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Fabula: incontriamo Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia

Fabula, come la fabula, il contenuto di una narrazione, di una storia, ma anche di un’informazione in questo caso. Fabula è anche però l’anagramma di “bufala“, termine che indica una fake news e che soprattutto negli ultimi anni ha acquisito una valenza sempre maggiore in proporzione al diffondersi capillare di notizie false e potenzialmente pericolose. Fabula, il graphic novel di Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia, racconta difatti “una storia sul raccontare storie”, sulla condivisione di informazioni e notizie e su come queste possono modificare l’opinione pubblica in merito a certe, importanti tematiche. Pubblicato da saldaPress e in uscita il 6 maggio, il graphic novel esplora i meccanismi che stanno alla base della divulgazione sistematica delle fake news, di come esse vengono recepite dagli utenti che le leggono e delle reazioni che possono scatenare: odio, intolleranza, negazionismo, associazione a gruppi che promuovono pratiche pericolose o violente.

Tra i mali contemporanei della società, le bufale sono un po’ le protagoniste di Fabula, che attraverso un’ambientazione fantasy, umorismo, illustrazioni divertenti, mostra in maniera semplice e chiara come le notizie false nascano e si diffondano, con tutte le possibili conseguenze. Fabula ci è piaciuto così tanto da averci spinti a voler approfondire l’argomento direttamente con i suoi autori, Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia: abbiamo quindi fatto quattro chiacchiere con loro, cercando di capire come esso sia stato recepito dal pubblico, quali sono stati i passaggi che hanno condotto alla sua realizzazione e da cosa è stato ispirato.

Fabula

Fabula e i suoi autori

Prima di addentrarci nella missione portata avanti dai protagonisti di Fabula, vale la pena di conoscere gli autori che lo hanno scritto e disegnato. Lorenzo Ghetti, classe 1989, diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Linguaggi del Fumetto: lo troviamo all’interno del gruppo Delebile, che vanta l’autoproduzione di numerose antologie a fumetti di autori sia italiani che stranieri, ma anche nell’associazione Hamelin e BilBOLBul Festival Internazionale del Fumetto. Dal 2014 Lorenzo Ghetti collabora inoltre con Carlo Trimarchi e Mauro Nanfitò al progetto To Be Continued, dove vengono raccolti webcomic e racconti a fumetti, la serie Millennials e numerosi altri progetti. Le sue ultime pubblicazioni sono Dove Non Sei Tu, Non Dimenticarti di Me e In Alto Abbastanza. Un’importante collaborazione per Ghetti, che comprende la realizzazione dello stesso Fabula, è quella per la piattaforma ERCcOMICS. Francesco Guarnaccia, classe 1994 e pisano come Ghetti, lo troviamo invece tra i membri del collettivo Mammaiuto con il quale ha pubblicato From Here to Eternity. Ha all’attivo diverse altre opere da lui disegnate, tra cui Iperurania, Party Hard e il Cavalier Inservente, ma vanta anche premi prestigiosi assegnati dalle giurie di eventi quali Napoli Comicon, Treviso Comic Book Festival e Lucca Comics and Games. Instancabile illustratore, ha collaborato con BAO Publishing, Smemoranda, Rizzoli, Linus e Shockdom.

Fabula

Nel mondo fantasy creato dai due autori, vivono Eva, un’alchimista dedita alla ricerca della verità scientifica, e la sua chimera Gidil, un ibrido tra un pollo e un pesce palla. Eva realizza che alcune notizie false sono state messe in circolazione nel regno quando anche Gidil inizia a credere a certe assurdità e a comportarsi di conseguenza. I Bardi, Stagramo, Twito e Faciem Liber, veicolano tali notizie al popolo con differenti modalità, mentre quest’ultimo tende ad accettarle nonostante non siano verificate o ribaltino il sapere ottenuto fino ad oggi. Eva e Gidil partono quindi in giro per il regno per poter verificare le informazioni divulgate e smentire le notizie false che stanno plagiando le menti del popolo, così da affidare le loro ricerche ai Bardi e lasciare che vengano comunicate a tutte le persone che si riuniscono in piazza. Qui i due fanno una scoperta sconvolgente: le notizie false prendono di mira soprattutto le creature magiche, che vengono così discriminate e allontanate dalla società a causa di accuse infondate. Eva intende interrompere questa ondata di intolleranza ingiustificata e si mette all’opera per scovare i colpevoli che stanno mettendo in giro queste dannose fake news, ovvero i perfidi Umbra e Mania.

Magia, bardi e news

Fabula, il graphic novel creato da Ghetti e Guarnaccia, coniuga l’avventura di una trama fantasy a una missione che si riallaccia a tematiche fortemente pressanti nella nostra attualità: la necessità di informare ed essere informati, ma anche il dovere di cercare la verità in tale scambio di informazioni. Non è un caso che la prefazione al graphic novel sia stata scritta da uno che tratta Bufale un Tanto al Chilo ogni giorno: Michelangelo Coltelli, fondatore del sito BUTAC. Ecco perché può essere considerato un graphic novel adatto a tutti, la cui lettura può essere piacevole (ed educativa) sia per i più piccoli che per gli adulti; a questo proposito, abbiamo chiesto agli autori qual è stato il riscontro da parte dei due target di pubblico:

Lorenzo Ghetti Fabula è partito come fumetto sul web ed è stato letto innanzitutto digitalmente e in inglese, quindi questo ha limitato la lettura verso un pubblico molto specifico. Se tuttavia devo pensare a una forbice, ho la mia famiglia, genitori, zii e cugini, che si sono divertiti molto nel leggerlo soprattutto per quanto riguarda il piano narrativo. Fabula ha il vantaggio di poter essere apprezzato sia da un pubblico giovane che da uno più maturo: puoi anche non saper nulla di fake news, eppure il fumetto funziona comunque. Non a caso poi i riferimenti di Fabula, sia visivi che narrativi, sono evidentemente quelli dei cartoon statunitensi come quelli di Cartoon Network (Adventure Time, Steven Universe o Gravity Falls ad esempio), i quali sono dei prodotti molto trasversali e apprezzati da un target giovane ma soprattutto da un target adulto.

Fabula

Benché nel mondo fantasy creato da Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia i social network come li conosciamo oggi non siano presenti in maniera diretta, essi sono rappresentati “indirettamente” attraverso i Bardi, individui che divulgano notizie, considerazioni personali del popolo e immagini sotto forma di dipinti, esibendosi fisicamente in una piazza all’interno della quale la gente può riunirsi. Sono i social, quindi, che in Fabula fungono da veicolo per le news e i pensieri espressi dagli individui, i quali hanno modo così di comunicare costantemente e mettersi in un certo senso anche in mostra. A questo proposito, sarebbe interessante capire se “è nato prima l’uovo o la gallina”: i social network hanno instillato negli utenti la necessità di esprimersi in rete e di “sfoggiare sè stessi” o hanno semplicemente dato modo di mettere in atto un bisogno già insito nelle persone che attendeva solo di avere il giusto mezzo per concretizzarsi?

Francesco Guarnaccia Per rispondere a questa domanda faccio riferimento ad uno spettacolo di stand up comedy di Bo Burnham, chiamato Make Happy. Durante questa esibizione, Burnham afferma che apparteniamo oggi alla generazione della “performance”: una generazione cresciuta con il mito dell’ “io” e la convinzione che tutti siamo unici e abbiamo qualcosa di interessante da dire, perciò i social “sono la risposta del mercato a questo impulso“. Hanno consegnato a tutti un palco virtuale e hanno detto “performate ogni cosa”: cosa state mangiando, cosa state facendo, le cose che vi piacciono, i vostri pensieri. Si è trattato quindi secondo me di intercettare un fenomeno che era già presente, dando a tutti gli strumenti per raccontarsi, sebbene oggi questo sia portato al limite. I social sono strumenti neutri (anche se questo è vero solo in parte), con delle regole proprie, e a renderli positivi o negativi è l’utilizzo che se ne fa: questo è evidente in Fabula quando siamo in presenza dei Bardi in piazza e assistiamo alle reazioni delle persone ai loro contenuti. È una scena che in un certo senso fa anche ridere, perché a ben pensarci i social creano una bolla sicura all’interno della quale possiamo dire tutto quello che non diremmo nella vita reale.

Fabula

Proprio in merito ai Bardi, i due autori spiegano come sono nate queste figure, dall’ideazione alla loro rappresentazione grafica:

Lorenzo Ghetti Durante la prima fase di realizzazione del fumetto abbiamo ricevuto molti spunti da Michael Bronstein, un ricercatore che ha studiato il meccanismo di diffusione delle fake news e che ci ha affiancati nella realizzazione di Fabula nell’ambito del progetto ERCcOMICS. Grazie a lui è nata l’idea che in questo mondo fantasy i social network potessero essere dei bardi e quel punto ho iniziato a pensare quali social network potessero rappresentare questi bardi, quale poteva essere il loro aspetto, il loro metodo di comunicazione. Ammetto di scrivere sceneggiature molto “pigre” perché so che successivamente Francesco opererà le sue magie, però già in questa fase avevo scritto delle indicazioni sui bardi, su quello che avrebbero potuto dire e sul loro approccio rispetto alla popolazione: è stato poi Francesco ad aver pensato al concept grafico dei tre personaggi, ideando anche tutte le immagini quadrate.

Dalla ricerca scientifica…

Da Ghetti e Guarnaccia non ci arriva però solo un graphic novel parecchio divertente, ma anche utile a mettere in chiaro i meccanismi e i processi dietro alla strumentalizzazione sistematica delle informazioni volta a modificare l’atteggiamento degli altri. Fabula nasce infatti, come accennato da Lorenzo Ghetti, nell’ambito di ERCcOMICS, un progetto che fa propria la divulgazione scientifica per raccontare storie ispirate a veri progetti di ricerca. L’autore spiega pertanto qual è stata l’interazione con questo approccio scientifico alla realizzazione del fumetto:

Lorenzo Ghetti ERCcOMICS è una piattaforma di ricerca finanziata dall’Unione Europea, il cui obiettivo non è principalmente quello di spiegare i progetti di ricerca scientifici; i fumetti creati all’interno di quest’ambito non sono quindi divulgativi, ma contengono storie ispirate ai progetti di ricerca, scritte così a quattro mani da chi fa ricerca e chi fa fumetti. Michael è il ricercatore che ha sviluppato un software in grado di riconoscere le fake news, non prettamente sulla base del fact checking o del contenuto, ma da come esse si diffondono nel web. Lui ci ha fornito diversi spunti narrativi, ma soprattutto numerose idee sui meccanismi alla base delle fake news: ad esempio Umbra e Mania, i due antagonisti in Fabula, utilizzano uno strumento che viene sfruttato realmente nella diffusione delle notizie false, ovvero i bot, utenti fittizi che creano traffico, oppure dei “nodi“, figure che creano delle ondate informative intorno a determinati argomenti. Le stesse figure che sono state utilizzate, ad esempio, da Donald Trump durante il suo mandato per convogliare determinate notizie alla popolazione. Gidil, l’ibrido creato da Eva, rappresenta l’algoritmo alla base del software di Michael: esso si chiama infatti GDL, ovvero Geometric Deep Learning, ed è un algoritmo applicato a un tool di machine learning. Il personaggio di Gidil impara infatti nel corso della storia a riconoscere le fake news non tanto per il loro contenuto, quanto piuttosto in base a come gli utenti reagiscono ad esse. Michael ci ha fornito quindi tali input che abbiamo poi trasformato in Fabula: quest’ultimo, tra l’altro, è il primo nome che Michael aveva dato al suo software.

Fabula

Perché, però, in Fabula si è scelto di rappresentare la diffusione delle bufale attraverso i social network, piuttosto che altre fonti di informazioni come ad esempio i giornali? Ce lo spiega brevemente Francesco Guarnaccia:

Francesco Guarnaccia Il fenomeno delle fake news, con i loro pattern specifici di diffusione, nasce nello specifico sui social e molto spesso il modo con cui esse si spostano poi sui giornali è dovuto a un’interpretazione errata di qualcosa letto proprio sui social. I giornali in questo meccanismo arrivano quindi talvolta in un secondo momento, in ritardo rispetto ai social network.

…alla quest avventurosa

I due autori ci parlano poi delle ispirazioni da cui sono sono state tratte le idee per la creazione di Fabula, graphic novel che fa suo di certo uno stile molto cartoonesco e umoristico:

Lorenzo Ghetti Le pagine di taccuino su cui sono contenuti gli appunti sparsi di alchimia scritta da Eva sono tutte frutto di Francesco, che le ha realizzate interamente sia per ciò che riguarda le figure, che le immagini. Io mi sono dedicato invece alla stesura della maggior parte delle fake news contenute in Fabula, basandomi su tematiche reali che ho poi ribaltato nel mondo fantasy del fumetto: riscaldamento globale, virus, vaccini, immigrazione. Quest’ultima è diventata poi un tema centrale in Fabula, declinato nell’intolleranza verso le creature magiche, perché nel momento in cui scrivevo la trama l’immigrazione sembrava rappresentare una delle più grandi preoccupazioni per i governi e le relative nazioni, tanto da spingere qualcuno a erigere persino dei muri. A questo proposito, è interessante una delle battute utilizzate dal Re in Fabula, nel momento in cui afferma che per distrarre il popolo dai problemi del regno è necessario polarizzare l’attenzione su altro, come lo “straniero”.

Fabula

E ancora, Francesco Guarnaccia sull’umorismo utilizzato nelle sue rappresentazioni:

Francesco Guarnaccia L’umorismo che ho utilizzato in alcune battute dei personaggi, nelle pagine del taccuino di Eva o nella realizzazione di alcuni personaggi è il mio umorismo, fatto di giochi di parole o battute che non farei nella vita reale. Ad esempio Gidil è un pesce palla pollo semplicemente perché ho pensato al bait, all’esca utilizzata dalle fake news, a cui abboccano i pesci, e all’animale considerato tradizionalmente più stupido, ovvero il pollo. Da qui è nato questo ibrido. Un altro aspetto divertente del libro è il fatto che la quest di Eva e Gidil non è diretta verso, ad esempio, la ricerca di un tesoro, ma verso la ricerca della verità, che spinge i due protagonisti a mettersi in gioco e viaggiare in questo mondo selvaggio per “andare a controllare” se determinate notizie sono veritiere o meno.

In merito al concetto di verità, che essa sia ristretta all’ambito personale o che sia estesa invece ad una sfera più universale, si esprime Guarnaccia:

Francesco Guarnaccia Chiedo scusa se rispondo ancora una volta citando altre opere, ma c’è un episodio speciale di Rick&Morty che credo rappresenti bene questo concetto. Si tratta di una puntata in cui Rick, storicamente contrario ai viaggi nel tempo, spiega finalmente le motivazioni dietro al suo rifiuto: lui afferma infatti che i viaggi nel tempo non solo sono molto rischiosi, ma sono anche stupidi e inutili, in quanto non serve cambiare il passato per modificare gli eventi, ma è sufficiente modificare la memoria collettiva degli individui intorno a tali eventi. Le persone effettivamente tendono a ricordare certi fatti piuttosto che altri e questo determina la creazione di certe verità sulla base del semplice fatto che molti individui credono a quel determinato fatto anzichè un altro. Le verità vengono plasmate poi anche sulla base del linguaggio, che attraverso la sua fluidità e la sua capacità di adattarsi costantemente, dà la possibilità di spiegare fenomeni nuovi e dare loro un nome: il linguaggio dà forma ai nostri pensieri e alla nostra percezione.

Non siate dei pesce palla pollo

Fabula è un fumetto spassoso. I suoi ingredienti principali sono le sue battute e freddure stile “nerd” che faranno di certo sorridere i lettori, calate in un contesto fantasy pseudo-medievale in cui si snoda la “quest“: la missione dei protagonisti, immersi in un’avventura che li condurrà attraverso diverse peripezie nel loro bizzarro mondo, il quale altro non è che un biscotto al cioccolato poggiato su un criceto cosmico. Ma anche brillanti illustrazioni dal tratto cartoon in cui i personaggi si muovono freneticamente alla ricerca costante della verità: disegni fittissimi dove le figure possiedono espressioni caricate e sagome buffe e bizzarre. Chi è cresciuto a pane e Cartoon Network non potrà che amare Fabula e i suoi protagonisti, specialmente Gidil, il tenero pesce palla pollo dagli occhioni sporgenti che risulta ancora più divertente con i suoi sorrisi un po’ “tonti” o con la sua capacità di gonfiarsi a dismisura quando si arrabbia. Il fumetto contiene poi numerosi riferimenti a figure appartenenti alla nostra attualità o espressioni linguistiche particolarmente moderne, oltre che battute rapide ma dall’alto tasso d’umorismo: in questo senso, sono particolarmente efficaci le pagine di taccuino contenenti gli appunti dell’alchimista Eva, in cui si avvicendano spiegazioni su creature magiche, formule alchemiche o personaggi rilevanti, mantenendo costantemente un tono fortemente ironico.

Fabula

La lettura del graphic novel di Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia è consigliata, tuttavia, non solo per l‘umoristica leggerezza o il filone avventuroso entro cui si sviluppa il mondo fantastico di Fabula. A nostro avviso si tratta infatti di un’opera fortemente educativa, e per questo necessaria oggi: Fabula riesce a illustrare una tematica tanto urgente quanto quella della necessità di fare fact checking, senza didascalismi o pedanterie, ma adottando una linea umoristica e comprensibile a qualsiasi fascia d’età. Benché alcune fake news possano apparire innocue (vedi gli innumerevoli rimedi naturali che curerebbero disturbi vari ed eventuali), la maggior parte di esse scatena reazioni emotive negli utenti che le leggono in grado di condurre a conseguenze anche gravi. Gli esempi più eclatanti sono probabilmente le ondate d’odio e discriminazione dirette verso altre etnie o minoranze, sobillate da campagne politiche condotte soprattutto sui social network anche all’interno del nostro paese. Fabula probabilmente non sarà la cura a questi mali, eppure leggere le avventure di Eva e Gidil all’insegna del fact checking può aiutare a capire un concetto molto importante. Dietro al baluardo della libertà d’espressione si nascondono infatti spesso informazioni insidiose e divulgate in maniera sistematica per polarizzare la nostra percezione: non accettare tutto passivamente, ma indagare con spirito critico, può essere decisivo per non cadere in vere e proprie trappole mor(t)ali. Non siate perciò dei pesce palla pollo, siate più dei… Gidil.