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Bingo Hell, recensione dell’esclusiva Amazon Prime Video

Bingo Hell è uno degli ultimi titoli sbarcati su Amazon Prime Video, disponibile sulla piattaforma streaming a partire dal 1° ottobre (per tutte le novità previste ad ottobre recuperate il nostro articolo dedicato) e vorrebbe porsi come una commedia horror, basata principalmente su alcune tematiche e dinamiche sociali, comuni a tante zone urbane dei paesi sviluppati dove, negli ultimi anni, l’età media della popolazione è andata inesorabilmente ad innalzarsi.

Bingo Hell

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Bingo Hell: non è un paese per vecchi

Realizzato dal regista messicano-canadese Gigi Saul Guerrero, e facente parte della serie antologica di film intitolata Welcome to the Blumhouse, Bingo Hell ci catapulta a Oak Springs, un sobborgo popolare di una qualsiasi città americana ma che, per certe dinamiche che vi avvengono, potrebbe trovarsi tranquillamente anche in Europa occidentale. La popolazione di Oak Springs è composta, o meglio era composta, principalmente da persone anziane, pensionati, vedove ecc, con una forte componente multirazziale, e con le persone accomunate, chi più chi meno, dallo stesso stile di vita e dalle stesse problematiche, spesso di natura economica. Una periferia decadente qualunque, ma comunque tranquilla e ben lontana dal poter essere definita “quartiere difficile”.

Tra i tanti abitanti di Oak Springs, facciamo subito la conoscenza di Lupita (Adriana Barraza), attempata, ma agguerrita, pàsionaria di origine messicana, che scopriamo subito essere una vera e propria sorta di leader per la comunità locale. A Lupita, il mantenimento del tranquillo status quo presente a Oak Springs sta davvero a cuore e quindi, si ritrova a non vedere per nulla di buon occhio il fenomeno di gentrification in atto nel quartiere, iniziato ormai da qualche anno e che, con buon pace di Lupita e del suo gruppo di amici, sta lentamente, ma inesorabilmente, cambiando il tessuto sociale del luogo in cui hanno vissuto buona parte, se non addirittura tutta, la loro esistenza. Non passerà molto tempo, prima che lei e quelli come lei saranno visti come una sorta di “stranieri” negli stessi luoghi a loro familiari.

Bingo Hell

Bingo Hell ovvero Grosso Guaio a Oak Springs

I problemi grossi a Oak Springs però, non arrivano dalle nuove attività o dalle coppie di hipster benestanti che stanno cominciando a colonizzare il quartiere, giungendo invece tramite una delle attività preferite dal nostro gruppetto di arzilli anziani: il bingo. Infatti, una nuova sala bingo si è insediata a Oak Spring, mettendo in ombra le tranquille serate di gioco organizzate presso il locale Centro Civico. Come se questo non bastasse, Mr. Big (no, non quello di Sex and the City, che potete recuperare a questo link Amazon), un sinistro e misterioso uomo d’affari venuto “da fuori”, permette a molti dei frequentatori abituali del vecchio bingo di ottenere vincite da capogiro, in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi o realizzare sogni lasciati nel cassetto, chiedendo però al malcapitato una sorta di scambio, che porta sempre a esiti tragici e disastrosi. Lupita, ovviamente, non può tollerare una cosa del genere nel suo quartiere, e farà di tutto per smascherare l’orrenda creatura che è in realtà Mr. Big, dovesse mettersi contro il Diavolo stesso…

Questo sono, a grandi linee, le premesse narrative di Bingo Hell. Trattandosi di una horror comedy, la trama un po’ (tanto) strampalata ci sarebbe anche potuta stare e anzi, alle volte, risulta così particolare da rendere la visione del film un’esperienza di cui non pentirsi assolutamente. Purtroppo, in questa occasione, non accade assolutamente nulla di tutto ciò.

Oltre alla trama debolissima, priva di mordente e piuttosto noiosa in definitiva, abbiamo a che fare con un roster di personaggi che definire dimenticabili è usare un pietoso eufemismo. Gli abitanti di Oak Springs sono, oltre che poco sfaccettati, descrivibili al meglio con un’unica parola: dimenticabili. E ve li dimenticherete davvero, non appena, per qualsiasi motivo, usciranno di scena. Fortunatamente, alcuni lo fanno in maniera davvero splatter e macabra, andando almeno ad accontentare una precisa fetta di appassionati. Per il resto, come già detto, tutto assolutamente trascurabile.

Bingo Hell

Discorso un poco differente invece per quanto riguarda Lupita, che per quanto meglio concepita e rappresentata rispetto al resto della compagnia, non riesce a salire oltre la buona sufficienza, e il malvagio Mr. Big, interpretato da Richard Blake (Doom), che pur proponendoci un villain piuttosto inquietante nella prima parte della storia, finisce per diventare una vera e propria parodia di se stesso, arrivando a ricordare una sorta di versione grottesca e raffazzonata del protagonista di The Mask. E questi, purtroppo, erano veramente gli unici due punti a favore di questo film.

Conclusioni

Concludendo, Bingo Hell è un film scialbo, senza mordente, senza suspense o momenti di tensione vari. Grottesco, ma assolutamente non nella maniera che potrebbe risultare un pregio in un film categorizzato come commedia horror, Bingo Hell riesce a fallire miseramente sia come commedia, sia come horror. Le scene gore, piuttosto ben realizzate, non servono a rialzare il giudizio nei confronti di questo lavoro, e la recitazione di praticamente l’intero cast, banale nel migliore dei casi, è soltanto il colpo di grazia a quello che risulta essere, ne più e ne meno che un’opera semplicemente dimenticabile.