, gli Avengers appunto.

Superati quindi i primi due episodi collegati fra loro, la prima parte della stagione viene impiegata in una serie di episodi con protagonisti i singoli membri della squadra – e qualche nuovo ingresso come Captain America, Black Panther e Hawkeye – la cui peculiarità è di essere in analessi. Non vi è quindi un vero e proprio retelling delle origini dei singoli personaggi preferendo invece puntare tutto sull’interazione fra eroi e villain con un livello di minaccia più o meno elevato – Kang, Zemo, Enchantress e l’Hydra sono quelli sicuramente che svolgono un ruolo più importante.

Il ritmo di questa Stagione 1 è infatti molto alto merito di una struttura che privilegia la trama orizzontale a quella verticale. Tutti gli episodi infatti sono connessi con una serie di sotto trame che apparentemente slegate – vedasi ad esempio quella tutta spionistica di Black Widow e Hawkeye – iniziano ad incastrarsi esattamente a partire dal 14° episodio in cui vengono riletti e/o adattati alcuni capisaldi fumettistici come La Guerra Kree/Skrull o Ultron culminando poi nel triplice finale di stagione ambientato ad Asgard.

L’azione è la cifra della Stagione 1 lasciando poco spazio all’approfondimento ma questo non significa che gli eroi non vengano degnamente tratteggiati anzi. La dualità fra Bruce Banner e Hulk viene esplicata in alcuni semplici passaggi, così come il ruolo di Captain America – l’uomo fuori dal tempo per antonomasia – che viene riletto intelligentemente come “anomalia temporale”.

In questo senso è meno invadente anche il ruolo di Tony Stark/Iron Man, lontanissimo dal protagonismo soffocante della sua controparte cinematografica, leggermente defilato invece Black Panther ed inedito ma convincente il rapporto spesso “litigioso” fra Hank Pym e Janete Van Dyne.

Il contrasto fra questi eroi, che si ritrovano giocoforza a collaborare fra loro e fare squadra per la prima volta contro le macchinazioni delle loro nemesi o affrontando nuovi nemici, è il fulcro tematico della prima Stagione 1.

Nota importantissima e fondamentale che giustifica il giudizio che dà il titolo a questa recensione: non solo narrativamente ma anche e soprattutto esteticamente Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra paga pesantemente dazio all’estetica classica della Marvel e quindi al Re Jack Kirby. Quasi assenti le influenze fumettistiche moderne e quelle cinematografiche: Thor, Hawkeye e anche lo stesso Iron Man indossano, e si comportano, come le loro controparti a fumetti originali il che, visti i risultati interlocutori delle pellicole post-2012, è un fattore da non sottovalutare.

Dal punto di vista tecnico il character design è sì influenzato dall’estetica kirbyana dei Vendicatori ma anche da quella di Bruce Timm, maestro indiscusso dell’animazione nel decennio precedente, con soluzioni dinamiche ma non eccessivamente votate al realismo e che soddisfano così anche la parte Disney del prodotto. Le animazioni sono fluide, pochi e rari i cali o la stilizzazione di ambienti e sfondi, permettendo così scene d’azione spettacolari e mai banali.

Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra Stagione 2 – Invasioni e Divisioni

La formula che aveva sancito il successo della Stagione 1 viene resa più audace dagli showrunner Ciro Nieli, Joshua Fine e Christopher Yost – già autore di numerose serie a fumetti Marvel – nella Stagione 2 di Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra che si apre con il botto: nel primo episodio infatti fanno un cammeo non solo i Fantastici Quattro ma anche il Dottor Destino che ha come obbiettivo il rapimento della Donna Invisibile e Wasp.

La prima metà della Stagione 2 viene quindi sviluppata usando come base sia gli eventi del precedente season finale ambientato ad Asgard sia quelli che avevano visto gli Avengers scontrarsi con Kang il quale aveva preannunciato che la Terra sarebbe stata al centro di una guerra intergalattica fra le razze aliene dei Kree e degli Skrull. Quindi da un lato Thor ha un ruolo marginale nei primi episodi sostituito dall’ingresso praticamente in pianta stabile di Ms Marvel mentre dall’altro, forte del twist con cui si era conclusa la Stagione 1, si inizia ad alimentare un certo senso di diffidenza non solo fra gli Avengers, l’opinione pubblica, Shield e Sword ma anche all’interno della stessa squadra che culmina con la drammatica cattura di Hulk e con l’allontanamento volontario di Ant-Man, sostituito da Scott Lang, e Black Panther.

I primi 5 episodi non scorrono benissimo ma con il 6° episodio l’attenzione dello spettatore viene decisamente risvegliata. La comparsa di Michael Korvac e dei Guardiani della Galassia – in una formazione composta da Star-Lord, Adam Warlock, Groot, Rocket Raccoon, Quasar – prima e lo spostamento ad Asgard con il rientro in scena di Thor per un episodio epico sono il preludio all’Invasione Segreta che monopolizza la Stagione 2 fino all’episodio che ha come perno Captain America.

Non è tanto il classico tema dell’invasione aliena a funzionare bene quanto le sue conseguenze e il depauperamento proprio della figura di Cap che trova nel 13° episodio, anche grazie alla convincente introduzione di Spider-man, una nuova ragion d’essere.

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Così come la prima metà di Stagione 2 anche la seconda metà inizialmente si siede un po’. Ultron, forse l’antagonista meno riuscito di tutta la serie, è poco convincente e premiato solo dall’introduzione di Visione mentre ritorna in scena Hulk in uno scontro devastante con Red Hulk e anche Winter Soldier. Tuttavia sono ancora una volta i villain a rappresentare la marcia in più della serie prima Purple Man e poi Kang e il Concilio dei Kang, con la breve introduzione dei New Avengers, e soprattutto l’arrivo di Beta Ray Bill.

Il tutto è un preludio per il climax della Stagione 2 ovvero l’adattamento di Operazione Tempesta nella Galassia in cui gli Avengers devono fronteggiare questa volta i Kree. Il tutto poi culmina nel series finale, un po’ anti climatico nei suoi 23 minuti scarsi, in cui tutti gli eroi finora presentati devono affrontare Galactus di fatto il nemico più pericoloso di tutto il Marvel Universe.

L’idea di rendere ancora più ramificato l’utilizzo della trama orizzontale si scontra in questa Stagione 2 evidentemente con l’esigenza di rendere un maggiore numero di episodi fruibili singolarmente. Showrunner e sceneggiatori ricorrono intelligentemente all’adattamento di storie classiche o albi singoli della storia editoriale degli Avengers tuttavia i risultati non sono sempre apprezzabili e in più un ordine degli episodi meno puntuale della Stagione 1 rende la Stagione 2 meno incalzante e più difficile da seguire.

Di contro il tema dell’invasione aliena è ben calibrato nella prima parte di stagione sia durante – con questo Universo Marvel in cui a prendere il sopravvento è il sospetto – sia nel dopo con le conseguenze che aleggiano per molti, molti episodi.

Pur con queste piccole differenze, i connotati della Stagione 2 non mutano rispetto alla stagione precedente: l’azione la fa sempre da padrone con una regia che mutua alcune soluzioni decisamente più cinematografiche. Le animazioni sono sempre fluide ma in qualche frangente c’è qualche calo e soprattutto gli sfondi diventano man mano più stilizzati optando anche per un uso maggiore della CGI praticamente assente nella Stagione 1.

Sicuramente la Stagione 2 vuole adottare soluzioni che avvicinino la serie ad un maggiore realismo dal punto di vista tecnico, aspetto che verrà poi adottato in toto nella serie animata successiva Avengers Assemble anch’essa presente su Disney Plus, così come fatto dal punto di vista tematico con risultati a tratti molto apprezzabili. Dal punto di vista del character design le influenze kirbyane si evolvono in look più moderni dei singoli personaggi con risultati altalenanti e che fanno perdere un po’ di fascino alla serie.

Piccola nota: su Disney Plus l’ultimo episodio è Senza poteri che però in realtà va visto fra gli episodio Visione Il Distruttore e Assalto al 42.

In definitiva Avengers – I Più Potenti Eroi Della Terra è un’ottima serie animata capace di introdurre lo spettatore all’Universo Marvel in maniera più diretta e fedele sotto molti punti di vista rispetto a quanto fatto dal più celebrato Marvel Cinematic Universe. Una piccola gemma di 52 episodi da recuperate soprattutto ora che è stata resa disponibile su Disney Plus e in attesa di nuovi contenuti originali targati Marvel.

Per conoscere meglio gli Avengers recuperate Noi Siamo gli Avengers, un volume celebrativo che raccoglie le migliori storie del gruppo con un ampio apparato redazionale.