Cinema e Serie TV

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Sta per approdare su Disney Plus, la piattaforma streaming di casa Disney, Corto Circuito Stagione 2. Dopo una prima stagione di 14 cortometraggi, il 4 Agosto saranno disponibili su Disney+ 5 nuovi cortometraggi partoriti dal programma “Short Circuit”. Dove porterà questa volta la sperimentazione in casa Disney?

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Short Circuit è un programma Disney attivo dal 2016 che permette a tutti i dipendenti Disney Animation di presentare una proposta per un cortometraggio. La proposta è anonima, quindi il comitato Short Circuit deve valutare solo l’idea ed il suo potenziale. Agli autori delle proposte selezionate viene poi assegnato un budget (risicato) ed un team di talenti per portare sullo schermo un cortometraggio di (circa) 90 secondi.

Disney quindi si conferma interessata a sviluppare i nuovi talenti utilizzando i cortometraggi, nei quali spesso si trovano piccoli capolavori. Corto Circuito infatti non è il solo programma sperimentale di Disney, ma si affianca al progetto SparkShorts di Pixar, riservata ai corti realizzati con animazione 3D come il commovente Wing, e Launchpad, dedicata ai corti live-action.

I nuovi corti

La seconda stagione di Corto Circuito contiene 5 corti.

Dinosauro Barbaro: diretto da Kim Hazel. Per Dinosauro Barbaro combattere il male fa parte del lavoro di tutti i giorni, ma cosa succede quando si tratta di portare fuori la spazzatura? A volte anche un supereroe ha bisogno di fare pulizia.

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Tornare a casa: diretto da Jacob Frey. Una storia che parla di crescita e del significato di casa e che vede un giovane adulto tornare ripetutamente nella sua città natale, ma a ogni nuovo ritorno deve affrontare l’inevitabile: il cambiamento.

Attraversamento pedonale: diretto da Ryan Green. Un cittadino rispettoso della legge deve fare appello alla sua forza interiore per attraversare la strada a un semaforo che non cambierà mai colore.

Canzoni da cantare al buio: diretto da Riannon Delanoy. Due creature che vivono nelle profondità di una caverna oscura si scontrano in una battaglia sonora. Quando le cose si fanno più intense, si rendono conto che sono molto più forti insieme.

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Il n° 2 per Kettering: diretto da Liza Rhea. In una mattina uggiosa e ordinaria, una ragazza impara come il potere della risata possa sollevare anche il più scontroso tra i suoi compagni di autobus lungo il viaggio verso Kettering.

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

La premessa di Attraversamento pedonale è interessante, c’è quasi una vena satirica, anche se poi la storia si svolge su canoni noti e gag già viste: divertente, sì, ma non stupisce. Divertente anche il montaggio iniziale che mostra l’evoluzione della vita sulla terra dagli esseri unicellulari fino ad arrivare al protagonista, uomo piccolo e “medio” che compie una piccola ribellione decidendo di non obbedire ad un semaforo pedonale. Quasi a dire: “eoni spesi per evolverci, e poi ci facciamo comandare da un semaforo!”

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Dinosauro Barbaro si nota per la scelta di raccontare la storia come se fosse la sigla di un cartone e non il cartone stesso, con una colonna sonora modellata per rimanere in testa come le sigle dei cartoni degli anni ’80. Viene da chiedersi però quanto l ‘effetto nostalgia pesi nella visione di questo corto, e se alle nuove generazioni non sembrerà semplicemente anacronistico.

Tra le scelte più azzeccate c’è il montaggio di Tornare a casa, che riesce a veicolare con molta maestria tecnica la sensazione del mondo che cambia, e non in maniera continua e  graduale ma a grandi balzi, visto quanto poco spesso il protagonista può tornare nella sua città natale.

Corto Circuito Stagione 2, la recensione

Anche questa volta, i corti toccano quasi tutte le corde emotive, ma di nuovo Tornare a casa ha un tono diverso rispetto a tutti gli altri per la delicata tristezza che riesce a trasmettere. Tutti gli occhi si inumidiranno, ma per i fuori-sede e gli expat sarà un vero e proprio pugno nello stomaco, alleggerito leggermente dalla breve scena post-crediti che accenna al cerchio della vita di disneyana tradizione.

Lo stile spazia dalla grafica anni ’80 chiassosa e colorata di Dinosauro Barbaro alla grafica 3D di Attraversamento pedonale, Tornare a casa e Il n° 2 per Kettering (quest’ultimo con effetto claymation, plastilina animata). Sopra tutti, Canzoni da cantare al buio è una gioia per gli occhi. È il corto più sperimentale e spinge sui confini dell’animazione tradizionale con l’uso dei suoni che diventano volumi e linee di neon in un mondo tutto buio.

Conclusioni

A parte Riannon Delaney, che auspicabilmente potrà continuare il suo percorso di esplorazione del “suono visibile”, dal punto di vista tecnico questi corti osano un po’ di meno rispetto ad alcuni corti della prima stagione (come Jin Hua o Drop), ma rimangono sempre godibili. Ciò che è certo è che ben vengano questi progetti e si spera che Disney continui a dare possibilità a giovani creativi.