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Dragonero: Il ribelle – Il Dormiente. recensione: il potere della fede

Dragonero – Il Ribelle: Il Dormiente
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
Luca Enoch, Antonella Platano, Gianluca Pagliarani, Paolo Francescutto, Luca Barbieri, Marina Sanfelice
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero - Il ribelle

Mentre tutti aspettano con trepidazione la bella stagione per le meritate ferie, gli eroi dei fumetti nostrani si ritrovano invece a fare gli straordinari. Come capita ad Ian Aranill, il nostro Dragonero, che dopo avere fatto doppietta a luglio con Scacco alla Torre e lo speciale Cuore di Tenebra, ad agosto continua la sua missione da ribelle con Il Dormiente.

Albo importante all’interno della continuity di Dragonero – Il ribelle, visto che consente di vedere finalmente un potenziale contrasto allo strapotere di Leario e della sua Signora delle Lacrime, ma che al contempo apre a nuovi, intriganti scenari.

Donne forti e imperi vacillanti

Prima di addentrarci all’interno de Il dormiente, cogliendo lo spunto da alcuni commenti apparsi online negli spazi digitali dedicata allo scout erondariano, puntiamo lo sguardo su alcuni aspetti della serie.

il dormiente 3

 La definizione del mutamento dell’Erondar, inevitabilmente, non può passare solamente dalle azioni del protagonista, ma è come una sinfonia suonata da diversi strumenti, che seguono fedelmente i movimenti di un direttore d’orchestra. Ruolo , quest’ultimo, che spetta a Luca Enoch e Stefano Vietti, ovviamente.

Questa sinfonia, dunque, può esistere basandosi solamente su uno strumento? Ovviamente no. Ian può essere un elemento fondamentale, ma ha comunque bisogno che intorno a sé ci siano altri strumenti che sostengano la sua voce. In Dragonero questo ruolo spetta ai fedeli amici di Ian e ai suoi nemici, ma anche a personaggi apparentemente secondari, che, come dimostrato in precedenza, all’improvviso possono diventare pedine essenziali.

E questo vale indistintamente per uomini e donne. Qualche lettore lamenta un eccesso di girl power, ma andrebbe analizzato come la presenza femminile in Dragonero sia sempre stata fondamentale. Sin dall’inizio, infatti, abbiamo potuto ammirare la tenacia e la fragilità di Sera e Myrva, col tempo abbiamo apprezzato la forza e la furbizia della Lupa, senza dimenticare che uno dei nemici più letali di Ina è una donna, Ecuba, un tempo alleata e ritornata come feroce avversario. Non confondiamo il girl power con la scoperta di un ruolo paritario delle figure femminili nel fumetto.

In un’epoca di grandi cambiamenti per l’Erondar, quindi, è non solo comprensibile, ma anzi giusto che figure femminili dalla forte tempra trovino il giusto spazio in una realtà sociale frammentata e in cerca di una nuova definizione.

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Lo dimostrano il ruolo di Keyra, che riesce a diventare la guida del popolo degli Orchi, e  la capacità di Sophia di ordire trame sempre più complesse nella nuova corte imperiale. E’ girl power? No. Non lo è perché non sono forzature narrative, trovano una loro liceità ed identità perché sono personaggi che, all’interno della continuity di Dragonero, hanno seguito un percorso personale, spiegato e narrato dagli autori, che le ha portate ad essere, in modo naturale, in quella posizione in quel momento. E la loro presenza è essenziale per il proseguire della storia.

Come dimostra Il Dormiente.

In soccorso dell’Enclave delle Montagne

Ian, in un attimo di pausa durante le sue pericolose missioni, ha finalmente modo di trascorrere del tempo con la sua amata Briana. Ma proprio nel momento più piacevole, il ruolo dell’eroe prende il sopravvento: tramite un incantesimo, Ian riceve la chiamata di aiuto da parte di Zhabéle, a capo dell’Enclave della Montagna. Richiesta di aiuto che, dopo avere dato ad un movimentato e divertente siparietto familiare, spinge Ian a recarsi a nord.

Il motivo è semplice: i Figli di Ohlim sono stati gli unici, sinora, ad a vanificare il potere della Signora delle Lacrime, contrapponendole la propria fede, veicolata dal Grande Frassino. Ma questa vittoria ha chiesto un prezzo ingente: il sacro albero è ferito e solo un particolare muschio può curarlo. E considerato che questa miracolosa cura si trova solamente nell’antro di un antico drago, è facile intuire perché Zhabéle si sia rivolta ad Ian.

Affrontare l’impero con la fede

Il Dormiente, come detto, rappresenta un punto nodale dell’attuale continuity dragoneriana.

In primis, finalmente vediamo una lotta di fede, dove la Signora delle Lacrime viene sconfitta dal credo dei Figli di Olhim. Sono gli sciamani del nord, infatti, a utilizzare bellicamente la propria fede, intessendo incantesimi che vanificano l’arma di Leario. È una svolta fondamentale, perché per la prima volta il potere teocratico che governa ora l’Impero Erondariano si trova ad essere sconfitto sul piano della fede, sino ad ora suo appannaggio.

La missione di Ian diventa quindi essenziale, per il valore simbolico che il Grande Frassino rappresenta. Non è un caso, pare, che sia proprio l’Enclave della Montagna a infliggere a Leario questa prima, epocale sconfitta. Durante la Guerre delle Regine Nere, i Figli di Olhim si defilarono, non accettarono di combattere con le truppe erondariane, preferendo rimanere in disparte e sfidare il proprio destino. Ora, invece, potrebbero essere l’ago della bilancia in questo conflitto dalle forte connotazioni religiose.

E a guidarli, una vecchia conoscenza, Zhabéle, la Lupa. Vecchia fiamma di Ian, da sempre una machiavellica figura che tramite la bellezza, la sensualità e una mente affilata riesce a raggiungere i propri scopi. All’interno della saga, Zhabèle è sempre comparsa nei momenti giusti, senza strappi con la continuity, ma imponendosi con le sue doti, non tutte positive, come una donna carismatica e importante. Enoch, che con le figure femminili ha sempre mostrato una fortunata gestione, ancora una volta ne fa emergere il ruolo da pianificatrice.

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Il modo in cui convince Ian ad accettare la missione, ad esempio, è subdolo. Pur facendolo per il bene del proprio popolo, nonostante stia parlando con un uomo a cui è legata, non esita a usare ogni punto debole del suo interlocutore. È una tridimensionalità rara, una concretezza dei personaggi tipica della serie che rende possibile per gli autori dare vita a trame a lungo respiro e le cui diramazioni concorrono a dare solidità a questo universo narrativo.

Il dormiente non si limita a mostrarci una delle donne centrali della saga, ma ci riporta all’anima stessa del personaggio. Dopo qualche albo in cui Ian era più testimone degli eventi che non protagonista, nell’albo di agosto il suo ruolo di ‘cacciatore di draghi’ torna in primo piano.

Ma in un modo nuovo. Lo scontro con il Dormiente del titolo riserva una sorpresa finale, un indizio dell’animo del personaggio che si trova a fronteggiare nuovi aspetti della propria esistenza che, inevitabilmente, spingono a rivalutare le proprie azioni.

Come spesso accade, Il Dormiente non si limita a seguire la trama ‘autonoma’ dell’albo, ma si spinge a dare maggior contesto anche alla trama orizzontale. Enoch si diverte ad inserire un nuovo, misterioso personaggio nella scacchiera della lotta al potere dell’Erondar, approfittando di questo momento di debolezza di Leario. Ingresso di alto profilo, sembrerebbe, che si rivela come una pericolosa burattinaia in quell’ambiente di corte pericoloso e infido che è divenuto il palazzo imperiale.

Sempre in tema di continuity, quanto viene detto in questo albo andrebbe letto anche ripensando a ciò che gli autori ci hanno raccontato dal primo albo di Dragonero – Il Ribelle. Un certo ritratto comincia ad assumere sempre più rilevanza, soprattutto ora che si parla di eredi in casa Aranill. Una gravidanza, quella di Briana, che potrebbe rendere Ian il terzo padre bonelliano, dopo Tex e Nathan Never. Chissà se l’erede di casa Aranill avrà un ruolo attivo nelle imprese paterne, come capitato ad Ann Never o a Kit Willer.

Disegni epici e carichi di emotività

Il Dormiente presenta alcune situazioni, come la battaglia iniziale, che richiedevano un interprete dal talento innegabile per esser rappresentate con il giusto pathos. Antonella Platano ha mostrato la giusta cura nella realizzazione di ogni tavola, dalla cavalcata dei guerrieri del nord sino allo scontro tra Ian e il Dormiente. Un’accorta cura del dettaglio che si evince nella trattazione del racconto emotivo, valorizzato nella realizzazione dei volti dei personaggi e nella pacata sensualità delle scene più intime.

Due esempi perfetti sono il feroce sguardo di Zhabèle furiosa e la vignetta in cui la Lupa e Ina incrociano uno sguardo che sancisce la fine di un rapporto, con una delicata e toccante rassegnazione della donna nella tavola successiva. La definizione della forza di un personaggio passa anche nella valorizzazione visiva delle sue debolezze e dei suoi rimpianti, e la Platano in questo frangente ha realizzato una Zhabèle meravigliosamente autentica.

Andare a commentare la copertina di Pagliarani, colorata come sempre da Paolo Francescutto, è oramai inutile. Il sodalizio artistico dei due sulle copertine di Dragonero – Il ribelle è da esposizione, ad ogni copertina sembra che la sinergia tra disegnatore e colorista li spinga ad alzare l’asticella, con gioia dei lettori. Per Il Dormiente viene realizzata una copertina magnifica, tesa, con Pagliarani che coglie compelsse tensioni muscolari del drago fotografandolo in un movimento letale, mentre Francescutto costruisce con i scuoi colori e i suoi effetti l’ambientazione gelida che fa da teatro a gran parte dell’albo.

Completano come sempre l’albo l’introduzione di Luca Barbieri, che con le sue Cronache della Ribellione ci riporta nella gelida Enclave della Montagna, e il lettering firmato da Marina Sanfelice.

E dopo aver lottato con un drago, ad Ian viene giustamente concesso un po’ di riposo, occasione che gli autori colgono per riportarci ai primi momenti della ribellione, raccontandoci come questa rivoluzione ha avuto inizio. Sarà questo il cuore de La spada verso il cielo, in edicola dall’11 settembre.

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

Dragonero – Il Ribelle: Il Dormiente

Fra le nevi eterne dell’Enclave della Montagna, due eserciti si fronteggiano: da una parte i soldati dell’Impero, assistiti dalla terribile Signora delle Lacrime, dall’altra i leggendari Figli di Olhim, le cui preghiere al Grande Frassino non rimarranno inascoltate! Allo scontro fra asce e scudi si sovrapporrà, dunque, un confronto fra le antiche divinità delle montagne e la nuova, sanguinaria dea dell’Impero: uno scontro ultraterreno, il cui esito sarà quanto mai incerto! Dragonero, convocato da colei che un tempo era nota come la Lupa di Vetwadart, avrà il compito più delicato: la ricerca di un’erba curativa necessaria ai guerrieri dell’Enclave, ora alleati dei ribelli nella lotta contro l’ambizioso Leario e il folle Roney! Soltanto Dragonero potrà compiere questa missione, e la ragione risiede nella speciale natura del custode di questa mistica erba…

Verdetto

Il Dormiente è una storia in cui la continuity di Dragonero si arricchisce di nuove possibilità, mostrando una prima, incredibile sconfitta di Leario. Toccherà ad Ian fare in modo che questa vittoria non si riveli un caso, salvando il Grande Frassino dell'Enclave delle Montagne

Pro

- Rispetto della continuity
- Valorizzazione del personaggio della Lupa
- Disegni dettagliati ed emozionanti
- Copertina superlativa

Contro

- Non pervenuti