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Fate – The Winx Saga: recensione delle fatine di Netflix

Quando il primo trailer di Fate – The Winx Saga fece la sua apparizione, ci fu una sensazione di smarrimento tra chi ricordava l’origine delle tenere e colorate fatine e il look più oscuro della serie anglo-italiana in arrivo su Netflix. Comprensibile, considerato che quando Iginio Straffi nel 2004 ideò queste fate voleva rivolgersi a un pubblico di giovani spettarici di una fascia d’età decisamente diversa da quell’utenza young adult ora nel mirino del colosso dello streaming. Fate – the Winx Saga non vuole essere una produzione rivolta a un pubblico pre-adolescenziale come fece all’epoca Straffi (che diede vita a un vero e proprio fenomeno editoriale), ma si inserisce all’interno di un’offerta che in tempi recenti ha visto prendere la forma de Le terrificanti avventure di Sabrina o Motherland – Fort Salem.

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Cosa avvicina Fate – The Winx Saga alle citate serie? Non solo la presenza dell’elemento magico, quanto la volontà di dare alle giovani protagoniste una caratterizzazione che le avvicini il più possibile al pubblico che dovrebbe immedesimarsi in loro. Sfida non semplice per le fatine della nuova serie di Netflix, che erano state concepite, come detto, in una prospettiva totalmente differente, più colorata e serena rispetto a quanto scopriamo ora in questa loro nuova vita.

Fate – The Winx Saga, le fate invadono Netflix

Bloom è una sedicenne apparentemente normale, pronta a iniziare la sua nuova vita di studentessa di un’esclusiva scuola. Tutto parrebbe nella norma, compreso il suo senso di spaesamento trovandosi in un nuovo ambiente, non fosse che Bloom è una fata, e Alfea è una scuola di magia in cui le fate vengono addestrate a utilizzare i propri poteri. A rendere le cose più intriganti, sono anche le origini di Bloom, figlia di due comuni umani eppure dotata della capacità di dominare il fuoco.

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Il suo arrivo a Alfea, situata nell’Oltremondo, è stata taciuta ai genitori umani, che la credono in un prestigioso college svizzero. Bloom si porta dietro un bagaglio emotivo complesso, fatto di incomprensioni e rimorsi, che la spingono a erigere dei muri per tenere lontano gli altri. Ma queste distanze verranno infrante da Stella, Aisha, Terra e Musa, altre studentesse al primo anno di Alfea che in breve tempo divengono amiche della giovane.

Sin dai primi giorni nella scuola, Bloom e le compagne, seguendo un clichè, sono coinvolte da strani e pericolosi eventi che le portano a indagare nei segreti di Alfea, portando alla luce la verità sul passato di Bloom e il suo ruolo nel futuro dell’Oltremondo. Mostri famelici, misteri e tensioni tipicamente adolescenziali sono le basi di un teen drama che coraggiosamente si prende libertà rispetto al materiale originale di Straffi.

E la scelta è stata vincente e anche segno che la produzione di Fate – The Winx Saga abbia ben compreso come i tempi siano cambiati e fosse necessario dare una nuova visione a questi personaggi.

Nuove fate per nuovi adolescenti

Non solo si riscrivono alcuni tratti delle protagoniste, ma si riesce anche a dare a questa loro nuova versione un aspetto di maggior attinenza al mondo adolescenziale. Se nelle altre serie citate i protagonisti sono spesso stereotipati, in Fate – The Winx Saga Bloom e le sue compagne vengono ritratte soprattutto nei loro tratti negativi, lasciando emergere tensioni, umorismo urticante e sensazioni reali. Gli adolescenti che vivono a Alfea non sono delle raffigurazioni monolitiche pensate per essere un esempio da ammirare, ma sono state concepite per creare un legame emotivo con gli spettatori, che possono rivedersi anche nei lati meno nobili dei protagonisti.

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Le difficoltà che vivono queste fate non hanno nulla di poetico o affascinante, ma sono l’ennesimo scoglio da superare in una parentesi già sufficientemente complessa della loro esistenza. Volendo fare un paragone, Bloom e le sue amiche sono più vicine ai tormenti vissuti dagli X-Men che non alla visione dell’adolescenza magica vista in altre serie. La caratterizzazione di questi personaggi viene acuita da una mentalità inclusiva da parte degli sceneggiatori, che inseriscono nella trama tematiche di un certo peso, dal bullismo all’inclusività, senza forzare il passo o cadere in facili stereotipi, ma trasmettendo dei messaggi apprezzabili, che sono enfatizzati da un’ottima gestione delle relazioni personali tra i personaggi. Merito di personalità credibili, capaci di essere forti all’occorrenza, ma al contempo di mostrare la fragilità di ferite interiori che donano a queste cinque ragazze un tocco di realismo che le avvicina emotivamente alle giovani spettatrici.

Dove però si perde in parte questo buon lavoro di costruzione delle personalità dei protagonisti è nel ricreare delle linee narrative che sembrano divenuti degli archetipi immancabili in produzioni di questo tipo. Bloom assurge al ruolo di predestinata, ripercorrendo sentieri già affrontati da altri personaggi celebri della pop culture. Curiosamente, il titolo della serie nella sua accezione italiana può indicare la natura delle protagoniste (fate, per l’appunto), ma in inglese con questo termine si indica il destino, quello che ci attende nel futuro. In Fate – The Winx Saga questo elemento è centrale nella trama della storia, e quanto visto in questi primi episodi sembra ribadire la centralità di questa predestinazione di Bloom.

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Fate – The Winx Saga si discosta profondamente dal suo originale cartone animato, comprendendo come siano cambiati i tempi, presentandosi come una rinascita per questi personaggi che rispecchi la consapevolezza di come avvicinare gli spettatori adolescenti, che possono esser portati ad affrontare temi più maturi rispetto a lettori infantili. Un distacco che consente anche di presentare la magia in un’altra ottica, meno edulcorata e divertente, per avvicinarsi a una concezione più umorale e pericolosa, che vede le protagoniste frequentare una scuola che dovrebbe non solo guidarle nel familiarizzare con i propri poteri, ma trasformarle in soldati di una guerra imminente che sta arrivando ai confini della stessa Alfea.

Siamo profondamente lontani dalle fatine colorate che Straffi portò alla celebrità nel 2004, dove i colori e l’allegria hanno lasciato spazio a ambientazioni cupe e tormenti adolescenziali, dando vita a una serie young adult promettente e che ha appena cominciato a mostrare il suo potenziale.

Potete vedere Fate – The Winx Saga sottoscrivendo un abbonamento a Netflix