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Batman: The Animated Series, il Cavaliere Oscuro definitivo

Si celebra oggi, 18 settembre, il Batman Day. Batman: The Animated Series è senza ombra di dubbio la miglior serie animata mai realizzata. Ma non si tratta solo di un mero giudizio tecnico, la serie animata infatti rappresenta ancora oggi una delle migliori interazioni del personaggio, una geniale e raffinata rivisitazione delle sua mitologia un’incredibile fonte di ispirazione e una influenza estetica su almeno 3 generazioni di artisti e scrittori che sono cresciuti proprio con la serie. Qual è stata la genesi della serie e perché è tutt’oggi ancora così influente?

Batman: The Animated Series

La genesi di una nuova serie animata su Batman

Batman: The Animated Series è composta da due stagioni. La prima conta 65 episodi, la seconda solo 20 episodi a cui fece seguito una terza stagione da 24 episodi in cui la serie però venne rinominata The New Batman Adventures con numerosi cambiamenti sia dal punto di vista grafico che realizzativo. La serie debuttò negli Stati Uniti su Fox Kids il 5 settembre del 1992 ottenendo immediatamente un eccellente riscontro di critica e pubblico. Per la prima volta infatti una serie animata veniva realizzata alla stregua di un film sia dal punto di vista tecnico-realizzativo che di tematiche affrontate.

Il substrato creativo che vide lo sviluppo delle serie fu decisamente particolare. Fra la seconda metà degli anni ’80 e i primi anni ’90 infatti il pubblico, sia quello legato ai comics che quello più generalista, era decisamente affamato di Batman: da un lato Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller aveva rilanciato il Batman a fumetti, dall’altro Batman (1989) di Tim Burton aveva fatto esplodere la batmania che aveva poi trovato una apoteosi nel sequel Batman Returns (1992).

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Non immune all’enorme quantità di danaro che la batmania stava facendo entrare nelle sue casse, Warne Bros. aveva quindi iniziato a sondare il terreno per lo sviluppo di una serie animata anche a fronte all’enorme investimento fatto sul rinnovamento del dipartimento animazione interno dopo decenni di relativo abbandono e con i progetti più importanti storicamente affidati a studi esterni (Hanna & Barbera uno su tutti). Questo investimento però incredibilmente venne fatto qualche anno prima e non per Batman bensì per “accontentare” Steven Spielberg.

Fra la fine del 1988 e il 1989 infatti si era concretizzata la prima collaborazione fra la Amblin Entertainment di Steven Spielberg e la Warner Bros. Animation che aveva portato alla realizzazione di Tiny Toon Adventures (I Favolosi Tiny in Italia) ovvero la serie animata con protagonisti dei Looney Tunes bambini. Per mantenere l’umore del regista alto e realizzare quindi un prodotto all’altezza delle sue aspettative, Warner Bros. aveva investito moltissimi fondi non solo rinnovando gli uffici ma anche in termini di talenti nominando l’esperta Jean H. MacCurdy come nuovo presidente di Warner Bros. Animation.

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La MacCurdy, che aveva lavorato presso Hanna & Barbera, creò una squadra composta da astri nascenti dell’animazione e veterani in cerca di nuovi stimoli fra cui Alan Burnett, Tom Ruegger, Paul Dini, Eric Radomski e Bruce W. Timm.

Lo sviluppo di Batman: The Animated Series

Tutti i professionisti coinvolti nello sviluppo di Batman: The Animated Series avevano avuto esperienze più o meno recenti nel campo dell’animazione. Si trattava però di un settore all’epoca ancora governato da norme rigidissime riguardanti i contenuti che non dovevano assolutamente contenere violenza esplicita, alludere al sesso e così via. Per questo motivo, dopo anni passati a lavorare su serie dai contenuti edulcorati, non volevano assolutamente realizzare qualcosa di “innocuo” e che si avvicinasse all’ultimo grande successo nel campo dell’animazione dei personaggi DC ovvero le serie animate dei Super Friends che, per quanto rivoluzionarie, erano comunque figlie del loro tempo.

Insomma le intenzioni puntavano verso qualcosa di inedito: una serie animata che potesse portare sul piccolo schermo azione, scazzottate e gangster, che avesse un’estetica lontana dallo standard dell’animazione dell’epoca. Qualcosa dal taglio fortemente cinematografico che attirasse sia i piccoli spettatori ma anche quelli più grandi e soprattutto i fan dei comics.

Batman: The Animated Series

La sinergia fra tutte queste istanze fu l’incontro fra i già citati Jean H. MacCurdy, Bruce W. Timm, Eric Radomski e Avery Corben, all’epoca vice presidente di Fox Kids, network sul quale sarebbe andata in onda la serie. Proprio quest’ultima, soprattutto inizialmente, fu determinante nel permettere alla serie di maturare una propria identità fungendo da vero e proprio editor per le prime sceneggiature con consigli pratici e molto puntuali fra cui quello di”stilizzare”, quando si trattavano tematiche particolari o sequenze d’azione, alcune scene sfruttando il peculiare stile grafico della serie fatto di molte ombre e contrasti.

Proprio l’estetica della serie fu l’incontro di tre diverse intuizioni. La MacCurdy voleva una impostazione chiara ma ricca di dramma e azione come quella della mitica serie con protagonista Superman dei Fleischer Studios negli anni ’40 mentre Radomski era un fan dell’estetica gotica delle pellicole di Tim Burton e per questo adottò una soluzione tanto pratica quanto efficace. Presentando i suoi studi sulla nuova Gotham animata si ispirò a quella di Burton per le architetture Decò ma le dipinse su cartoncino nero creando così ambienti estremamente oscuri in cui introdurre la luce e non viceversa, ambienti perfetti per far muovere il Cavaliere Oscuro sia fisicamente che idealmente con tutti i dualismi che la sua mitologia comporta.

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Bruce W. Timm ribattezzò questo approccio Dark Decò e non perse tempo a fornire il suo contributo. Il suo character design infatti si rifaceva ad uno degli artisti batmaniani più influenti di sempre ovvero Dick Sprang ma anche ad artisti del calibro di Don DeCarlo (disegnatore di punta della Archie Comics negli anni ’50 e ’60) ed al leggendario Alex Toth (responsabile di molti design per Hanna & Barbera fra cui quello di Space Ghost che influenzerà in maniera abbastanza evidente il Batman di Timm). Il tutto poi si univa alla sua esperienza da animatore votata non ad imitare il disegno narrativo del fumetto ma semplificarne lo stile in quel contrasto di straight against curves (linee contro curve) tipicamente disneyano già ampiamente interiorizzato avendo lavorato con il leggendario Don Bluth (Dragons Lair).

Il risultato fu una serie oscura, raffinata per l’estetica, dai temi adulti con risvolti psicologici ed esistenziali mentre le sceneggiature furono cesellate cariche di pathos e azione ispirandosi più ad un certa letteratura pulp e noir che alle serie a fumetti che venivano pubblicate all’epoca. Assolutamente preziosi in questo senso le illustrazioni con i titoli degli episodi tutti diversi e ispiri proprio al cinema noir.

L’influenze del Batman di Tim Burton

Il successo del Batman cinematografico firmato da Tim Burton non permise soltanto lo sviluppo della serie né influì sul suo sviluppo solo dal punto di vista estetico e visivo. Uno dei motivi per cui i due film furono accolti positivamente anche e soprattutto dai lettori di comics, e più in generale dai fan del personaggio, fu la capacità di staccarsi anche concettualmente dal camp della serie TV con Adam West e Burt Ward, che di fatto rappresentava l’interazione più popolare del personaggio all’epoca. Burton aveva reso nucleo delle sue pellicole non più il sense of wonder dei gadget tecnologici e/o sulle capacità investigative ed atletiche del Dinamico Duo bensì il percorso che aveva portato Bruce Wayne a diventare Batman con tutte le annesse conseguenze psicologiche del caso.

Batman: The Animated Series rimaneggia questo approccio utilizzandolo non solo sul protagonista ma anche sulla ricca galleria di villain e in parte su alcuni dei comprimari. Proprio i villain sono il punto focale su cui gli sceneggiatori della serie lavorano con più costanza e attenzione dando loro nuova profondità e rendendole figure simpatetiche, vittime di torti più o meno reali o immaginari in cui la tragicità delle loro vicissitudini è più simile a quella dei classici antagonisti del cinema noir che al villain desideroso di conquistare il mondo o di eliminare definitivamente il protagonista dei comics.

Batman: The Animated Series

Questo approccio permise anche la creazione di personaggi completamente nuovi fra cui la più celebre è senz’altro Harley Quinn che esordisce come spalla/interesse amoroso del Joker acquisendo velocemente lo stato di fan favourite tanto da esordire dopo pochi mesi anche nell’universo fumettistico in una ascesa che negli ultimi anni l’ha portata a diventare uno dei personaggi simbolo della DC.

Anche i villain già esistenti beneficiano di un makeover importante basti pensare a Clayface ma soprattutto a Mr Freeze, personaggio a cui lo sceneggiatore Paul Dini donò un nuovo e ancora più tragico background introducendo la moglie Nora (nel seminale episodio Heart of Ice, forse una delle migliori storie di Batman in assoluto).

Proprio per velocizzare il lavoro e dare un taglio nuovo alla galleria di nemici, Bruce W. Timm contattò personalmente alcuni dei suoi disegnatori preferiti affinché presentassero dei loro design originali. Molti declinarono ma alcuni accettarono di buon grado di cimentarsi con il character design fra questi il grande Mike Mignola (Hellboy) che ridisegnò proprio Mr Freeze donandogli un look retro sci-fi minimale.

Un approccio al doppiaggio completamente nuovo

Le sceneggiature realistiche dal taglio maturo e ricche di azione e l’incredibile atmosfera della serie dovevano però essere portate in vita con lo stesso approccio “cinematografico” ben lontano dalla dabbenaggine del doppiaggio standard delle serie animate dell’epoca.

Fu la direttrice del doppiaggio Andrea Romano a condurre un casting e le sessioni di doppiaggio in maniera assolutamente inedita. Per quanto riguardo i doppiatori la Romano optò per un mix di attori esperti, personalità del cinema e della televisione ma soprattutto parecchi interpreti proveniente dal mondo del musical e da Broadway in particolare. Da lì proveniva Kevin Conroy che divenne la voce di Batman ispirandosi, nel suo doppio registro, all’eroe del film del 1934 The Scarlet Pimpernel.

Sempre da Broadway proveniva Mark Hamill (il Luke Skywalker della trilogia di Star Wars) che, su esplicita richiesta di allontanarsi dalla interpretazione di Jack Nicholson, si ispirò per la risata del suo Joker all’Amadeus che stava portando in scena e fra gli altri anche a Jay Leno, Howard Cosell e Claude Rains così come visto (e sentito) nel film del 1933 The Invisible Man. Hamill ha più volte descritto il suo approccio al personaggio e alla sua vocalità come quello ad uno strumento musicale capace di adattarsi ai vari stati d’animo del personaggio.

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Fra gli altri doppiatori anche George Dzundza nei panni del Ventriloquo, Ron Perlman nei panni di Clayface, Arleen Sorkin in quelli di Harley Quinn.

Per quanto riguarda invece le sessioni di doppiaggio, la Romano decise di non far registrare agli attori le loro parti separatamente ma in sessioni condivise di modo da rendere più “attoriale” il lavoro e dare maggiore enfasi e caratterizzazione ai personaggi.

Il doppiaggio di Batman: The Animated Series è passato alla storia come uno degli approcci che hanno elevato il voice acting sia in termini di performance che di realizzazione. A testimonianza di questo incredibile lavoro, Conroy e Hamill formeranno un incredibile sodalizio tornando a doppiatore Batman e Joker in numerosissime altre occasioni compresa la serie videoludica Arkham.

Batman: The Animated Series e lo strettissimo rapporto con i fumetti

Uno degli aspetti meno incensati di Batman: The Animated Series è stata la capacità di creare una sinergia molto stretta con i fumetti del Cavaliere Oscuro che spesso non si è fermata al semplice omaggio diventando un vero e proprio adattamento.

Eccovi solo alcuni di questi episodi “speciali”.

Appointment in Crime Alley è l’adattamento del classico Detective Comics #457 (data di copertina marzo 1976) di Denny O’Neil e Dick Giordano intitolato There Is No Hope in Crime Alley.

Dreams in Darkness è ispirato ai primi 4 numeri della collana Batman: Shadow of the Bat (collona varata proprio dopo il successo di Batman Returns) di Alan Grant e Norm Breyfogle.

The Cape and Cowl Conspiracy è l’adattamento del classico Detective Comics #450 (data di copertina agosto 1975) di Elliot S. Maggin e Walt Simonson intitolato The Cape and Cowl Death Trap!

La prima parte di Robin’s Reckoning è ispirata al seminale Detective Comics #38 (data di copertina aprile 1940) di Bill Finger, Bob Kane e Jerry Robinson intitolato Batman and Robin the Boy Wonder. Si tratta dell’albo dove fa la sua prima apparizione Robin.

The Laughing Fish invece unisce ben tre fumetti diversi. The Joker’s Five-Way Revenge ovvero Batman #251 (data di copertina settembre 1973) di Denny O’Neil e Neal Adams, The Laughing Fish e Sign of the Joker! ovvero Detective Comics #475-476 (data di copertina febbraio/marzo 1978) di Steve Englehart e Marshall Rogers.

The Strange Secret of Bruce Wayne è basato su Detective Comics #471-472 (data di copertina agosto/settembre 1977) di Steve Englehart intitolati The Dead Yet Live e I Am the Batman!

Moon of the Wolf è l’adattamento di Batman #255 (data di copertina aprile 1974) di Len Wein e Neal Adams intitolato appunto Moon of the Wolf.

Terror in the Sky è in parte ispirato a Detective Comics #429 di Frank Robbins, albo intitolato Man-Bat Over Vegas.

Almost Got ‘Im è ispirato all’arco narrativo apparso in Batman #291–294 (1977) intitolato Where Were You on the Night Batman Was Killed? di David Vern Reed e John Calnan.

Off Balance è l’adattamento di Detective Comics #411 (data di copertina maggio 1971) di Dennis O’Neil, Bob Brown e Dick Giordano intitolato Batman: Into the Den of the Death-Dealers. Si tratta dell’albo dove fa la sua prima apparizione Talia al Ghul.

The Demon’s Quest Part 1 & 2 sono l’adattamento di Batman #232 (data di copertina giugno 1971) e Batman #244 (data di copertina settembre 1972) di Dennis O’Neil e Neal Adams, intitolati rispettivamente Daughter of the DemonThe Demon Lives Again. Si tratta dell’esordio di Ra’s al Ghul, il padre di Talia.

Sideshow è ispirato a Detective Comics #410 di Dennis O’Neil, Bob Brown e Dick Giordano intitolato A Vow from the Grave.

A Bullet for Bullock è ispirato all’omonimo Detective Comics #651 (data di copertina ottobre 1992) di Chuck Dixon e Graham Nolan.

Il film Batman: Mask of the Phantasm è ispirato in parte a Batman: Year One di Frank Miller e David Mazzuchelli e in parte a Batman: Year Two (Detective Comics #575–578) di Mike W. Barr.

La serie in altre media e la sua eredità

Batman: The Animated Series influenzerà tutta l’animazione successiva sia per realizzazione tecnica che per tematichee rappresenterà l’inizio di una stagione fortunatissima per Warner Bros. Animation. Da questa serie infatti nascerà Superman: The Animated Series, lo spin-off Batman Beyond e successivamente Justice League e Justice League Unlimited.

La serie godette anche di due lungometraggi. Il primo è il cult Batman: Mask of the Phantasm (recentemente entrato in continuity anche nell’universo a fumetti) che pur non raccogliendo una grossa cifra al botteghino all’epoca della uscita (1993) venne accolto molto positivamente dai fan. Il secondo fu il travagliato Batman & Mr. Freeze: SubZero che, originariamente sviluppato come tie-in del film Batman & Robin, fu fatto slittare al 1998 ovvero un anno dopo l’uscita del suddetto film che, come tristemente noto, fu un disastro sia dal punto di vista della critica che degli incassi al botteghino.

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La serie fu anche protagonista di alcuni videogiochi fra cui The Adventures of Batman & Robin (SNES, Sega MegaDrive), Batman: Vengeance e Batman: Rise of Sin Tzu.

Riprendo lo stile della serie animata, DC varò anche una testata a fumetti che fu cancellata solo nel 2004, sopravvivendo quindi anche alla stessa serie animata, e di cui è molto ricercato fra i collezionisti l’albo #12 con la prima apparizione di Harley Quinn. Vennero anche pubblicati una serie di racconti in prosa ma con scarso riscontro di pubblico.

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La serie a fumetti è stata recentemente riportata sugli scaffali con il titolo Batman: The Adventures Continue. Questa nuova incarnazione della serie a fumetti, con testi di Paul Dini e Alan Burnett e matite di Ty Templeton, è di fatto un sequel della serie animata. Inutile ricordare che da Batman: The Animated Series nascerà qualsiasi tipo di merchandise possibile ed immaginabile compresa una fortunatissima serie di action figures prodotta dalla Kenner.

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Alcune curiosità

Il tema musicale principale della prima stagione fu composto da Danny Elfman, mitico compositore delle colonne sonore dei film di Tim Burton, ed è una variazione del suo Batman Theme proprio dei film. Inizialmente Elfman rifiutò l’offerta di Bruce W. Timm per comporre la colonna sonora tornando poi suoi passi. Shirley Walker, una delle compositrici della colonna sonora della serie, aveva lavorato a stretto contatto con Danny Elfman come sua direttrice d’orchestra, compose invece il tema della secondo stagione.

Warner Bros. e Fox revisionaro più volte le sceneggiature per timore che la serie non fosse adatta al target di riferimento. Molte di queste sceneggiature furono cassate, le più celebri sono senz’altro quella di Silent Night ovvero un episodio completamente muto in cui veniva esplorata la vita sessuale di Batman e un’altra (apparentemente senza titolo) sempre firmata da Burnett in cui Batman veniva morso da una vampira.

Joker doveva essere inizialmente doppiato da Tim Curry che però, pur avendo già registrato alcuni episodi, abbandonò il ruolo a causa di forte bronchite. John Glover (il Lionel Luthor di Smallville) prestò la sua voce a Riddler ma anche lui fu provinato come Joker inizialmente. Per la voce di Due-Facce fu contattato Al Pacino che però declinò gentilmente l’offerta.

Batman: The Animated Series

Le origini di Batman e in parte di Joker (rivisitate rispetto a quelle “ufficiali” dell’universo a fumetti) sono narrate nel film Batman: Mask of the Phantasm. Bruce Wayne si ispira per il suo costume e il suo alter-ego al personaggio Gray Ghost, eroe pulp fittizio creato per la serie.

Pur essendo stata completamente sviluppata internamente per completare i 65 episodi che compongono la prima stagione Batman: The Animated Series, Warner Bros. Animation commissionò l’animazione a diversi studi all’estero fra cui Spectrum Animation, Sunrise, Studio Junio e TMS in Giappone, Dong Yang Animation, Koko Enterprises Ltd. e AKOM in Korea del Sud, Jade Animation ad Hong Kong, Blue Pencil in Spagna e Network of Animation (NOA) in Canada.

TMS è responsabile dell’animazione della sigla. AKOM invece fu licenziata per il pessimo lavoro fatto su due episodi (Cat Scratch Fever e Moon of the Wolf) mentre Spectrum Animation fallì proprio a causa della commessa su Batman e nello specifico del lavoro richiesto su Mr Freeze (molti di quegli animatori lavorano oggi per il notissimo studio Production I.G.). La seconda stagione fu animata da Dong Yang Animation, Studio Junio e Jade Animation.

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