Cinema e Serie TV

Belgravia, recensione: la miniserie dell’autore di Downton Abbey

Bruxelles, 1815. Comincia nelle strade di questa città, a oltre due secoli di distanza da oggi, la narrazione che riprende alcuni eventi storici secondari che rischiano, per loro stessa definizione, di passare in sordina e di non avere alcuna possibilità, o quasi, di essere recuperati. Fortunatamente, il mondo dell’intrattenimento nelle sue forme diverse offre una seconda chance a momenti come la Battaglia di Waterloo, una parentesi tanto sanguinosa, quanto trattata raramente nei film o nei romanzi. Eccezion fatta per quello uscito nel 2016, scritto da Julian Fellowes, che viene ora ripreso nella miniserie TV composta da 6 episodi, Belgravia, e in arrivo il 6 ottobre su Sky Serie (il canale inaugurato con L’assistente di volo) e in streaming su NOW. 

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Questo nuovo titolo nasce dalla mente di Julian Fellowes, autore della celeberrima e premiatissima serie Downton Abbey, diventando così una vera e propria garanzia quando si tratta di serie in costume dedicate al mondo dell’aristocrazia britannica. Dobbiamo dunque collocare questa narrazione nella Londra della prima metà del XIX secolo, periodo a dir poco fondamentale della storia Europea. Scopriamo insieme in anteprima cosa ci attende in questo elegante e affettato ritratto di un “piccolo mondo antico”.

Belgravia, una miniserie storica da scoprire

I 6 episodi di questa serie si incentrano sulle vicende private delle varie famiglie al centro del racconto in questione, che vivono nell’esclusivo quartiere di Belgravia, intrecciandosi chiaramente con i principali eventi storici dell’epoca. Siamo infatti nell’Età della Reggenza che nel Regno Unito seguì alle rivoluzioni, ai moti romantici e alle guerre Napoleoniche, regalandoci così un classico e appassionante feuilleton che mette in scena i cambiamenti della società britannica di quel periodo. I protagonisti sono infatti non solo nobili, ma anche i nuovi ricchi dell’alta borghesia, che proprio in quel periodo riescono per la prima volta a farsi strada negli alti ranghi della società inglese. Tra arrampicatori sociali, pregiudizi e ambizioni, Belgravia racconta, tra i corridoi e i salotti dei più bei palazzi di Londra, il confronto tra classi sociali: arrembante l’una, profondamente ancorata alle sue tradizioni e ben poco disposta a lasciare spazio al nuovo l’altra.

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Ricordiamo che, per la precisione, la storia comincia agli albori dell’estate, la notte tra il 15 e il 16 giugno, a Bruxelles. Al ballo organizzato dalla Duchessa di Richmond per il Duca di Wellington alla vigilia della Battaglia di Quatre Bras, dunque due giorni prima della famigerata Battaglia di Waterloo, sono presenti anche James e Anne Trenchard, che vivono agiatamente grazie ai profitti della loro impresa in ambito commerciale. Sophia, la figlia della coppia, cattura l’attenzione di Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più ricche e degne di nota di tutta l’Inghilterra. L’unione dei due forgerà un’eredità che creerà scandalo per le generazioni a venire. Ventisei anni dopo, quando le due famiglie vivono ormai entrambe nell’elegante quartiere londinese di Belgravia, gli eventi e i segreti di quel ballo tornano a galla, con tutte le conseguenze del caso.

D’altronde il passato, come ci viene ripetuto spesso, è una terra straniera.

Non mancano fin da subito scandali sentimentali, trame politiche ordite alle spalle di alcuni dei principali protagonisti, una gravidanza indesiderata e, vergogna e onta indiscusse per l’epoca, avvenuta al di fuori di un matrimonio. Il tutto condito da una recitazione impeccabile e sostenuta, nello stile dal classico aplomb inglese, che avvicina senza alcun dubbio questa serie alle migliori “avversarie” del genere storico, prima tra tutte la sopracitata Downton Abbey. Solo pregi per questo nuovo titolo in arrivo, dunque?

Il retrogusto dei salotti borghesi e un cast di tutto punto

Non del tutto, siamo onesti. Prima di tutto, proprio in virtù della sua principale caratteristica, ossia le fondamenta narrative fortemente radicate nella Storia, Belgravia si rivolge direttamente agli amanti del drama storico, oltre che a coloro che apprezzano seguire le vicende famigliari e gli intrighi che legano, a volte in maniera quasi ingarbugliata e da cui è difficile uscirne, diversi personaggi tra loro. Una nota importante riguarda lo spessore e la professionalità del cast coinvolto in questa produzione, la quale porta i nomi di Gareth Neame, Nigel Marchant e Liz Trubridge e la direzione di John Alexander (Ragione e Sentimento): solo per citare alcuni attori, la serie vede nel cast Tamsin Greig (Tamara Drew), Philip Glenister (Bel Ami – Storia di un seduttore), Harriet Walter (The Crown), Tara Fitzgerald (Il Trono di Spade), James Fleet (Quattro matrimoni e un funerale), o ancora Paul Ritter (presente nella recente serie di successo Chernobyl).

Non da ultimo, abbiamo apprezzato la ricostruzione perfetta delle ambientazioni e scenografie, decisamente verosimili, per nulla stucchevoli e che anzi ci fanno quasi percepire attraverso lo schermo odori e profumi della tavola imbandita di una festa, di un mondo antico ormai perduto. Per certi aspetti però, la narrazione riporta dei cliché abbastanza prevedibili, come la gravidanza mortale per una ragazza madre, che dà così alla luce un bimbo doppiamente sfortunato sin dalla nascita, così come ciascun episodio o quasi termina con un cliffhanger dove rimane sì in sospeso la narrazione nel bel mezzo di un evento nuovo, ma molto meno il nostro fiato, non avendo portato la tensione al culmine. Tanto dramma, parecchia storia, ma poca emozione.

A Londra non sarebbe accaduto, ma a Bruxelles tutto è influenzato dalla guerra.

In conclusione

Belgravia si pone dunque come un’ottima proposta nel panorama seriale dello story drama, con un cast dalla recitazione impostata, che rimane tale e a volte un po’ troppo innaturale, riuscendo a portare di fronte agli spettatori dei personaggi che sanno scomporsi difficilmente anche di fronte ai più forti sconvolgimenti. Rimane pur sempre un titolo tutto da scoprire, soprattutto per gli amanti del genere, che non si aspettano plot twist adrenalinici e che potranno godersi un episodio dopo l’altro tra coperta calda e tazza di te, una combinazione perfetta per scoprire una miniserie dal gusto letterario che sa raccontare la Storia come un romanzo vero e proprio.