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Dragon Ball Z: quando (non) è l’eroe a sconfiggere il cattivo

Son Goku è il protagonista di Dragon Ball, ma non solo non è il personaggio più forte della serie,non ha nemmeno mai sconfitto con le sue sole forze nessuno dei villain principali della saga, questo perché la morale alla base della serie è un'altra.

Son Goku è uno dei personaggi più forti e popolari nell’iconografia globale, eppure contro ogni aspettativa, nella serie che lo ha reso maggiormente celebre di quelle in cui è protagonista, Dragon Ball Z, non è mai stato determinante nella sconfitta dei più grandi villain della saga.

Il decalogo degli shonen manga (letteralmente, “fumetti per ragazzi”), suggerisce diverse regole schematiche che a discapito dell’opera di turno tendono a ripetersi con una certa frequenza. Uno degli schemi più utilizzati, consolidato anche nelle opere occidentali, viene rappresentato proprio dall’eroe che a seguito di diverse peripezie svolte per accrescere il proprio potenziale e maturare, sconfigge il cattivo. In Dragon Ball questa è stata la prassi contro l’Esercito del Red Ribbon e nello scontro contro il Grande Demone Piccolo, eppure curiosamente, in Dragon Ball Z non lo è mai. Quante volte infatti l’intervento di Goku è stato determinante nella sconfitta dei nemici principali della serie? Neanche una, ma andiamo con ordine ripercorrendo gli eventi principali della serie, insieme.

La saga dei Saiyan

Quando i Saiyan arrivano sulla Terra, per Goku cominciano i guai. Non gli è infatti bastato unire le forze a Piccolo per avere la meglio contro Raditz; Goku non è stato all’altezza dello scontro con il fratello maggiore, e per salvare la vita di suo figlio Gohan, non ha potuto fare altro che scegliere di sacrificare la propria vita per permettere al namecciano di uccidere il nemico con la nuova potente tecnica da lui ideata: il Makankosappo, un fascio energetico a spirale che trapassa la carne del guerriero Saiyan da parte a parte.

Dragon Ball

Successivamente Goku, nonostante il rigido addestramento al quale si sottopone per migliorare la propria potenza offensiva, una volta sconfitto Nappa non riuscirà ad avere la meglio neanche con Vegeta, l’orgoglioso Principe dei Saiyan. L’elite della razza guerriera verrà sì insidiata dal guerriero di basso rango, ma non ne verrà sconfitto. Anche spingendosi contro i propri limiti, Goku non riuscirà a debellare Vegeta, che verrà messo in fuga dapprima dall’aiuto (improbabile) di Yajirobei che con la propria katana taglierà la coda al guerriero nella sua forma scimmiesca facendolo tornare a fattezze umane; e successivamente gravemente ferito dall’alleanza di Gohan e Crilin che lanceranno la Sfera Genkidama, tecnica che Goku, ormai con le ossa a pezzi, non riuscirà ad eseguire di persona. Ed è proprio con questa saga che i cliché ed i luoghi comuni dei manga di genere iniziano a scricchiolare: è il lavoro di squadra a trionfare, non più l’eroe da solo che nonostante tutti gli sforzi profusi, non riesce ad eguagliare le incredibili capacità del nemico.

La saga di Freezer

Mentre Bulma, Crilin e Gohan si dirigono sul Pianeta Namecc per trovare le Sfere del Drago originali e riportare in vita Piccolo ed il Dio della Terra, in attesa che nella Torre di Karin fioriscano nuovi senzu, Goku si ritrova ricoverato in ospedale. Infatti, nel corso della prima parte di quest’arco narrativo, il nostro eroe è fuori dai giochi, e solo una volta guarito può salire a bordo dell’astronave costruita appositamente per lui dal Dr. Brief per raggiungere il pianeta natale dei namecciani. Intanto, suo figlio e i suoi amici non sono soli: sul pianeta ci sono anche i numerosi soldati dell’esercito di Freezer, potente e spietato tiranno alieno che venuto a conoscenza dell’esistenza delle Sfere del Drago, desidera radunarle per chiedere l’immortalità. Mentre Goku si allena ad una gravità superiore alla norma per recuperare il tempo perduto, i nostri devono prima vedersela con i tirapiedi di Freezer, Zarbon e Dodoria, e successivamente sono costretti a stringere un’improbabile alleanza col redivivo Vegeta per sconfiggere la Squadra Speciale Ginew, formazione d’assalto composta da avversari ben oltre la loro portata. Tuttavia l’allenamento di Goku sembra aver dato i suoi frutti, ed insieme alle incredibili capacità rigenerative insite nel genoma dei Saiyan che rendono più forte l’organismo quando ci si riprende da ferite mortali, Goku riesce a salvare i propri compagni dagli assalti di Reekom, Burter e Jeeth, venendo tuttavia colto di sorpresa dal Capitano Ginew, un avversario che ha già superato in potenza, ma che utilizza la strategia cogliendolo di sorpressa scambiando il proprio corpo con il suo. Gravemente ferito da Vegeta, Goku riesce a rientrarne in possesso, ma ha bisogno di curare le proprie ferite.

Dragon Ball

Nel frattempo Freezer, irritato per il furto delle Sfere del Drago e privato dei suoi soldati, muove in prima persona la sua efferata vendetta contro i nostri eroi uccidendo un Vegeta in lacrime, proprio davanti agli occhi del nostro Kakaroth, deciso a fermare il tiranno una volta per tutte. I progressi di Goku spingono Freezer a compiere una trasformazione dopo l’altra, fino a giungere a quella più potente, che non solo gli permette di sopravvivere ad un’enorme Sfera Genkidama, ma anche di uccidere Crilin. La consapevolezza di non poter rivedere più il suo miglior amico già riportato in vita dalle Sfere del Drago terrestri, fa sì che Goku perda il controllo come mai prima e si trasformi nel biondo Super-Saiyan, il guerriero della leggenda che Vegeta credeva di essere diventato poco prima di morire e l’unico nemico con cui Freezer temeva di dover avere a che fare. Nonostante Goku sia indiscutibilmente superiore al suo nemico, Freezer riesce a sopravvivere tanto alle devastanti onde energetiche lanciate dal suo rivale quanto all’esplosione di Namecc che lui stesso ha causato, e torna sulla Terra accompagnato da suo padre, King Cold per distruggere il pianeta intenzionato a vendicarsi di Goku sperduto ancora nello spazio. Ma dovrà fare i conti con un altro avversario, un misterioso Super-Saiyan che riesce ad uccidere entrambi senza alcuno sforzo, e con grande sorpresa di tutti, per la seconda volta, non è Goku a salvare la situazione.

La saga di Cell

In quella che sarà la saga più cupa e matura della serie, Goku finisce braccato da una doppia minaccia: una è un virus senza cura che attenta alla sua vita causandogli una grave malattia cardiaca, l’altro è un vecchio nemico che si riaffaccia in superficie dopo aver covato vendetta per molti anni, l’Esercito del Red Ribbon, ora vivo nello spirito del Dr. Gero, intenzionato a uccidere Goku con le sue ultime creazioni, i Cyborg. Fortunatamente deus ex-machina di ambi i problemi è il ragazzo venuto dal futuro, Trunks, segretamente figlio di Bulma e Vegeta. Dopo aver consegnato il farmaco che potrebbe salvare la vita di Goku ed aver avvisato gli Z-Fighters dell’incombente arrivo degli androidi da qui a tre anni, i nostri eroi si preparano… ma le cose non vanno come previsto: i sintomi della malattia non si presentano, così Goku non assume il farmaco, e i Cyborg che si palesano non sono quelli che conosce Trunks. Colpito dalla malattia e privato delle forze, Goku viene portato in salvo da Yamcha, mentre fa capolino a risolvere la situazione un nuovo Super-Saiyan, Vegeta.

Dragon Ball

A questo punto la storia genererà due archi narrativi differenti che porterano ad altrettanti plot twist (simpatico che in questo punto della storia le minacce e i problemi giungano sempre in coppia, scelta narrativa o frutto di casualità?), curiosamente però, in nessuno dei due Goku sarà presente con un ruolo attivo. La prima parte si concentra sull’attivazione di due nuovi Cyborg: dopo aver ucciso C-19, Vegeta s’appresta a fare altrettanto con C-20, alias il Dr.Gero in persona, ma quest’ultimo torna al suo covo segreto per attivare C-17 e C-18, gli androidi presenti nel futuro di Trunks, che a loro volta attivano un terzo modello, più antiquato, C-16. Dotati di coscienza e stamina illimitata, i Cyborg mettono in seria difficoltà i due Super-Saiyan e Piccolo, che è costretto a fondersi nuovamente con Dio per potenziarsi ulteriormente, mentre Goku riposa nella Kame House in quello che sembra un coma farmacologico, in attesa che il medicinale faccia effetto. La seconda riguarda un nuovo terrificante nemico, un androide organico proveniente dal futuro di Trunks ed intenzionato a raggiungere “Il Corpo Perfetto” assorbendo i Cyborg 17 e 18 conosciuto come Cell. Man mano che l’essere amplifica la sua potenza cibandosi dell’energia umana e riempiendo il mondo di città fantasma con l’intenzione di essere sufficientemente forte per sconfiggere a fare suoi gli androidi, Goku finalmente riprende i sensi, e conscio della situazione decide di allenarsi nella Stanza dello Spirito e del Tempo, una camera interdimensionale in cui una volta entrati, un giorno equivale ad un anno. Questo stratagemma permette a Goku, Gohan, Vegeta e Trunks di guadagnare tempo allenandosi e spingersi oltre i limiti del Super-Saiyan, ma anche di tenere Goku lontano dal campo di battaglia. Intanto, Cell raggiunge la forma perfetta ed indice il Cell Game: una competizione in cui desideroso di testare la sua forma finale, sfida tutti a combatterlo per impedirgli di distruggere la Terra.

Mentre facciamo la conoscenza di quello che la Terra considera “il più grande combattente di arti marziali del mondo”, Mr. Satan, i Guerrieri Z arrivano sul ring del Cell Game, e Goku decide di iniziare per primo a combattere l’androide del futuro. In una scelta stranamente anticlimatica, in cui il “pezzo forte” del roster di guerrieri decide di entrare subito in scena, il pubblico resta spiazzato da quello che accade immediatamente dopo: a seguito di una battaglia senza esclusione di colpi, Goku decide di arrendersi e ritirarsi, lasciando il nemico in mano a suo figlio, Son Gohan. Il Saiyan durante l’addestramento con suo figlio ha capito che il potenziale latente del mezzosangue avuto con la moglie terrestre Chichi, è decisamente superiore al suo. Se l’intuizione avuta dal nostro eroe è accurata, il suo comportamento esula dalla sfera paterna: Gohan si ritrova oppresso dal nemico che avendo realizzato proprio da Goku che il figlio scatena il suo vero potenziale solo quando profondamente scosso e arrabbiato, genera piccole creature ribattezzate Cell Jr. per attaccare tutti i presenti, mentre distrugge C-16, il gigante dal cuore gentile. Trasformatosi in Super-Saiyan 2, in un’esplosione di rabbia Gohan sicuro della sua forza, temporeggia anziché uccidere il nemico, e quando Cell vuole farsi saltare in aria portando la Terra con sé, Goku si sacrifica teletrasportando il villain sul Pianeta di Re Kaio, andando incontro alla sua morte. Tuttavia il nucleo del cyborg non è stato alterato dall’esplosione e Cell fa ritorno sulla Terra intenzionato ad uccidere tutti: sarà lo spirito di Goku a fondersi con le ultime forze di Gohan e lanciare una potente Kamehameha congiunta, che distruggerà il nemico, una volta per tutte.

Goku rinuncerà a tornare in vita, perché, pensa che fin quando lui sarà in circolazione nuove minacce si susseguiranno sulla Terra, così decide di restare nell’Aldilà per allenarsi per sempre. In questa circostanza la mancata risoluzione del conflitto da parte del protagonista pesa ancora di più ed ha conseguenze maggiormente drammatiche: Goku era perfettamente consapevole di non essere in grado di sconfiggere Cell, esattamente come era consapevole che suo figlio Gohan lo sarebbe stato, ma darlo in pasto al nemico non pensando, come giustamente Piccolo gli fa notare, alle conseguenze che il suo comportamento avrebbe potuto avere sul ragazzo ha fatto sì che commettesse un’imprudenza dettata dalla giovane età che ha potuto correggere soltanto mettendo fine alla propria vita. Sarà poi il supporto paterno infuso a Gohan, che guiderà la nuova generazione nel conflitto finale, ma per l’ennesima volta non è a Son Goku, che dobbiamo la sconfitta del nemico.

La saga di Majin-Bu

Con l’atto finale di Dragon Ball Z, sarebbe facile presumere che Goku non abbia proprio contribuito… del resto è morto definitivamente solo una saga fa! Paradossalmente questo sarà l’arco narrativo in cui il protagonista dell’opera darà un contributo maggiore rispetto i precedenti. Sono trascorsi diversi anni dalla morte di Goku, la Terra regna effettivamente in pace e i nostri si apprestano a riunirsi dopo tanto in vista del Torneo Tenkaichi, a cui eccezionalmente prenderà parte anche Goku che può tornare sulla Terra per un giorno soltanto. Durante la competizione si fa vivo anche Babidy, un antico stregone palesatosi per raccogliere energia volta a risvegliare la creatura più potente e maligna dell’universo, Majin-Bu. Realizzando la pericolosità della minaccia che sta per manifestarsi e del poco tempo a sua disposizione, Goku decide di preparare la prossima generazione di guerrieri che dovrà difendere la pace sul pianeta al suo posto. Insegna così al piccolo Trunks e Son Goten, il suo secondogenito concepito poco prima del Cell Game la Fusion, una tecnica speciale che permette a due persone di unirsi in una sola raddoppiando la propria potenza per un periodo di tempo limitato. Mentre parallelamente Gohan si allena per sbloccare il suo potenziale con l’aiuto delle divinità Kaioshin, Majin-Bu sperimenta la crudeltà e la dolcezza della vita umana, mutando a più riprese fino a scindersi in due parti: una puramente buona, e l’altra puramente malvagia, ahinoi ben più potente.

Dragon Ball

Quando nemmeno Gohan e Gotenks, il guerriero nato dalla fusione dei bambini riescono ad avere la meglio, Goku dapprima prova a fermarlo trasformandosi in Super-Saiyan 3, poi chiede in prestito i Potara, gli orecchini che permettono ai Kaioshin di fondersi per unirsi al rivale di sempre Vegeta, e dopo ancora non gli resta che utilizzare la Sfera Genkidama più imponente di sempre, chiedendo in prestito energia a tutto l’universo. Pensate quindi che stavolta la vittoria degli eroi sarà merito del nostro Kakaroth? Vi sbagliate, perché sarà solo ed esclusivamente grazie all’accorato appello di Mr. Satan, acclamato eroe sulla Terra, volto ad esortare miliardi di persone a donare la loro energia spirituale a Goku per sferrare l’attacco definitivo, che il bene trionferà. Al punto che sarà proprio lui a sostenere che forse “sia proprio Mr. Satan il salvatore del mondo.” Avrete ormai capito che man mano che la storia si sviluppa, Dragon Ball instilla una nuova regola che va a ripetersi saga dopo saga: che siano la morte, un ricovero, un addestramento o una malattia cardiaca, Son Goku, il protagonista, viene tenuto lontano dalle scene, permettendo a tutti gli altri personaggi di brillare e portare avanti la trama tra strategia e battaglie; per poi fare ritorno insidiando il nemico quanto basta per metterlo in difficoltà, ma non per sconfiggerlo definitivamente.

Ed il motivo per cui ciò succede è presto detto: Akira Toriyama non ha mai dipinto Goku come un eroe, quanto più come un bambino puro che man mano che cresce abbraccia sempre di più il suo sangue Saiyan sviluppando un istinto animale nei confronti della battaglia ed una propensione naturale al combattimento parallelamente ad un distacco emotivo, che non lo rende cattivo, quanto più “asettico” nei confronti dei sentimenti: per questo non si fa problemi a risparmiare la vita a Vegeta e a Freezer, così come dare un senzu a Cell per combattere ad armi pari con Gohan, o ancora, come apprendiamo in Dragon Ball Super, a non aver mai baciato Chichi. Non fraintendete queste righe: Son Goku ha sicuramente un cuore, è un personaggio positivo e prova degli affetti sinceri, ma man mano che cresce razionalizza con distacco queste sensazioni. E la sua ricerca spasmodica della forza lo porta a commettere degli errori che peccano tanto d’ingenuità, quanto di egoismo (cosa ripresa a posteriori anche con il Torneo del Potere proprio negli ultimi episodi di Dragon Ball Super), e che grazie al folto comparto di co-protagonisti permetterà di sconfiggere il nemico di turno. Una caratteristica ben radicata alle origini Saiyan come Vegeta ci ha mostrato proprio nella saga di Cell, ma che paradossalmente questi va a ridimensionare man mano che famigliarizza con i terrestri ed i concetti di “amore” e “famiglia”, evolvendosi in maniera inversamente proporzionale a Goku.

In quest’ottica Dragon Ball assume connotazioni quasi poetiche, visto che un manga che dai più viene additato come “sopravvalutato”, “datato” e “ridondante”, a discapito dei livelli di battaglia, le trasformazioni e le tecniche più potenti possono venire a meno, dinnanzi le risorse ed il cuore dei suoi iconici personaggi.

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