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Giochi in scatola

Escape Tales – Il Risveglio: la recensione. Novità nelle escape room da tavolo


Escape Tales – Il Risveglio
Autore
Jakub Caban, Bartosz Izikowski, Matt Dembek
Editore
MS Edizioni
N° Giocatori
1-4
Età consigliata
12+
Durata Media
180-360 minuti
Escape Tales - Il Risveglio è un gioco che riprende il noto concetto delle escape room trasformandolo in qualcosa di nuovo: un ben riuscito mix tra gioco di ruolo , librogame e escapologia, dove oltre alle capacità di logica potrebbe essere messa alla prova anche la vostra morale

Escape Tales, edito da MS Edizioni, è un gioco che prende l’ormai noto concetto di escape room da tavolo e lo promuove ad una vera e propria esperienza multigenere dove troveremo elementi tipici di librogame e un pizzico di gioco di ruolo.

In Escape Tales i giocatori, da 1 a 4, vestiranno i panni di Samuel, un padre single, la cui unica figlia Lizzy cade inspiegabilmente in coma. I medici non riescono ad aiutarla e, si scopre nell’incipit, la sola speranza di risvegliarla giace in un rito arcano contenuto in oscuro libro. Questo condurrà il nostro alter ego in una dimensione a metà strada tra il mondo dei sogni e un vero e proprio inferno, che potrebbe richiedere un pesante tributo in cambio di sua figlia. Sarà disposti a pagarlo?

Un nuovo approccio

Prima di entrare nel dettaglio della recensione è giusto esporre subito quello che, almeno secondo il punto di vista di chi vi scrive, è il vero punto di forza e la vera innovazione di Escape Tales : il modo di approcciarsi al gioco.
Sebbene infatti questo prodotto rientri a pieno titolo nel concetto di giochi da tavolo escape room, che già abbiamo trattato in un altro articolo, è possibile giocarlo in almeno due modi, forse persino tre.
Il primo, e probabilmente quello foriero di maggior soddisfazione, è avvicinarsi ad Escape Tales come ad un gioco di ruolo: assumere in tutto e per tutto il ruolo di Samuel e farsi condurre nel cammino più che da scelte dettare dalla logica da quello che faremmo noi se ci trovassimo in specifiche situazioni.

Il secondo, ovviamente, è quello di affrontarlo come una semplice sequela di sfide alla nostra intelligenza, capacità di osservazione e di deduzione e trovare un modo per “battere” il gioco e arrivare fino in fondo.
Infine l’ultimo, più adatto ai completisti: giocarlo più volte, scegliendo semplicemente in base a cosa non si è fatto in precedenza e quindi “portare a casa” tutto quello che il gioco ha da offrire. una sfida non da poco visto che i finali possibili sono ben nove!
Per onestà va detto che nessuno dei tre modi di giocare esclude a priori gli altri: personalmente consigliamo di provarlo inizialmente secondo la prima modalità, magari giocando da soli in modo da ponderare al meglio le scelte e renderle più personali.

Materiali

La scatola di Escape Tales si presenta di medie dimensioni (circa * per circa 6 di spessore) e anche il peso non è particolarmente elevato: questo, ci ha permesso di testarlo lontano da casa durante una breve vacanza. Colpisce immediatamente l’immagine sul fronte in grado, con una semplice occhiata, di mettere i giocatori nel mood necessario: un letto d’ospedale su cui giace una bambina in coma e,. vicino a lei, un padre affranto che “accarezza” uno strano libro. Tutto “normale” se non fosse per lo spirito della piccola che aleggia sul letto, per i simboli esoterici sul libro. Uno strano effetto dissolvenza del bordo inferiore dell’immagine aggiunge un piccolo, ma penetrante, tocco di onirico al tutto.
All’interno della scatola per prima cosa troveremo un succinto, ma esplicativo regolamento, a cui si affianca il vero e proprio Libro della Storia. Sul primo nulla da dire se non che, forse, è scritto con un carattere leggermente troppo piccolo: difetto da poco, visto che una volta letto difficilmente torneremo a dargli un’occhiata
Sul secondo muoviamo la stessa critica affiancandone un’altra: sebbene le parti di narrazione, nonostante il micro-carattere, siano ben leggibili; lo stesso non si può dire delle parti meccaniche, quelle dove il gioco ci dirà cosa fare, quali carte prendere e quali scartare ecc ecc.
Ci spiace dirlo ma leggere quelle righe è un vero e proprio martirio per gli occhi: più volte, a causa del basso contrasto tra pagine e scritto, la vista ci ha tradito e siamo stati costretti a ricorrere alla torcia del telefono per meglio illuminare il piccolo volume.

Passando oltre troviamo dei piccoli token in legno e la plancia di gioco: un buon cartonato senza infamia né gloria, suddiviso in 12 spazi da delle coordinate alfanumeriche
A chiudere il contenuto le vere “star” del gioco: le carte.
Queste possono essere divise in tre categorie: carte Gioco (122), carte Luogo (18) e carte Destino (9).

Le prime, va da sé, sono quelle che ci serviranno ad avanzare nel corso della partita: riporteranno scene, scelte da fare, elementi da collezionare e, ovviamente, gli enigmi che dovremo affrontare. Sarebbe meglio dire che in realtà, salvo rari casi, riportano parte degli enigmi.
Infatti, in maniera simile a molte escape room da tavolo, solo in poche occasioni un enigma sarà costituito da una singola carta: più spesso dovremo raccogliere un “set” in modo da poter avere tutti gli indizi necessari. Ogni set, a sua volta, è segnalato da delle icone precise in modo che sia facile unirle ad eventuali carte sorelle (un ulteriore aiuto in tal senso, come vedremo a breve, viene dato dall’app gratuita abbinata al gioco)

Dal punto di vista dei materiali queste carte ci hanno veramente stupito in maniera positiva: sono di ottima fattura. In effetti, salvo decidere volontariamente di rovinarle, non hanno subito il benché minimo danno nel corso delle partite fatte.
Anche per quanto riguarda la grafica nulla da dire: facili da leggere, immagini molto evocative e, per gli enigmi, tutto facilmente “gestibile”. In breve: se non noterete qualcosa non sarà per colpa delle carte.
Le carte Luogo avranno invece una duplice funzione: da una parte ci mostreranno gli ambienti che scopriremo, e in cui dovremo muoverci, nel corso del gioco; dall’altra saranno spesso e volentieri esse stesse componenti degli enigmi che dovremo risolvere.
Su queste carte abbiamo un giudizio bivalente: mentre la parte grafica è decisamente curata ed evocativa, purtroppo pagano il peso di dimensioni troppo ridotte (8*12 cm). Questo comporta una riduzione degli elementi presenti sulle stesse e quindi una maggior difficoltà ad individuarli. Onestamente non sappiamo se sia una scelta voluta, atta ad innalzare la complessità di gioco, oppure dettata dalla scelta di voler contenere le dimensioni del prodotto
Le carte Destino invece saranno un pratico aiuto “da dentro”: qualora dovessimo esaurire la nostra capacità di agire potremo prenderne una e “rifocillarci”. Inizialmente questo non avrà costi, ma se dovessimo esagerare e ricorrervi troppo spesso di volta in volta quanto chiesto in cambio sarà più pesante e avrà delle ripercussioni sull’andamento del gioco.


A chiudere il tutto l’App di gioco oltre ad essere strettamente necessaria per avanzare (in essa dovremo inserire le risposte ai singoli enigmi), è anche veramente utile per evitare di “impazzire” nel corso della partita.
Questo perché raccoglie in un pratico “indice” tutti gli enigmi presenti nel gioco (elencati in base al simbolo che li contraddistingue) e inoltre, per ciascuno di essi, ci informa quante carte dobbiamo trovare, ci permette di ottenere Indizi e, qualora proprio fossimo bloccati, ci permette di avere la soluzione della prova in corso.
Ovviamente quest’ultime sono tutte funzioni opzionali: se vorrete giocare in modalità “duri e puri” basterà non usufruirne (anche se almeno il numero di carte necessarie vi consigliamo di usarlo: può capitare che alcuni enigmi siano disposti su più location)

Prepararsi al rituale

Il giudizio sulla  fase di set-up del gioco è ambivalente: sebbene sia tecnicamente molto veloce, dura praticamente tutta la partita.
Questo perché sebbene le procedure iniziali siano veramente ridotte all’osso (disporre le carte ambiente sulla plancia e prendere i token Azione), ci verrà chiesto di compierle più volte nel corso della partita, ad ogni cambio di Luogo.
Sia chiaro nulla di sconvolgente: si tratterà di scorrere le carte fino  a trovare quelle necessarie. In genere pochi secondi di tempo.

Salviamo Lizzy!

Andiamo ora a vedere si gioca ad Escape Tales.

Inizialmente, in base a quanto suggerito dal Libro di Gioco, andremo a creare il luogo in cui agiremo: dovremo prendere due carte Luogo e disporle sulla plancia. In tal modo avremo un ambiente suddiviso in dodici sotto-locazioni.
Quindi verremo informati quanti token Azione dovremo prelevare.
Quindi saremo liberi di agire come meglio crederemo; osservando l’ambiente dovremo scegliere dove andare ad intervenire: posizioneremo un token Azione sulla zona scelta e quindi andremo a leggere il relativo paragrafo nel Libro di Gioco.
Questo a sua volta ci dirà se, e quali, carte enigma scegliere, scartare ed eventualmente se (e come) potremo avanzare nella storia.
In maniera simile si comporterà l’app: scelto un enigma, dovremo inserire la soluzione. Qualora sia esatta verremo informati su come procedere.
Fondamentali in questa fase sono i Token azione. Essi saranno infatti forniti in numero limitato (spesso molto ridotto) e qualora dovessimo finirli dovremo ricorrere alle suddette carte Destino per rimpinguare la nostra scorta.
Questo ha un alcuni effetti sulla giocabilità di Escape Tales: prima di tutto elimina rende impossibile rimanere bloccati ma influenzerà in maniera significativa l’andamento del gioco e il suo possibile finale. Personalmente come cosa non ci è dispiaciuta: evita la frustrazione che caratterizza molte Escape Room, ma non senza richiedere il giusto prezzo.

In secondo luogo viene meno l’effetto ansiogeno dato dal classico countdown. Non sarà un timer a dirci se avremo fallito ma comunque le nostre scelte influenzeranno il nostro cammino.
In effetti è un aspetto che potrebbe non piacere ai “puristi” delle escape room, a coloro che amano il brivido e l’adrenalina dati dall’inesorabile scorrere del tempo. Tutto vero… se non fosse che Escape Tales è un gioco escapista sui generis: molto più intimista e riflessivo, dove la vera differenza non è data solo dal risolvere un enigma, ma dal prendersi il tempo per ponderare determinate scelte e i loro possibili risvolti.

Vero anche che nulla obbliga a scendere a patti con le avversità: si potrebbe semplicemente decidere di mettere la parola fine alla vostra missione. Ma ricordate, siete un padre che vuole salvare sua figlia: davvero vi fermereste davanti al primo ostacolo?

Il mistero

Passiamo al vero fulcro del gioco: gli enigmi.
Per essere sintetici: pressoché perfetti. In effetti sono veramente ben strutturati, variegati e mai frustranti. A dirla tutta dei ventuno (su ventotto disponibili) che abbiamo affrontato , solo uno ci ha lasciati perplessi: visto che per il resto è andato tutto bene, possiamo supporre sia una cosa da imputare più a noi che al gioco.
Anche la loro complessità varia notevolmente nel corso del gioco: alcuni sono risolvibili molto velocemente, altri invece hanno richiesto lunghe pause di riflessione, di ragionamento e osservazione. E, in genere, la soluzione era più che raggiungibile anche senza l’aiuto dell’app e dei suggerimenti (o della soluzione).
App che, come detto, svolge alla grande il suo ruolo di supporto: fosse anche solo per la parte in cui “rivela” quante carte sono necessarie per poter veramente affrontare l’enigma di turno e che elimina alla radice la possibilità di scervellarsi nel tentativo di risolvere qualcosa per cui non avremmo gli strumenti sufficienti per farlo.

Ovviamente proprio perché ogni gruppo, o giocatore, fa storia a sé, non si tratta di una valutazione che vuole essere corretto a tutti i costi, ma solo un indice di come abbiamo vissuto noi l’esperienza: agli occhi dei più esperti potrebbe rivelarsi troppo semplice e, viceversa, per i novizi potrebbe invece risultare tutto troppo ostico.

In tutto questo l’assenza di un countdown, al netto di quanto detto sopra, aiuta poi a godersi fino in fondo la sfida proposta e farlo senza “sudare freddo”.
Anzi, è persino prevista la possibilità di interrompere il gioco e “salvare” la situazione corrente: basterà munirsi di una matita (ed, eventualmente, un foglio di carta se non si vuole “rovinare” il manuale di gioco).

Il cammino

Come ampiamente detto, Tales Escape esce dagli schemi che caratterizzano questo genere di gioco e richiede una partecipazione “spirituale” da parte del gioco.
Sebbene sia innegabile che gli autori avrebbero potuto impegnarsi di più e approfondire ulteriormente il lato legato alle vicende narrate, l’aspetto legato al personaggio non viene mai meno e spesso verremo chiamati a prendere decisioni che, oltre ad avere ripercussioni sulla storia, potrebbero stendere delle ombre sulla moralità del nostro personaggio.
Il consiglio, molto sentito, di chi vi scrive è di non limitarvi a giocare, ma a vivere Escape Tales e di fare determinate scelte, almeno la prima volta che le affronterete, in funzione di quello che sentirete essere “giusto” e di quanto avrete appreso nel corso della partita. Ne otterrete un’esperienza di gioco decisamente più appagante (e magari un finale positivo)

Di nuovo qui?

Come per tutti i giochi di questo genere, il vero tallone d’Achille di Escape Tales è la rigiocabilità.
Intendiamoci: il gioco, in virtù dei numerosi finali disponibili e per il fatto che non sarà mai necessario modificare (o distruggere) alcun elemento è discretamente riutilizzabile. A nostro avviso un po’ più delle due volte supposte dagli autori Soprattutto se,come detto sopra, siete tra quelli che devono completare tutto.
Certo gli enigmi già visti non saranno una novità (considerate però che in due partite abbiamo affrontato solo 21 dei 28 enigmi possibili) e davanti alle eventuali decisioni probabilmente la scelta sarà dettata solo dal voler vedere cosa cambia.
In tutta onestà il vero limite sarà dettato dal non avere più gli “occhi dell’infante”: per quanto possiate provarci sarà veramente difficile ripercorrere tutto e riuscire a rivivere le emozioni della prima volta.
E forse, almeno per certi aspetti, il vero valore aggiunto di Escape Tales è proprio questo: dover accettare le conseguenze delle proprie scelte sapendo che non si potrà tornare mai veramente indietro.

Gioco indicato per

Escape Tales è, ovviamente, un gioco indicato a chi ama risolvere enigmi, spremersi le meningi e sfidarsi a trovare la soluzione.
D’altro canto la possibilità di ottenere indizi (o persino la soluzione) tramite l’app, e l’assenza di un timer, lo rende accessibile anche a chi generalmente non riesce particolarmente bene in questo genere di cose.
Considerato la componente narrativa e la necessità di compiere scelte “morali” è consigliabile, per goderne a pieno, affrontarlo in solitaria sebbene possa reggere tranquillamente fino a quattro giocatori come consigliato: anzi, affrontato in gruppo, potrebbe portare a stimolanti discussioni e riflessioni. A causa di alcuni temi trattati, ammesso di non voler giocare solo la parte degli enigmi, onestamente riteniamo un po’ bassa l’età consigliata di 12 anni, e pensiamo sarebbe più indicato avere qualche anno in più (o essere affiancati da un adulto).

Conclusioni

Escape Tales, ci fa piacere dirlo, è qualcosa di diverso: va oltre le “solite” fughe per cercare di approdare nell’esperienza. Certo non è privo di limiti, ma è sicuramente in grado di regalare lunghe ore di divertimento, di ragionamento e di riflessione. A volte andando anche oltre il gioco: chi vi scrive, in un paio di occasioni, si è trovato a chiedersi “Come reagirei IO se scoprissi una cosa del genere?”
Gli enigmi sono decisamente ben concepiti e strutturati: difficili senza mai risultare frustranti.
Sicuramente giocabile in gruppo ma con una marcia in più se affrontato da soli, permettendo alla storia di permeare il giocatore e, a sua volta a questi di plasmare la narrazione in maniera sentita e intima.

 

Escape Tales – Il Risveglio

Escape Tales – Il Risveglio è un gioco che riprende il noto concetto delle escape room trasformandolo in qualcosa di nuovo: un ben riuscito mix tra gdr, librogame e escapologia, dove oltre alle capacità di logica potrebbe essere messa alla prova anche la vostra morale



Verdetto

Escape Tales riesce a rinnovare il concetto di escape room da tavolo introducendo nuovi e significativi elementi che aggiungono una discreta componente "gdr". Gli enigmi di ottimo livello sapranno sempre sfidare i giocatori senza risultare frustranti, anche grazie all'ottima app di supporto. Alcuni temi trattati forse lo rendono adatto ad un pubblico di età superiore ai 12 anni consigliati. Approcciato con il giusto spirito, sopratutto in solitaria, non mancherà di appassionare e di coinvolgere.

Pro

- Enigmi di ottimo livello
- Buon mix tra escape room, gdr e librogame
- Ottima app di supporto
- Storia coinvolgente
- Materiali di ottima qualità
- Nessun elemento legacy
- Buona componente grafica
- Assolutamente perfetto in solitaria...

Contro

- ...perde alcuni elementi in gruppo
- Alcune parti difficili da leggere
- Alcune componenti un po' troppo piccole
- Rigiocabilità medio-bassa