Libri e Fumetti

Blood Sword: Il Regno di Wyrd – la recensione del librogame


Blood Sword: Il Regno di Wyrd
Genere
Fantasy
Formato
15x21cm
Autore
Dave Morris e Oliver Johnson
Editore
Edizioni Librarsi
Collana
FantasyGame

Se siete amanti delle sfide, dei giochi che sanno mettervi alla prova e siete appassionati del genera fantasy, allora Blood Sword è il librogame, anzi il FantasyGame che fa per voi.

Negli ultimi anni il fenomeno librogame è stato oggetto di una nuova rinascita con differenti diciture (libri interattivi, gamebook e per l’appunto FantasyGame) e, sebbene i fasti degli anni d’oro siano ancora lontani, l’interesse intorno a questo tipo di intrattenimento continua ad aumentare. La seconda giovinezza di questi libri vede un fiorire di nuovi titoli che giungono sul mercato cercando di riprendere e in certi casi di innovare la rodata formula nata negli anni ’80, ma talvolta si assiste anche a fedeli riedizioni di vecchie linee di pubblicazione. Blood Sword ricade proprio in quest’ultimo caso, e porta con sé tutto il gusto e il sapore dei titoli che negli anno ’80 hanno raccolto tanto successo.

Un mondo oscuro che attende l’arrivo degli eroi

Il Regno di Wyrd è il secondo titolo della linea editoriale Blood Sword e costituisce quindi la prosecuzione dell’avventura iniziata con I Labirinti di Krarth, sebbene in realtà ogni libro sia autoconclusivo e risulti perfettamente godibile anche giocato a sé, soprattutto considerando che I Labirinti di Krarth è una sorta di lunga introduzione alla vera saga che inizia proprio con Il Regno di Wyrd.
Se infatti nel primo libro il lettore si trovava a dover affrontare una sorta di gara tra maghi che lo avrebbe portato a superare temibili prove nei labirinti di Krarth, una vasta regione del mondo di Midgard, con Il Regno di Wyrd si entra nel vivo della saga che dà il nome alla linea, ossia alla saga di Blood Sword.
Lanciato immediatamente nella narrazione del libro il lettore scoprirà presto che qualcosa di maligno sta strisciando nell’ombra ed è pronto a emergere per inghiottire tutto. Questa minaccia è composta da I Cinque, i Veri Maghi più potenti che si siano mai visti e che stanno cercando di fare ritorno nel mondo di Midgard. I toni sono immediatamente cupi e apocalittici, infatti sembra che nulla possa impedire l’arrivo di queste potenti creature, eppure c’è ancora una speranza: un’arma avvolta in un’aura sacra che, come nelle migliori delle tradizioni fantasy, è stata spezzata e occorre ricongiungerne i pezzi per riportarla all’originario splendore e attingerne così il potere per fermare l’incombente minaccia.

Il Re Stregone

Come si può facilmente immaginare, l’arduo compito di riuscire a recuperare tutti i pezzi della spada Blood Sword, spetta ai protagonisti della storia, le cui azioni saranno guidate dal lettore. Quest’ultimo si troverà così coinvolto in un viaggio che lo porterà dalla regione di Krarth fino al Regno di Wyrd, dominio del Re Stregone, signore incontrastato di queste terre e soprattutto detentore dell’elsa della spada.
L’avversario è di quelli temibili, un despota dagli arcani poteri con i quali soggioga la popolazione riuscendo a leggerne la mente e la sua magia è talmente potente da permettergli persino di entrare nei sogni dei suoi sudditi.

Una nuova veste editoriale

Il Regno di Wyrd, così come tutta la linea editoriale di Blood Sword non è una vera novità del mercato, si tratta infatti di una nuova edizione di un libro che era approdato in Italia nei primi anni ’90 (l’edizione inglese risale al 1987), potendo godere, nell’attuale versione, di dimensioni più generose e una maggior cura a tutto tondo. Troviamo infatti una sovracopertina con una nuova illustrazione di grande impatto, carta di qualità migliore e una mappa di Midgard decisamente molto più dettagliata.
A esclusione di quanto segnalato, tutte le altre illustrazioni sono le stesse dell’edizione originaria, perfette nel mantenere l’atmosfera old school, ma al tempo stesso assolutamente di pregio. Si tratta infatti di illustrazioni inchiostrate molto ben dettagliate e fortemente evocative.

Un libro giocabile in multiplayer

Spesso giocando a un videogame ci si aspetta la presenza di una modalità multiplayer, mentre è sicuramente una cosa inusuale, ma molto gradita, sapere che anche i libri analogici possono avere questa funzione e Blood Sword ne è la prova.
Se in un normale librogame il lettore si trova infatti a guidare un unico personaggio, in Blood Sword è possibile affrontare l’avventura insieme ai vostri amici, sino a un massimo di quattro persone. Ciascuno potrà gestire la scheda di un personaggio dotato di proprie abilità specifiche e anche se solo uno dei giocatori avrà il compito di leggere i paragrafi del libro, le varie decisioni potranno essere prese in gruppo.
La caratteristica particolare sta nel fatto che ogni personaggio parte con un rango (livello), che varia in base al numero dei personaggi che parteciperanno. Ad esempio in un party completo di quattro personaggi, ciascuno di loro sarà di 3° rango, mentre con un numero inferiore di personaggi il loro grado salirà così da mantenere inalterato il bilanciamento generale.
È quindi anche possibile che un solo giocatore gestisca un gruppo di più personaggi, oppure che il libro venga affrontato in modalità classica da un giocatore con un singolo personaggio.

Il regolamento

Quando uscì la prima edizione di Blood Sword i librogame avevano già raggiunto un certo livello di maturità e questo ha permesso a questa linea di poter godere di un grado di complessità maggiore rispetto ad altri precedenti titoli sul mercato. Il sistema, pur restando semplice e lineare, è infatti piuttosto completo, e prevede ben quattro classi per i propri personaggi (Guerriero, Ladro, Saggio e Mago), ognuno con specifiche abilità di gioco che possono essere attivate autonomamente oppure richiamate direttamente all’interno dei paragrafi.
Il rango dei personaggi definisce sia il valore delle Caratteristiche (Combattività, Psiche, Intelligenza e Resistenza), che il danno inferto in un combattimento corpo a corpo.
I combattimenti vengono sempre accompagnati da una mappa tattica e anche se ovviamente non si può pretendere un’estrema profondità strategica, è possibile comunque impostare tattiche interessanti che permettano di riuscire a sopravvivere ai propri avversari, come posizionarsi in modo tale da non essere circondati o cercare di raggiungere vie di fuga (opzione mai da sottovalutare).
Le sfide vengono superate sommando il tiro di due dadi a sei facce e ottenendo un risultato pari o inferiore alla propria Caratteristica. A questo scopo ci si può dotare di dadi fisici, oppure utilizzare una tabella presente nel libro, che riporta una serie di numeri casuali da individuare “alla cieca” con la punta di una matita.

Consigliato a…

Sicuramente consigliato a tutti coloro che amano i librogame o che vi si stanno avvicinando e che al tempo stesso vogliono sperimentare un regolamento completo, che favorisce un maggiore coinvolgimento, il tutto con un’avventura old school ben scritta e dai toni epici.
Attenzione, i combattimenti sono particolarmente sfidanti, se amate quindi essere messi alla prova, questo è il titolo che fa per voi.

Conclusione

Il Regno di Wyrd è sicuramente un ottimo libro, la possibilità di utilizzare fino a quattro personaggi, da soli o con amici è un approccio davvero interessante e che offre la possibilità di rigiocare più volte secondo prospettive diverse. Le abilità speciali delle varie classi sono molto interessanti e influenzano l’approccio che si dovrà adottare nell’affrontare i combattimenti.
Questi ultimi vengono sempre gestiti mediante una mappa tattica, e il sistema prevede combattimenti in corpo a corpo, a distanza, così come la possibilità di fuga, insomma è un sistema che si potrebbe definire “avanzato” rispetto alla media dei titoli presenti sul mercato. Forse unico neo il fatto che ci si possa muovere di un numero illimitato di caselle, cosa che mitiga un po’ lo spessore strategico a cui punta tutto il resto del sistema.
La storia è affascinante e ben scritta, e vi porterà lungo un viaggio particolarmente impervio durante il quale affronterete creature tratte dalla tradizione fantasy e dal folklore nordico. L’atmosfera è ben tratteggiata e i pericoli dietro ogni angolo vi faranno percepire la tensione e la sensazione che qualcosa di malvagio sta per scatenarsi e che gli unici a poter fare la differenza siete proprio voi.
Lo sviluppo narrativo segue un binario abbastanza definito (solamente in un caso ci sarà la possibilità di affrontare una sorta di side-quest), ma potrete affrontare gli ostacoli applicando scelte e strategie differenti che possono o meno facilitarvi l’impresa. La stessa composizione del party può fare la differenza, ma non c’è una combinazione di personaggi che precluda la possibilità di superare le sfide che vi si pareranno dinanzi.
Il Regno di Wyrd si presenta quindi come un libro caldamente consigliato e che non dovrete farvi sfuggire. Lasciatevi conquistare dalla saga di Blood Sword e sarete sicuramente soddisfatti.

Blood Sword: Il Regno di Wyrd

Il Regno di Wyrd, secondo volume della serie librogame Blood Sword. Fantasy old-school alla ricerca dell’elsa della spada detenuta dal Re Stregone


Verdetto

Il Regno di Wyrd è un'esperienza coinvolgente, un'avventura old-school impegnativa e sfidante, che saprà sicuramente mettervi alla prova. Le meccaniche permettono un discreto approccio strategico, e la scelta della composizione del gruppo di personaggi offre spessore e una certa rigiocabilità. Se aggiungiamo una storia ben scritta ed epica, questo libro è un titolo sicuramente da giocare.

Pro

- giocabile in solitario o fino a 4 giocatori
- avventura epica e coinvolgente
- meccaniche avanzate

Contro

- la difficoltà di certe sfide potrebbe scoraggiare alcuni giocatori
- il movimento illimitato toglie un po' di spessore strategico