Giochi di ruolo

Dungeon Master a pagamento? Arrivano direttamente da Wizard Of The Coast

Se bazzicate le community di gioco di ruolo probabilmente vi sarete imbattuti, almeno una volta, nell’argomento “Dungeon Master a pagamento”. Qualcuno lo prova a proporre semplicemente come dialogo, o peggio ancora pubblica la propria offerta, e puntualmente si scatena il panico.

Ci sono i tradizionalisti che sbeffeggiano chi crede che sia una strada reale perché “Dungeons & Dragons è solo un gioco”, chi si lancia in elaborate (e spesso errate, perché in Italia non c’è una legislazione a supporto al momento) disamine socio-economiche su come potrebbe funzionare davvero e chi, come sempre, la butta in caciara portando in mezzo al discorso lauree da Dungeon Master, corsi di specializzazione, e quant’altro non serva ad altro che distogliere l’attenzione dall’argomento.

Perché sì, quello del Dungeon Master a pagamento è un tema che si può affrontare, ma bisogna farlo con cognizione di causa perché, ad oggi, sono figure che in un modo o nell’altro esistono.

Gioco di ruolo e master

Chi viene pagato dalle case editrici o da chi gestisce uno stand in generale per fare dimostrazioni di gioco di ruolo in fiere come PLAY Modena o Lucca Comics & Games sono dei master, sebbene il confine con la figura del venditore sia molto labile. Chi organizza serate all’interno dei locali e magari viene ricompensato dal gestore in qualche modo, che sia con una percentuale degli incassi dell’evento o semplicemente la cena offerta è, de facto, un master retribuito.

In queste situazioni quello che si offre è un servizio, né più né meno. Non si gioca tra amici o persone che si conoscono, ma la figura del master sta offrendo un’esperienza che dall’altra parte ci si aspetti sia all’altezza. Perché bisogna capire se un gioco di ruolo meriti l’acquisto, oppure si è pagato per una serata e giustamente si vuole essere intrattenuti. Se la pizza pagata un occhio della testa al ristorante cinque stelle fa schifo ci si lamenta col gestore o si lascia una recensione negativa, e se si è pagato per un evento di gioco di ruolo che risulta noioso la prossima volta difficilmente si tornerà a partecipare.

Il paradigma è completamente diverso in questi casi, come è giusto che sia. Il master in quel momento svolge un lavoro da professionista, perché sa che deve preparare una one shot o una campagna per cui i giocatori hanno pagato e da cui si aspettano un coinvolgimento, divertimento, e in generale una qualità degna.

E mentre il discorso è ovviamente ricorsivo, ci si rivolge al fatto che in Italia non esisterebbe una legislazione, o al fatto che non è una professione perché non si può campare solamente di gioco di ruolo, arriva Wizards of the Coast a metterci il carico da novanta reclutando Dungeon Master a pagamento.

Dungeon Master in affitto

Che Wizards of the Coast cerchi dei Dungeon Master a pagamento è importante. Finché lo fa con i suoi talent, o in generale paghi delle figure come Joe Manganiello, Satine Phoenix o le tante celebrità che promuovono D&D attraverso il mastering tra le altre cose, si tratta di un rapporto del tutto normale tra azienda e testimonial. Quando WotC chiama dei Dungeon Master a raccolta promettendo un compenso è diverso.

L’annuncio arriva dalla promozione dei D&D Virtual Play Weekends che, come il nome potrebbe suggerirvi, sono degli eventi di gioco di ruolo online gestiti direttamente dall’azienda madre. Ci si può registrare su Yawning Portal (il sito dedicato agli eventi di WotC per D&D) per questi fine settimana di gioco, sia per giocare ma anche per masterizzare. E in quest’ultimo caso si tratta di un’esperienza retribuita.

Come DM si viene pagati in base al numero di giocatori paganti che si siedono al tavolo. I giocatori pagano 15 dollari a testa per un’avventura di 4 ore, ed 8 dollari per due ore di gioco. In questo caso i DM che hanno partecipato guadagnano il 75% delle entrate totali dei loro tavoli, tolte le commissioni di carte di credito varie. Il tutto versato tramite PayPal, e tassato secondo le leggi statunitensi laddove ce ne sia bisogno per il profitto annuo.

I DM candidati vengono approvati prima da Baldman Games, il partner di Wizards of the Coast per l’evento, ma i partecipanti che si segnano come narratori per le avventure della Adventurers League possono anche portare le loro avventure per essere giocate da chi si iscrive all’evento. In futuro, anticipa WotC, ci sarà anche la possibilità di inviare le proprie avventure per farle masterizzare ad altri DM.

Un settore troppo acerbo?

Precisiamo, come anticipato prima, che questo fenomeno è già presente in Italia. Ve ne avevamo parlato lo scorso marzo in una intervista a due master a pagamento che, già ora, svolgono questa attività. Così come le aziende che partecipano alle fiere di settore assumono dimostratori per i loro tavoli di gioco. Ma questa iniziativa avviata da Wizards of the Coast è leggermente differente e porta il discorso dei Dungeon Master a pagamento su un nuovo fronte di discussione.

Perché oltre a guadagnare qualche soldo mentre si gioca di ruolo, che di base potrebbe essere già un successo per molti, c’è la possibilità di farsi conoscere come autori, approfittare dell’occasione per promuovere magari la propria associazione, negozio, o club che sia. Immaginate qualcuno che pubblica assiduamente in portali come DrivethruRPG o DMSGuild, che ha la possibilità di dare una propria avventura ad un altro DM per fargliela giocare.

In Italia, un evento realizzato in questo modo con tanto di cifre rese note in pubblico, non c’è mai stato ancora. Ma soprattutto, con una chiamata alle armi totali che non passi per la contrattualizzazione a chiamata del dimostratore di turno per i giorni di fiera, ma con la possibilità per chiunque di candidarsi e partecipare.

Si può fare, nel nostro Paese, una cosa del genere? Probabilmente sì, ma ci sono una serie di rogne che forse nessuno vorrà prendersi.

Prima di tutto il rendere noto i compensi. Perché in Italia ovviamente il mercato del gioco di ruolo, per quanto in costante crescita, è pur sempre una piccola nicchia dell’intrattenimento, e in maniera proporzionale i compensi per DM a pagamento per degli eventi saranno tendenzialmente più bassi di quelli proposti da WotC. A PLAY Modena si paga un biglietto di ingresso e poi si possono fare tutte le demo che si vogliono senza pagare, ed un compenso come quello che vi abbiamo citato sopra è probabilmente difficile da sostenere per tutte le aziende del settore.

Poi c’è il discorso della selezione. In base a cosa un DM può essere scelto rispetto ad un altro? Esistono i corsi di mastering, ma niente che possa essere considerato realmente professionale, la classica “competenza da curriculum” che può sostenere una candidatura di questo tipo. Volendo fare un esempio: un narratore che ha giocato di ruolo per trent’anni all’interno di un’associazione, per esempio, può essere considerato inferiore rispetto a chi magari ha scoperto il gioco di ruolo da qualche anno ma ha frequentato uno dei suddetti corsi? A livello accademico si potrebbe dire di sì, ma quante partite ha giocato il primo DM, con quante persone, e quanti giochi conosce rispetto al secondo?

Nel nostro Paese, soprattutto, dove l’attenzione mediatica massiva rispetto a questo mondo è recente, si rischia di entrare in un campo minato. Ci vuole qualcuno che si prenda il rischio di cominciare a proporre annunci del genere, subire l’eventuale fiammata di commenti indiavolata, ma iniziare a mettere il discorso sul tavolo. Ora che anche Wizards of the Coast l’ha fatto potrebbe essere il momento propizio. Soprattutto in un mondo che è al momento, chissà per quanto tempo, rivolto agli eventi digitali.

Dungeon Master a pagamento in Italia? Sì, grazie

Ci piacerebbe molto vedere Asmodee Italia, Wyrd Edizioni, MS Edizioni, Giochi Uniti, e tutti gli altri esponenti del settore applicare un modus operandi del genere. Uno dei vantaggi del gioco di ruolo online è che, sostanzialmente, si può giocare di più. Non dover organizzare tavoli, radunare persone fisicamente in un posto permette di poter preparare più eventi, che automaticamente si trasforma in una maggiore promozione per i propri prodotti.

Parlando del 2021, è probabile che PLAY Modena sarà ancora a rischio per via dell’emergenza Covid perché, per sua sfortuna, è il primo grande evento italiano di settore dell’anno. Organizzare demo e partite online potrebbe essere una grande soluzione per avere un veicolo promozionale e, contemporaneamente, supportare tanti singoli o realtà che vogliono magari condividere una passione, far crescere la propria immagine di autori o promuovere le realtà associative che frequentano.

D’altronde è un momento di grande cambiamento. Le aziende italiane si sono ritrovate a gestire un 2020 senza fiere, ad affidarsi quasi a degli shadow drop dei propri prodotti senza i veicoli promozionali classici, e con Kickstarter che è diventato l’assoluto protagonista della macchina produttiva. Quello della legittimazione dei Dungeon Master a pagamento potrebbe essere, forse, il prossimo grande passo da compiere.

Se volete essere dei Dungeon Master al top, probabilmente dovreste avere uno schermo del master, no?