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DC – Marie Javins è la nuova editor-in-chief, prime indiscrezioni sul rilancio

Nella tarda serata è giunta la conferma, un po’ a sorpresa, che DC ha nominato Marie Javins nuovo editor-in-chief. La Javins succede a Bob Harras, una delle vittime illustri del taglio di personale che aveva investito la scorsa primavera la casa editrice e in generale tutto il conglomerato WarnerMedia.

La nomina giunge a sorpresa perché, nel nuovo assetto della casa editrice, fino a pochi giorni fa Marie Javins aveva diviso il ruolo con Michelle Wells di cui attualmente non si conosce il futuro né se rimarrà all’interno della casa editrice con un altro titolo.

La nuova DC sembra quindi assestarsi con un organigramma che prevede al vertice Pamela Lifford, Global Brands and Experience President, immediatamente sotto il General Manager Daniel Cherry III e Jim Lee che mantiene la carica di Chief Creator Officer e Publisher e infine proprio la Javins.

Marie Javins – chi è?

La notizia è della conferma di Marie Javins stata accolta con favore da addetti ai lavori, autori e appassionati più addentri al mondo dei comics. Questo perché la nuova editor-in-chief è una figura esperta nell’editoria a fumetti americana avendo prima come colorista e poi come editor per la Marvel che lasciò intorno al 2001. Prima di rientrare nel mondo dell’editoria a fumetti ha viaggiato per il mondo scrivendo guide turistiche e diventando anche publisher per una casa editrice in Kuwait!

Foto generiche

In DC ha rivestito precedentemente la carica di Formerly Executive Editor of Global Publishing Initiatives & Digital Strategy curando come editor diversi progetti fra cui l’evento Convergence, le pubblicazioni legate alle IP Hanna & Barbera, arrivate qualche anno fa in Italia grazie a RW Lion, e ha contribuito a lanciare il franchise DC Super-Hero Girls. Attualmente è anche l’editore dell’evento Dark Nights: Death Metal.

È ritenuta unanimamente il giusto compromesso fra la “vecchia guardia” più tradizionalista e l’apertura verso altre forme di pubblicazione che sembra essere la direzione che DC, o per meglio dire WarnerMedia, vorrebbe intraprendere già ad inizio 2021 prima con DC Future State e poi con un rilancio vero e proprio a marzo.

Prime indiscrezioni sul rilancio post-Future State

Pochi giorni fa vi avevamo parlato proprio del rilancio, ribattezzato ufficiosamente Omniverse. Il cuore di questo rilancio sarebbe l’idea di avere una continuity più malleabile che permetta una maggiore libertà agli autori e realizzare storie con qualsiasi versione dei personaggi che preferiscano – spiegazione semplicistica ma che rende bene l’idea.

L’approccio non sarà di tipo anarchico nella misura in cui le pubblicazioni non saranno sconnesse ma avranno un filo conduttore. Sembra che questo filo rosso sarà il one-shot che darà il via al rilancio a marzo, 80 pagine per un progetto modellato secondo quanto fatto dalla Marvel negli anni passati con i one-shot che aprivano (o chiudevano) determinate ere editoriali vedasi ad esempio Now!, Incoming o Fresh Start. Qualcosa ancora una volta di meno circoscritto per esempio del one-shot DC Universe Rebirth ma con la stessa ispirazione.

Rispetto a quanto trapelato negli ultimi mesi inoltre la Javins avrebbe lavorato alacremente per mantenere vivo l’apporto di alcuni veterani da unire a voci nuove. Il one-shot in questione dovrebbe vedere la partecipazione di Scott Snyder, James Tynion IV, Brian Bendis, Geoff Johns e Joshua Williamson mentre fra nella giradola di team creativi e nuove pubblicazioni spuntano di nomi di Tom Taylor, Ram V, Si Spencer, Joelle Jones, Bryan Hill, John Ridley, Mariko Tamaki e Sean Gordon Murphy.

L’idea di base è sempre quella lasciata intendere nelle ultime settimane: il ritorno del Multiverso basato su un concetto mai sfruttato pienamente e introdotto alla fine degli anni ’90 da Grant Morrison e Mark Waid ovvero l’Ipertempo (vedasi la run del primo su JLA e la miniserie Il Regno del secondo) con una correzione sostanziale da “tutto è accaduto, tutto ha delle conseguenze” a “tutto è accaduto, ma nulla è necessario”. 

È bene sottolineare un aspetto su cui si sta facendo molta confusione: il nuovo corso editoriale sarebbe dettato da esigenze legate alla accessibilità e alla rivendibilità in altri media delle storie e non per allineare/integrare l’approccio dell’universo cinematografico/televisivo a quello dei fumetti.

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