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DeLorean: 40 anni dalla prima produzione dell’iconica auto di Ritorno al Futuro

La DMC DeLorean (spesso denominata semplicemente DeLorean) è un’auto sportiva nonché l’unica automobile prodotta dalla DeLorean Motor Company (DMC) di John DeLorean per il mercato americano dal 1981 al 1983. La prima vettura destinata alla vendita fu completata il 21 gennaio 1981 e da quel momento furono prodotte circa 9.000 DeLorean prima che la produzione si fermasse alla fine di dicembre del 1982 quando la DMC dichiarò bancarotta. A distanza di 40 anni esatti dalla prima vettura prodotta, scopriamo insieme le origini di questa iconica vettura divenuta celebre per il franchise cinematografico Ritorno al Futuro del 1985.

Le origini tormentate della DMC DeLorean

Tutto ebbe inizio verso la metà degli anni ’70, quando vennero diffusi i primi dettagli sulla vettura della DeLorean Motor Company che presentava lo stesso nome dell’azienda, per permettere agli acquirenti di conoscere la nuova azienda automobilistica. Le voci iniziarono a circolare rapidamente, perché secondo esse la nuova vettura avrebbe avuto una miriade di caratteristiche avanzate e rivoluzionarie, come lo stampaggio elastico del serbatoio (ERM) per la produzione di un telaio in plastica unitaria, un motore rotativo Wankel centrale, airbag, paraurti capaci di resistere a urti fino a 16 chilometri orari e pneumatici Pirelli P7.

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William T. Collins, primo ingegnere e disegnatore, già capo ingegnere alla Pontiac, completò il primo prototipo della DeLorean DMC-12 nell’ottobre del 1976, ma nella versione finale dell’auto nessuna delle sopracitate caratteristiche sarebbe comparsa a causa dei costi di produzione molto alti. Ad esempio, la costruzione del motore era una delle più dispendiose economicamente e fu totalmente riconsiderata anche per risparmiare sul carburante in un periodo di scarsità mondiale di petrolio. Si optò, quindi, per un “classico” motore a iniezione che inizialmente veniva prodotto dalla Ford e prendeva il nome di Ford Cologne V6.

I problemi con il motore

Il primo prototipo proposto da Collins nel 1976 era conosciuto come DSV-1 o DeLorean Safety Vehicle. Con l’avanzare dello sviluppo tecnico e ingegneristico, il modello venne denominato DSV-12 e successivamente DMC-12 poiché l’azienda automobilistica americana puntava a un prezzo di listino di circa 12.000 dollari. Per far questo, però, ci furono nuovamente problemi con il motore tanto che quello della Ford venne abbandonato a favore del motore montato nelle Citroën CX 2000 in quanto ritenuta una scelta più affidabile ed economica. Tuttavia, il motore da 1.985 cc di Citroën, dopo alcune analisi progettuali, fu considerato troppo sottodimensionato, dal punto di vista della potenza, per la DeLorean.

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Quando Citroën venne a sapere dei piani di DMC per sovralimentare il motore suggerì all’azienda statunitense di trovarne un altro e alla fine venne scelto il motore V6 PRV a iniezione nato dalla collaborazione di due aziende francesi, Peugeot e Renault, e la casa automobilistica svedese Volvo. Di conseguenza fu confermato che la posizione del motore doveva essere spostata da quallea centrale ipotizzata per il primo prototipo a una più classica posizione posteriore già ipotizzata in un secondo prototipo. Quest’ultima fu proprio la configurazione finale che venne scelta anche nella fase finale, ovvero quella produttiva, dell’iconica DeLorean che tutti noi conosciamo.

I problemi con il telaio e gli interni

Per quanto riguarda, invece, il telaio questo era inizialmente previsto per essere prodotto da una tecnologia di produzione nuova e non ancora testata nota come stampaggio a serbatoio elastico  o Elastic Reservoir Moulding (ERM). Questa tecnologia, simile all’attuale stampa in 3D, avrebbe alleggerito il peso dell’auto, abbassato i consumi e ridotto i costi di produzione. Per la ERM la DeLorean aveva anche acquistato i diritti di brevetto, per poi rivelarsi inadatta durante la fase della produzione soprattutto perché l’interesse dell’azienda era rivolto verso la produzione di massa, mentre questa tecnologia si limitava alla produzione di poche unità.

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Per gli interni del primo prototipo, invece, questi erano significativamente diversi dal veicolo che poi venne prodotto. Il prototipo aveva una prominente barra per le ginocchia a tutta larghezza in quanto la DeLorean doveva essere un esempio di sicurezza e affidabilità. Dal punto di vista stilistico, inizialmente si pensava all’uso di una pelle marrone che doveva coprire i sedili, ma la mancanza di una vera imbottitura rendeva l’idea piatta e priva di confort rispetto ai sedili di serie. Sul cruscotto spiccava un volante centrale nero con un centro bombato destinato a contenere un airbag e un set completo di misuratori di sicurezza progettati dalla Stewart-Warner.

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Un sistema di allarmistica centrale controllava i vari livelli dei fluidi e avvisava persino del basso spessore delle pastiglie dei freni, ma fin dal prototipo gli ingegneri e i progettisti sospettavano che anche questa funzione non si sarebbe presentate sulle auto di produzione. Queste e altre modifiche al concetto originale portarono a notevoli pressioni sulla programmazione. Si riteneva che l’intera vettura richiedesse una riprogettazione quasi completa, che fu consegnata all’ingegnere Colin Chapman, fondatore di Lotus Cars. Chapman sostituì la maggior parte dei materiali non provati e delle tecniche di produzione con quelle allora impiegate da Lotus, come il telaio a spina dorsale in acciaio.

La messa in vendita della prima DeLorean e il fallimento dell’azienda

Dopo parecchi ritardi e superamenti dei costi, la produzione iniziò finalmente alla fine del 1980. In questo periodo DMC abbandonò ufficialmente il nome DMC-12 sulla sua auto dato che il prezzo di vendita base si aggirava sui 25.000 dollari e optò per il nome classico DeLorean. La progettazione vide anche la collaborazione del noto designer italiano Giorgetto Giugiaro (già designer della Lotus Esprit) il quale disegnò le iconiche e rivoluzionare porte ad ala di gabbiano e i pannelli esterni della carrozzeria in acciaio inossidabile spazzolato.

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L’auto venne presentata come un modello sportivo e iniziò la produzione nel dicembre 1980 con il primo veicolo di serie che uscì dalla catena di montaggio il 21 gennaio 1981. Purtroppo la DeLorean divenne ampiamente nota per la sua deludente mancanza di potenza e prestazioni assolutamente lontane dalle aspettative create dalla pubblicità, dal suo aspetto e soprattutto dal suo prezzo base. Sebbene la sua produzione sia stata di breve durata, l’auto è stata resa memorabile grazie alle sue apparizioni come macchina del tempo nel franchise cinematografico Ritorno al Futuro, ma fino a quel momento erano state vendute solamente 9.000 vetture di cui circa 6.500 ancora in circolazione.

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Per tutta la produzione, l’auto ha mantenuto il suo stile di base, sebbene siano state apportate piccole revisioni al cofano e alle ruote. Dopo nemmeno un anno, esattamente nel febbraio del 1982, la DeLorean Motor Company fu posta in amministrazione controllata per poi dichiarare il fallimento nell’ottobre dello stesso anno. La Consolidated International acquistò le DeLorean invendute e le vetture parzialmente completate ancora in linea di assemblaggio. Da questo fortunoso evento uscirono fuori circa 200 DeLorean che vennero messe sul mercato il 24 dicembre 1982.

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Come se non bastasse, sempre nell’ottobre del 1982 John DeLorean venne arrestato per traffico internazionale di cocaina da un agente dell’FBI sotto copertura, per poi essere prosciolto dopo due anni. Lo stesso Chapman morì sempre nel 1982, quando era sull’orlo dell’arresto dopo che era stato scoperta la truffa di ben 10 milioni di dollari in nero architettata dallo stesso DeLorean per far sì che la produzione della DMC-12 non fallisse.

Tra insuccessi di vendita e scarsa programmazione

Prima della messa in vendita delle DeLorean, il pubblico era talmente incuriosito da esserci una vera e propria lista d’attesa di acquirenti ansiosi, molti dei quali pagarono fin da subito il prezzo consigliato, tuttavia quell’esuberanza si placò molto rapidamente e la produzione ben presto superò di gran lunga il volume delle vendite. L’ottobre del 1981 fu il mese che registrò il più alto numero di vendite dell’azienda con ben 720 veicoli venduti, ma a dicembre gli Stati Uniti entrarono in recessione e i tassi di interesse aumentarono, il che influì ulteriormente e negativamente sulle vendite.

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Nonostante ciò, invece di ridurre la produzione, John DeLorean decise di raddoppiarla, aumentando ulteriormente il portafoglio di auto invendute. Alla fine del 1981, DMC aveva prodotto 7.500 auto, ma ne aveva vendute appena 3.000. Come se non bastasse, a gennaio del 1982 la vendita fu di sole 350 unità peggiorando ulteriormente la situazione economica dell’azienda automobilistica. Questo portò, nel febbraio del 1982, a porre la DMC in amministrazione controllata. Nello stesso anno, le auto invendute dell’anno precedente furono deprezzate nella speranza di fare spazio alle nuove versioni più costose.

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A marzo, vennero inviati telegrammi a tutte le 343 concessionarie DMC chiedendo a ciascuna di acquistare almeno sei auto per aiutare a salvare l’azienda. Purtroppo, però, nessuno dei rivenditori accettò l’invito anche perché il numero di scorte invendute era davvero alto e questo portò l’azienda a cessare la produzione alla fine di maggio del 1982. Un altro tentativo di migliorare le sorti si ebbe nel luglio del 1982 quando l’azienda decise di offrire ai concessionari degli sconti speciali e una garanzia di 5 anni o 50.000 miglia (80.000 km) e altre 12.000 miglia (19.000 km) assicurate da un’importante azienda di assicurazioni tutto pagato da DMC.

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Nonostante le buone intenzioni, anche queste politiche non portarono ad alcun successo e quindi Bruce McWilliams, VP Marketing di DMC e successivamente Presidente ad interim di DMC America, dopo aver rassegnato le dimissioni, dichiarò esplicitamente che l’auto non sarebbe mai stata venduta nelle modalità e nelle quantità previste da John DeLorean. A tal proposito, inoltre, per tenere nascosti i fallimenti, quando DMC chiuse vennero sparpagliate e perse tutte le informazioni inerenti alla produzione e i dati di produzione della DeLorean non sono mai stati verificati sulla base dei registri ufficiali di fabbrica.

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Nonostante alcune lacune inspiegabili, sulla base delle informazioni fuoriuscite negli anni, i proprietari sono stati in grado di mettere insieme la quantità approssimativa di DeLorean prodotte e vendute, ma in ogni caso quando Consolidated International acquisì le auto invendute e parzialmente assemblate nel novembre 1982, riuscì a riportare i lavoratori in fabbrica per completare le auto rimaste incomplete nella catena di montaggio. Da quel momento si decise di “annullare” quantomeno psicologicamente la memoria dei precedenti fallimenti e di trasformare le restanti auto dell’anno 1982 completate in modelli 1983. Tutte le vetture rimaste, quindi, vennero trasformate in nuove vetture con tanto di cambio del codice vettura che vide l’aggiunta del numero 5000 e il cambio del termine “CD” in “DD” creando un modello apparentemente nuovo, ma dalla natura classica. Questo portò alla produzione totale stimata di circa 8.975 auto dal 1981 al 1983.

I modelli unici e speciali della DeLorean

Della DeLorean esistono alcuni modelli speciali e unici. Il primo venne realizzato nel marzo del 1975 quando DMC stipulò un contratto con Italdesign per far disegnare a Giorgetto Giugiaro la nuova auto sportiva. John DeLorean e Bill Collins approvarono uno dei tanti progetti e il modello di styling realizzato in epo-wood (struttura in legno con uno speciale intonaco epossidico) venne spedito all’ufficio della casa automobilistica il 31 luglio 1975. Questo modello sarebbe servito per la realizzazione del prototipo e fu il primo esempio a grandezza originale della DeLorean. Quest’ultimo venne poi modificato nel primo trimestre del 1979 per mostrare il design rinnovato utilizzato nella produzione ufficiale. Il modello è stato donato all’Ulster Folk and Transport Museum, a Cultra, nell’Irlanda del Nord, dove è ora in mostra.

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Dopo il prototipo in legno, vennero realizzati i due prototipi sopracitati chiamati Prototipo 1 e Prototipo 2. Il primo venne venduto all’asta fallimentare nel 1984 per 37.000 dollari. L’auto è rimasta in una collezione privata fino al 2005 quando è stata acquistata dal Museo AACA di Hershey in Pennsylvania. Il Prototipo 2, invece, venne inviato alla Lotus Cars per lo sviluppo e la valutazione nel 1978, ma negli anni ’90 fu distrutto. Dopo i prototipi, però, vennero prodotte anche delle vetture pilota, 28 per l’esattezza. Queste presentavano degli interni leggermente diversi e i finestrini laterali scorrevoli. Servivano per valutarne l’interesse del pubblico e per realizzare il collaudo normativo prima della messa in vendita. Tuttavia, si è scoperto che alcune delle vetture pilota sono sopravvissute e sono di proprietà di privati.

La versione per la NADA e quella dotata di turbocompressore

Nel 1980, DMC pianificò di mostrare alla NADA (National Automobile Dealers Association) una versione finale “di produzione” della DeLorean, tuttavia non c’erano macchine pronte al momento o persino pannelli di acciaio inossidabile in produzione. In precedenza, nell’estate del 1979, il modello progettato da Giugiaro venne spedito alla Visioneering, un’azienda con sede a Detroit, per creare i dati necessari per realizzare gli stampi per i pannelli inossidabili e produrre, così, il progetto da mostrare alla NADA.

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Utilizzando un prototipo di telaio fornito dalla Lotus alla fine del 1979, Visioneering completò l’assemblaggio di questa vettura al costo di 750.000 dollari. L’auto fu presentata al salone NADA del 1980 e successivamente è stata utilizzata per lo sviluppo ingegneristico e la formazione tecnica, nonché per le foto per la stampa. L’auto Visioneering alla fine sarebbe stata venduta all’asta fallimentare alla fine del 1984 per 21.000 dollari.

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Dopo la prima produzione, si decise che la DeLorean necessitava di potenza aggiuntiva soprattutto quando i test su strada delle riviste automobilistiche mostravano tempi da 0 a 60 mph (0-97 km / h) tra i 9,5 e i 10,5 secondi, mentre i suoi rivali avevano tempi compresi tra i 7,5 e gli 8,5 secondi. All’inizio si pensò di realizzare un turbocompressore proprietario, ma lo staff tecnico era impegnato con altri progetti, quindi DMC decise si sviluppare in seguito una versione turbo prendendo accordi con aziende del settore.

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DMC stipulò un contratto con Legend Industries, una società che aveva avuto precedenti successi con la turbocompressione della Fiat Spider per Fiat USA. DMC voleva aumentare la potenza senza sacrificare l’efficienza del carburante. Legend, quindi, utilizzò due turbo IHI RHB52 insieme a due intercooler. Il risultato fu un motore in grado di accelerare dolcemente in quinta marcia da 1.500 giri / min a pieno turbo boost a 2.500 giri / min, raggiungendo 150 mph (240 km / h) a 6.500 giri / min.

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Legends Industries riuscì a convertire solo quattro DeLorean (due auto twin-turbo e due auto single-turbo). In un test eseguito al Bridgehampton Raceway nel 1981, la DeLorean biturbo fu più veloce di una Ferrari 308 e di una Porsche 928. John DeLorean fu così impressionato dal motore che si impegnò a ordinare 5.000 motori dalla Legend Industries perché prevedeva di offrire un motore turbocompresso come opzione da 7.500 nel 1984. Prima che una qualsiasi delle 5.000 auto ipotizzate potesse essere messa in produzione, DMC aveva già dichiarato bancarotta e ciò portò la stessa Legend Industries, così come altri fornitori, al fallimento.

Le versioni dorate e quelle con la guida a destra

Per il Natale del 1980, una promozione della DeLorean in collaborazione con American Express prevedeva di vendere 100 DeLoreans placcate oro 24 carati per 85.000 dollari ciascuna ai suoi membri con tessera oro, ma solo due furono vendute. Uno di questi esemplari venne acquistato da Roger Mize, presidente della Snyder National Bank a Snyder, in Texas. Questa vettura, con il nome in codice di VIN #4301, dotata di cambio automatico e interni neri, rimase nell’atrio della banca per oltre 20 anni prima di essere prestata al Petersen Automotive Museum di Los Angeles. La seconda American Express DeLorean venne acquistata da Sherwood Marshall, un imprenditore ed ex ufficiale della Marina canadese. Questa vettura, VIN #4300, è dotata di cambio manuale e interni marrone sella. Marshall ha donato la sua DeLorean alla William F. Harrah Foundation / National Automobile Museum di Reno, Nevada.

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Una terza auto placcata in oro è stata assemblata con i pezzi di ricambio richiesti da American Express nel caso in cui una delle altre due costruite fosse danneggiata. Tutte le parti placcate in oro necessarie erano realizzate su misura, ad eccezione di una porta che è stata acquistata in seguito. L’auto venne comprata per la prima volta dal vincitore di una lotteria e questa, numero di telaio 20105, è in una collezione privata. Esistono altre due DeLorean placcate in oro commissionate da privati ​​(una è VIN #1542) ma la loro ubicazione è sconosciuta.

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Le DeLorean erano destinate principalmente al mercato americano. Tutti i modelli di serie erano quindi con guida a sinistra, ma già nell’aprile del 1981 DMC era consapevole della necessità di produrre una versione con guida a destra (RHD) da fornire ai mercati mondiali, in particolare al Regno Unito. DMC ha dovuto scegliere se costruire da zero modelli con guida a destra o eseguire una conversione in post-produzione.

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Dato il costo elevato di eventuali nuovi stampi per la carrozzeria, per le attrezzature e per una serie di parti specifiche che una configurazione con guida a destra costruita in fabbrica avrebbe richiesto, la società ha deciso di studiare l’idea di una conversione post-produzione utilizzando una società britannica con sede ad Andover chiamata Wooler-Hodec. Circa 30 delle prime DeLorean furono spedite alla Wooler-Hodec e le migliori 20 dovevano essere convertite in RHD, tuttavia solo 13 furono completate prima che DMC entrasse in amministrazione controllata. Questo portò alla chiusura e al fallimento anche della Wooler-Hodec.

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Vennero costruite altre tre auto con guida a destra autorizzate dalla fabbrica. Queste, conosciute come auto AXI, furono immatricolate e prodotte dalla fabbrica dell’Irlanda del Nord della DMC e presentavano delle piccole differenze funzionali rispetto alle auto della Wooler-Hodec. Dopo la liquidazione di DMC, molte delle auto furono vendute in varie aste nel Regno Unito. Alcune tra quelle non ancora convertite, vennero autonomamente modificate da ex dipendenti della Wooler-Hodec e ingegneri della DMC. In totale si contano otto conversioni RHD post-fabbrica.

La versione “macchina del tempo” di Ritorno al Futuro

Infine il progetto più ambizioso fu quello della DeLorean modello “macchina del tempo” nella trilogia cinematografica Ritorno al Futuro. Durante la produzione vennero utilizzati sei chassis originali della DeLorean, insieme a un modello speciale realizzato in fibra di vetro per scene in cui era necessaria una DeLorean a grandezza naturale per “volare” realmente. Esistono ancora solo tre auto, dato che alcune furono distrutte, come quella della fine di Ritorno al Futuro – Parte III, abbandonate o demolite, come la replica in fibra di vetro. Gli Universal Studios possiedono due delle auto rimanenti le quali vengono occasionalmente messe in mostra o usate per altre produzioni. La terza, completamente restaurata, può essere vista al Petersen Automotive Museum di Los Angeles.

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Il funzionamento di quest’auto era molto particolare. Per viaggiare nel tempo a bordo della DeLorean di Ritorno al Futuro, si dovevano azionare i circuiti temporali (anche detti tempo-circuiti o circuiti del tempo) inserendo una chiave. Con l’accensione si visualizzavano tre display a sette segmenti (dall’alto verso il basso): uno rosso, uno verde e uno giallo, che indicavano rispettivamente la data e l’ora impostate come destinazione, la data e l’ora a cui ci si trova e la data e l’ora da cui si è partiti l’ultima volta che la macchina è stata usata. Si impostavano quindi data e ora di destinazione sul display tramite una tastiera, poi si doveva accendere il motore e accelerare fino 141,6 km/h.

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Raggiunta tale velocità, il flusso canalizzatore si attivava, la DeLorean spariva all’interno di un lampo di luce blu, lasciando sulla strada due strisce di fuoco e il veicolo ed i suoi occupanti si ritrovavano alla destinazione temporale impostata. L’assorbimento di energia del trasferimento temporale determinava un forte raffreddamento della DeLorean: una volta arrivata a destinazione, la macchina era ricoperta di ghiaccio. Il veicolo si spostava solo nel tempo: al netto dello spostamento del punto di partenza e di arrivo dovuto alla rotazione della Terra, la posizione della macchina alla fine del salto temporale coincideva con quella di sparizione all’inizio del salto stesso.

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Nella prima bozza della sceneggiatura di Ritorno al futuro la macchina del tempo consisteva in un dispositivo laser all’interno di una stanza. Nella seconda stesura gli autori immaginarono un frigorifero, ma lo stesso regista Robert Zemeckis ha spiegato in un’intervista che l’idea fu respinta per timore che i bambini, nei loro giochi ispirati ai film, si rinchiudessero nei frigoriferi e potessero rimanervi intrappolati. Nel terzo progetto del film la macchina del tempo diventò un’autovettura, poiché Zemeckis pensò che un dispositivo temporale che il viaggiatore potesse portare sempre con sé fosse la soluzione migliore dal punto di vista narrativo.

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La DeLorean DMC-12 fu specificatamente scelta come modello di autovettura per realizzare la macchina del tempo perché la carrozzeria sportiva in acciaio inox rendeva plausibile la scena in cui Marty, appena giunto nel 1955, finisce nel granaio dei Peabody, che, svegliati dal fracasso, scambiano la vettura per un’astronave aliena e, vedendo uscire Marty dalle caratteristiche portiere ad ali di gabbiano, pensano che sia un alieno mutato in forma umana. Il dipartimento artistico fu incaricato di disegnare bozzetti per la struttura della DeLorean e il primo artista ad affrontare il tema fu Andrew Probert.

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Il produttore Bob Gale, però, reputò i suoi disegni “troppo perfetti” perché l’aspetto della DeLorean, secondo lui, doveva essere “più arrangiato e più pericoloso”. Il compito fu poi affidato a Ron Cobb, a cui si devono le ventole e il reattore nucleare sul retro del veicolo. Dopo aver apportato le modifiche al veicolo, Probert tornò per finire il disegno della DeLorean e portarla alla sua forma definitiva. Alla fine del primo film della trilogia le ventole diventarono il sistema di propulsione per il miglioramento della vettura che, dopo essere stata nel futuro, ha potuto anche volare grazie alla “conversione hover”.

La DeLorean oggi

Nel 1995, Stephen Wynne, un meccanico automobilistico di Liverpool, creò una società separata con sede a Humble, in Texas, utilizzando il nome DeLorean Motor Company. Wynne acquistò e utilizzò il marchio stilizzato DMC, insieme a tutte le parti rimanenti dell’originale DMC. Dopo l’approvazione del Low Volume Vehicle Manufacturing Act, DMC Texas annunciò di voler produrre una replica della DeLorean prevedendo la realizzazione di circa 50 veicoli all’anno in sei anni con un prezzo di vendita stimato di 100.000 dollari. DMC Texas, però, ha incontrato degli ostacoli come la riproduzione di parti non più disponibili da vecchie scorte e la ricerca di un fornitore di motori.

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Nel 2016 si è tornati a parlare della nuova produzione di DeLorean, ma la NHTSA, che controlla la sicurezza di tutti i prodotti che vengono lanciati sul mercato (pari all’ente Euro NCAP che lavora in Europa) aveva bloccato il tutto. Nei primi mesi del 2020, però, sembrava che la produzione della famosa auto di Ritorno al Futuro stesse per tornare attiva integrando tutti i pezzi dei modelli vecchi con quelli più moderni, per la realizzazione di una vettura speciale.

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L’abitacolo sarebbe stato aggiornato e rivisitato con l’introduzione di tutte quelle funzioni che vediamo oggi sulle normali vetture di produzione moderna come il climatizzatore, sedili riscaldati e computer di bordo. Non sarebbero dovuti mancare nemmeno i nuovi dispositivi di connettività e sicurezza, un impianto audio di ultima generazione, fari al LED e un motore che avrebbe superato i 350 cavalli di potenza. La produzione avrebbe visto la realizzazione di circa 325 auto ogni anno vendute al prezzo di 100.000 dollari circa. Allo stato attuale, però, anche a causa dei problemi causati dal Covid-19, non si hanno informazioni più precise.

Capiamo che acquistare una DeLorean nuova di zecca, oltre ad essere complicato, è molto dispendioso. Per questo motivo potreste acquistare la versione della Playmobil che è tra le edizioni da gioco più apprezzate in commercio.