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Discesa all’inferno: La Cattedrale, la recensione del capitolo finale dell’inferno di Garth Ennis


Discesa all’inferno: La Cattedrale
Genere
Horror
Autore
Garth Ennis, Goran Sudzuka
Editore
saldaPress
Collana
AfterShock Comics

Ogni volta che si decide di leggere un fumetto firmato da Garth Ennis, si decide di accettare una sfida con l’autore. Ennis è uno dei pochi sceneggiatori capace di passare con disinvoltura da un genere narrativo all’altro, come dimostra la sua ricca produzione, costellata di storie come la sua run sul Punitore o il più sarcastico Jimmy’s Bastards, sino alla sua passione per le storie di guerre, celebrati in volumi come Dreaming Eagle. Ad essere però interessante è il suo modo di affrontare il paranormale, andando a toccare corde emotive che affondano nell’oscurità dell’animo umano. Una tendenza che trova piena manifestazione in Discesa all’inferno.

Discesa all’inferno: la critica sociale di Ennis

Discesa all’inferno, pubblicato in Italia da saldaPress, è la manifestazione della visione oscura dell’uomo di Ennis. Come spesso accade, l’autore si lascia suggestionare dalla quotidianità, andando a creare una particolare sinergia tra diversi generi, in cui l’orrore quotidiano trovi una perfetta integrazione all’interno di differenti contesti narrativi. Una visione che lo stesso autore commentò all’uscita del primo arco narrativo, raccolto da saldaPress nel volume Il Magazzino

“Sono passati parecchi anni dal mio ultimo fumetto horror, Crossed, uscito nel 2008 come atto di protesta all’amministrazione Bush, dove erano centrali spunti come il disordine o la rassegnazione. Anche Dicesa all’inferno ha questo scopo, vuole essere un coro contrario all’attuale amministrazione, in cui affronto corruzione, inadeguatezza e il ricomparire di una perfidia apparentemente dimenticata. Per me, era giunto il momento di calarmi nuovamente nell’oscurità”

Difficile immaginare una dichiarazione di intenti più chiara e lampante di questa. Discesa all’inferno, va detto, è una lettura sconsigliata a chi cerca una storia rilassante e accogliente. La verve narrativa di Ennis in questa storia sceglie di essere graffiante, impietosa e acida, non vuole nascondere al lettore la verità, per quanto romanzata, della società americana attuale, almeno secondo la percezione di Ennis. Il malcostume e vizi della società americana, l’affrontare l’oscurità dell’animo umano sono le forze motrice di questa storia, in cui Ennis decide di mettere i protagonisti a confronto con un vero inferno in terra (non a caso il titolo originale è A Walk Thorugh Hell, letteralmente un viaggio attraverso l’inferno)

Un magazzino o l’inferno?

E questo inferno inizia in un magazzino. Una struttura apparentemente anonima, in cui due agenti dell’FBI, Shaw e McGregor, entrano in cerca di colleghi apparentemente scomparsi durante un’indagine di routine. Se la Shaw è l’agente matura con un approccio cinico alla vita, McGregor rappresenta il giovane ancora deciso a non vendere l’anima, a mantenere saldi i propri principi. Sin dal loro arrivo davanti all’inquietante magazzino, l’atmosfera è elettrica e portatrice di una sensazione latente di inquietudine, che lentamente si insinua nella narrazione.

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Una volta entrati nella struttura, i due agenti si ritrovano a vedere i colleghi dispersi in condizioni umanamente impossibili, imprigionati in un incubo di non morte che sembra un girone dantesco spinto all’estremo della sofferenza e della dannazione. Ennis non perde tempo nel creare la perfetta sinergia tra la parte più investigativa della storia e il contesto emotivo, andando a creare una tensione narrative che avviata in Il Magazzino diventa esplosiva nel secondo e conclusivo capitolo, La Cattedrale.

Ennis predispone il lettore in Il Magazzino, ma in La Cattedrale non si pone alcun limite. Dopo averci fornito i dettagli di base del passato di Shaw e McGregor, Ennis si addentra non solo nell’indagine che li ha portati ad un punto di rottura, ma strappa la loro scorza e mette a nudo in modo brutale e impietoso il loro vissuto interiore. Soprattutto, viene data una particolare attenzione alla figura di McGregor, che Ennis utilizza per ribadire come ci saranno sempre anime oscure che tenderanno sempre a dominare le personalità più oneste e pure, anche inorridendole per la scoperta di quanto buia e profonda possa esser la perfidia umana.

Ennis non cerca di motivare il lato oscuro dell’anima umana, ne spiega le origini senza vedere in esse una scusante ma solo una manifestazione, incarnata al meglio dal ruolo del pluriassassino Carnham. Ennis confonde il lettore con un continuo cambio di punto di vista, presentando il cuore della trama dai differenti punti di vista dei protagonisti, senza sosta, tra flashback e suggestioni individuali, cone solo Carnham a fungere da  riferimento per seguire questa angosciante discesa nella colpa e nella rassegnazione.

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In La Cattedrale è ammirevole la costruzione dell’intensità emotiva messa in piedi da Ennis, giocata non solo sulla definizione della trama, ma soprattuto sul ruolo di figure disturbanti e caratterizzate da un forte contrasto emotivo con il lettore. Verrebbe da chiedersi quale incubo abbia sognato Ennis prima di realizzare Discesa all’Inferno, ma ad una lettura più attenta i dialoghi si rivelano la chiave vincente per comprendere questa narrazione violenta e opprimente. Discesa all’inferno ha un’anima volutamente grottesca in certi passaggi, ma che mantiene il lettore legato a questo mondo onirico e oscuro in modo impeccabile.

Ritrarre l’incubo di Ennis

Risultato ottenuto anche grazie agli ottimi disegni di Goran Sudzuka. La Cattedrale è un fumetto principalmente d’atmosfera, in cui manca una componente d’azione, portando il disegnatore a lavorare in modo attento alla realizzazione dei personaggi, sia per il linguaggio corporeo che per le espressioni del viso. Sudzuka in delude, i suoi personaggi sono sempre intensi, realizzati con un tratto pulito e privo di inutili abbellimenti, che trovano spazio in gabbie libere e capaci di esaltare questa complessità, sfruttando anche  espedienti come i messaggi di un telefonino, paragonabili a didascalie di una storia che il lettore spia in modo subdolo.

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Sudzuka si supera nel ricreare l’architettura gotica della Cattedrale, perfetta elaborazione del dramma ordita da Ennis resa fisica nella sua manifestazione: opprimente, gotica, inquietante. Una complessità narrativa che Sudzuka padroneggia alla perfezione, ribadendola nelle rare immagini in cui ritrae i supplizi dei personaggi, una visione di punizione infernale orripilante, disturbante, eppure capace di suscitare un moto di compassione anche nei confronti di questi pessimi esempi di umanità. Suzuka riesce a scatenare queste emozioni nel lettore non basandosi su un racconto visivo splatter o volutamente

Conclusioni

Discesa all’inferno è una lettura inquietante, opprimente e graffiante, capace di travolgere e lettore, sorprendendolo con un’ottima scansione dei ritmi narrativi ed una progressiva definizione dell’angosciante trama di Ennis. Non è un’esperienza facile, ma resta una delle più interessanti proposte del ricco catalogo saldaPress.

Discesa all’inferno: La Cattedrale

Gli agenti speciali Shaw e McGregor sono ancora bloccati in un magazzino di Long Beach, immersi in una realtà distorta, perduti in una dimensione completamente governata dall’orrore. E, lasciandosi alle spalle qualunque forma di normalità, a ogni nuovo passo diventa loro più chiaro quanto sia smisurato l’incubo in cui sono precipitati. La notte sta ormai finendo: antichi peccati e vecchie menzogne che continuano a essere raccontate rischiano di provocare una nuova, terrificante alba infernale per tutti gli uomini. “La cattedrale” raccoglie i numeri 6-12 della serie scritta da Garth Ennis e disegnata da Goran Sudzuka.


Verdetto

La Cattedrale è il capitolo conclusivo di Discesa all'inferno, il fumetto dalle tinte horror ideato da Garth Ennis. Un mix di investigazione e paranormale, disturbante e graffiante, Discesa all'inferno è una lettura particolare, adatta a chi cerca una storia inquietante e che indaghi nell'oscurità dell'animo umano

Pro

- Storia inquietante e ben scandita
- Ennis non si smentisce mai
- Emotivamente coinvolgente

Contro

- Alcuni passaggi sono molti forti