Giochi di carte

Essere arbitro di Magic: intervista a Federico Vecchio

Molti hanno sempre giocato a Magic The Gathering nei centri ricreativi o in spiaggia quando si era ragazzini, ma esistono delle vere e proprie competizioni ufficiali, con regole e delle figure professionali che si occupano di farle rispettare. Oggi abbiamo il piacere di intervistare uno degli arbitri ( o “judge”) facenti parte di questo team di esperti: Federico Vecchio.

Ph. Alessandra Farina
Intervista a Federico Vecchio

Da quanto giochi a Magic?

Cavolo, cominciamo con le domande difficili! Ho conosciuto Magic intorno al 2001/2002. Ovviamente all’epoca guardavo le figure e credevo che i draghi fossero le creature più forti in assoluto.Ho riscoperto poi il gioco vero e proprio più avanti, intorno al 2012, arrivando a giocare i primi tornei competitivi nel 2014.

Come mai hai deciso di diventare arbitro, piuttosto che rimanere giocatore?

Anzitutto, una cosa non esclude l’altra! Ci sono tantissimi Judge là fuori che sono anche ottimi giocatori, nonostante il “meme” dica che per essere un Judge devi essere un giocatore scarso. Comunque, mi certificai come Judge ad Ottobre 2014. All’epoca lavoravo in una fumetteria e gestivo il settore delle vendite di TCG e boardgame. Avere un Judge certificato all’interno del negozio rende i tuoi tornei molto più prestigiosi, ed assicura il giusto livello di applicazione delle regole a tutti i partecipanti.

In cosa consiste il lavoro di “Arbitro di Magic”?

So già che creerò molta divisione tra i “colleghi” che leggeranno questa risposta. Non ho mai considerato essere Judge un lavoro, bensì un servizio alla community e, perchè no, una scusa da millenial nerd per girare il mondo. Inoltre lo status di Magic Judge è radicalmente cambiato quando la Wizards of the Coast ha deciso di chiudere definitivamente il Judge Program, un po’ perchè la gestione del gioco tabletop viene sempre più affidata ad organizzatori terzi e un po’ perchè ci sono ancora diverse rogne legali per quanto concerne contratti/stipendi ecc. Un gruppo di Judge si è quindi riunito ed ha creato un’associazione terza chiamata Judge Academy. JA ha ereditato fondamentalmente il personale e la struttura del Judge Program, trasformandosi però in una sorta di “accademia” per arbitri con una quota di iscrizione.

Ph. Alessandra Farina
Intervista a Federico Vecchio

Perciò mentre prima partecipare a grossi eventi internazionali come Judge era una meravigliosa occasione per girare il mondo, conoscere nuove persone ed essere discretamente retribuiti, adesso è diventata una struttura per cui diventa quasi necessario arbitrare il più possibile per rientrare dei costi. Una cosa che lo fa assomigliare sempre di più a un lavoro vero e proprio, ma credimi: è davvero difficile portarsi a casa la pagnotta facendo l’arbitro delle figurine dei mostri 😉

Parlando comunque di “in che cosa consiste fare il Judge”, ci troviamo di fronte a persone che dedicano tanto al gioco e alla community, al punto da diventare pilastri essenziali per la riuscita degli eventi. Durante i tornei i Judge si occupano di tutta la gestione dell’evento, e questo significa: organizzare l’iscrizione dei giocatori, distribuire eventuale prodotto promozionale o essenziale per il torneo, rispondere alle domande dei giocatori al tavolo, controllare la legalità dei mazzi, preoccuparsi della logistica della sala, cooperare con l’eventuale streaming, collezionare tutte le decklist e smistarle, inserire i risultati degli incontri nell’apposito software, preparare gli abbinamenti per i turni…un sacco di compiti! Quando invece siamo “a casa” ci rendiamo disponibili per offrire aiuto ai giocatori confusi dall’interazione di due figurine o diamo una mano ad un negozio della nostra zona per far conoscere meglio Magic alla sua clientela.

 

Come si può diventare arbitro?

Fortunatamente la digitalizzazione ha reso molto più facile la possibilità di addentrarsi nel mondo arbitrale, è sufficiente creare un account sul portale di Judge Academy e fare richiesta da lì. A quel punto servirà una “sponsorship” da parte di un altro Judge, che fondamentalmente dovrà solo accertarsi che dietro a quella richiesta ci sia un essere umano vero e non un software di spionaggio russo, e si è pronti per accedere ai videocorsi, ai quiz di prova, e all’esame vero e proprio. Questo per diventare un L1 Judge. Si può proseguire la scalata fino a diventare L3!

Ph. Alessandra Farina
Intervista a Federico Vecchio

Esistono regole dei tornei ufficiali “strane”? (esempio scemo: non si può giocare bendati o cose simili)

Mah, ad esempio è vietato avere sul tavolo dispositivi elettronici in grado di memorizzare informazioni o di comunicare con l’esterno. Non sono io che sono un analfabeta, è proprio la definizione ufficiale sui documenti! Questo significa ad esempio niente smartphone o smartwatch che potrebbero ricevere messaggi da parte di un nostro amico che si siede dietro il nostro avversario e rivelarci così quali carte abbia in mano!

Hai episodi strani da raccontare?

Un sacco, davvero tanti, ma molti di questi sono aneddoti così specifici che farebbero ridere soltanto chi è altrettanto appassionato di Magic. Posso però raccontarti di una situazione buffa avvenuta al primo Gran Prix che stavo arbitrando (parliamo di Rimini 2016, mi sembra…). Un gruppo di amici giocatori da Genova stava partecipando all’evento, uno dei quali stava ingenuamente festeggiando il suo addio al celibato. All’improvviso dall’impianto audio della gigantesca sala dove si svolgeva il torneo parte a volume altissimo la canzone dei nani di Biancaneve, e da una porta sbucano sette ragazzi mascherati da Mammolo, Pisolo, Brontolo ecc. Il “festeggiato” ha dovuto giocare il resto dell’evento travestito da Biancaneve, ed è un momento che tanti nella community italian di Magic si ricordano ancora.

Ph. Alessandra Farina
Intervista a Federico Vecchio

Com’è vissuta la situazione della pandemia globale all’interno delle community dei tornei ufficiali?

Ovviamente i tornei cartacei sono state le prime cose a sparire, e probabilmente saranno le ultime a tornare. A settembre si è svolto un evento a Bologna che ha portato più di 200 giocatori da tutta Italia, non è stato facile per gli organizzatori garantire distanze di sicurezza, postazioni con il gel sanificante ed assicurarsi che i giocatori indossassero la mascherina correttamente ma è andato tutto splendidamente. Purtroppo poi come sappiamo la situazione generale è molto peggiorata, ed ovviamente la necessità di lanciare le figurine sul tavolo è passata in secondo piano.

Contestualmente Wizards of the Coast ha lanciato con successo la sua nuova piattaforma di gioco online, Magic Arena, che ha attirato tantissimi nuovi giocatori e spostato molto di più l’attenzione sul Magic digitale, dirottando l’interesse da quello cartaceo. E quindi noi Judge? Beh, organizzare eventi digitali da remoto non è comunque facile, e avere nel team del personale che conosce le tecnologie ma soprattutto le necessità di un evento non fa mai male. Sicuramente la torta da spartire è diventata più piccola e ci sono meno fette per tutti, ma credo anche sia il naturale evolversi delle cose.

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