Libri e Fumetti

Electric State: annunciata l’uscita del nuovo libro illustrato di Simon Stålenhag

Annunciata l’uscita di Electric State, il nuovo libro di Simon Stålenhag, per il 17 marzo 2020. E si preannuncia già come un salto in un passato distopico e futuristico, che non potrà che affascinarci e angosciarci.

Loop

Su Simon Stålenhag si potrebbero dire molte cose. Per esempio, che è un artista di Stoccolma classe 1984 il quale si occupa di illustrazioni digitali, sviluppo videoludico e musica. Che da alcuni anni, in particolare da quando le sue opere sono apparse su The Verge e Wired, ha raggiunto un successo che gli ha permesso di rendere nota la sua arte a livello globale. Che dalla pubblicazione nel 2017 del suo primo libro illustrato, Loop, è possibile avere un pezzo della sua arte straniante e al contempo magnetica – così interessante anche per i produttori televisivi da essere diventata parte di una serie televisiva annunciata per l’uscita su Amazon con il titolo “Tales from the Loop” (link).

Tuttavia, è necessario osservare le sue illustrazioni iperrealistiche, leggere le brevi storie distopiche che le accompagnano (o che vengono evocate dalle immagini), per capire che tante parole non servono e non resta che rimanere semplicemente incantati dal passato alternativo che Stålenhag ci narra. Dinosauri ed altre creature extradimensionali che scorazzano liberamente tra i campi svedesi, cogliendo di sorpresa auto dal design anni ’80; macchine futuristiche arrugginite e robot immobili che diventano parte integrante del paesaggio in cui i bambini giocano dopo la scuola; navi che fluttuano con dischi magnetici in un’epoca in cui non esistevano ancora nemmeno i cellulari; persone che vivono la loro quotidianità venendo a patti con la vista di giganteschi e misteriosi portali.

Questi sono i soggetti – con quel sapore à la Stranger Things – che ricorrono nell’arte di Stålenhag e che troveremo a sorprenderci ancora nel suo nuovo libro illustrato, Electric State. Edito da Oscar Mondadori (link Mondadori) per la collana Oscar Ink, ne è stata annunciata l’uscita per il 17 marzo di quest’anno con un post della pagina Facebook Oscar Mondadori Vault. Sembrerebbe che l’opera sia attualmente in stampa e le immagini in anteprima ci mostrano come la tecnologia di un passato futuro domini ancora una volta il mondo ideato dall’artista svedese.

Loop

In Loop le storie di vita quotidiana di alcuni ragazzini si intrecciano alla singolare presenza di enormi macchinari super tecnologici e abbandonati, creature giurassiche che sbucano fuori dalla vegetazione, robot ormai malfunzionanti e anomalie che si verificano in prossimità di costruzioni futuristiche, le quali (forse) non appartengono al nostro pianeta.

Le immagini raccontano quindi l’esistenza delle persone che vivono nella campagna attorno al lago Mälaren durante gli anni ’80, dove vent’anni prima era stato eretto il più grande acceleratore di particelle del mondo, il Loop appunto, causa della comparsa di strane creature e tecnologie ignote. Le vicende di Electric State, invece, si spostano di qualche anno più in là, nel 1997, e si trasferiscono oltreoceano. Narrano il viaggio di una ragazza fuggita di casa e del piccolo robot che la accompagna nella desolazione di un paesaggio statunitense devastato dai resti di droni da battaglia, costruzioni in sfacelo, enormi manifesti e mascotte che invitano al consumismo in una società dove la tecnologia è diventata già un residuo del passato.

Le tecnologie e le macchine mai esistite nel nostro passato reale divengono, grazie a Stalenhag, gli elementi portanti del tempo (gli anni ’80/’90) e dei paesaggi in cui li inserisce – campagne, laghi, piccoli centri abitati – tanto da farci credere un po’ che siano realmente stati lì, in quei luoghi e in quell’epoca che abbiamo vissuto anche noi. Raffigurati in maniera così realistica, immersi tra fili d’erba o nella neve, i macchinari di queste illustrazioni infondono un senso di inspiegabile nostalgia, ma anche di stupore. Sembrano essere al loro posto, nonostante in realtà non lo siano. 

Loop

Accasciati su un lato, arrugginiti e sverniciati, i malinconici robot che ammiccano dai quadri dell’artista svedese (impossibile definirli in altro modo, nonostante siano realizzati digitalmente), danno l’impressione di essere lì da anni, frutto di una tecnologia dismessa, creature stanche di un mondo che li ha abbandonati troppo in fretta e in cui si aggirano i personaggi umani, atterriti e allo stesso tempo incuriositi da ciò che è divenuto ormai parte integrante del loro ambiente.

Con una serie TV in programma ed un libro illustrato che ha ottenuto un grande successo, da Electric State non ci si aspetta di meno: un tuffo in un tempo diverso dal nostro, straniante eppure suggestivo e affascinante, un grande “what if…” che non si può non attendere con impazienza.

Il primo libro illustrato da Stålenhag, con le sue immagini realistiche e rievocative, presente a questo link.