Cinema e Serie TV

Fernando, la recensione della docu-serie su Fernando Alonso

Nel corso della conferenza stampa organizzata da Amazon per presentare la nuova docu-serie Fernando dedicata al campione automobilistico Fernando Alonso, il pilota si è definito un guerriero sempre molto competitivo. Tale caratteristica viene ripetuta costantemente anche dalla compagna Linda Morselli e da alcuni amici intimi presenti proprio nei cinque episodi della serie oggetto della recensione.

Fernando: una novità tra le docu-serie sportive

Fernando è la nuova docu-serie targata Amazon Exclusive che da ieri, 25 settembre 2020, è disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in più di 240 paesi. Come è facilmente intuibile si tratta di una docu-serie sportiva, genere che ultimamente sta andando molto forte grazie alla loro impronta epica e alla volontà di mostrare tutti i retroscena dei campioni descritti. Netflix si è fatta conoscere ultimamente con The Last Dance, la serie Netflix sul celebre cestista Michael Jordan e i Chicago Bulls, mentre Amazon non era nuova a questo genere di prodotti per lo più incentrati su calciatori del calibro di Sergio Ramos e Toni Kroos.

La serie su Fernando Alonso, oltre ad essere una assoluta novità per quanto riguarda gli sport trattati, si è rivelata fin da subito una grande sfida perché mette in mostra uno degli sportivi più competitivi e, lasciatecelo dire, antipatici che ci siano. Dopotutto se ne rende conto lui stesso che nel corso della conferenza stampa, ma anche nella prima puntata della serie, spera che quantomeno il pubblico possa iniziare a vederlo con occhi differenti.

Un carattere difficile e la voglia di riscattarsi

Alonso, infatti, nonostante i suoi grandi successi e il grandissimo talento per l’automobilismo che gli ha permesso di essere ritenuto uno dei piloti più completi di sempre vicino all’ambita Tripla Corona del motorsport (tra l’altro unico pilota che potrebbe davvero vincerla dopo Graham Hill, nonché unico detentore di tale riconoscimento), ha sempre avuto difficoltà nell’essere apprezzato come persona. A causa del suo brusco carattere e alla sua indole competitiva che lo hanno portato a non accettare mai le sconfitte, ha sempre avuto problemi sia con i propri fan che con chiunque gli stesse attorno.

All’epoca del ritiro dalla Formula 1 nel 2018, Alonso giustificò la sua scelta col fatto che non accettasse l’egemonia della Mercedes e di Lewis Hamilton. Questo è quanto ha detto anche nel corso della conferenza stampa ed è stato il motivo che, come si vede parzialmente nella docu-serie, portò ad un battibecco proprio con Hamilton (in passato anche compagni di squadra alla McLaren) il quale aggiunse che nell’automobilismo e in qualunque sport, non conta solo come si usa il volante, ma anche come ci si pone con gli altri e quale percezione essi hanno della persona.

Fernando Alonso ha sempre detto che dell’opinione degli altri non si è mai preoccupato e lo ha ribadito anche nella conferenza stampa dicendo:

“L’opinione delle persone che hanno nei mie confronti non è qualcosa che mi preoccupa particolarmente. Non ho mai avuto troppa paura di mostrarmi come sono. Ci sono milioni di persone che guardano i documentari e leggono i libri e magari riescono a cambiare opinione sul protagonista: certamente è qualcosa di positivo, perché nessuno vorrebbe che in giro si parlasse male di te. In realtà vorrei chiedere ai miei detrattori cosa hanno contro di me e cosa ho fatto per creare quest’immagine negativa della mia persona”.

Tuttavia la volontà di mettersi in gioco con la realizzazione di questa docu-serie mostra come il pilota tenga, anche in piccola parte, a mostrare agli altri il suo lato più amorevole e gentile, come se volesse giustificare tutti gli eventi che in qualche modo lo hanno caratterizzato in negativo. A tal proposito è stata anche annunciata una seconda stagione che mostrerà il suo ritorno in Formula 1 a bordo della Renault (o meglio della Alpine dato che cambierà nome proprio in concomitanza con l’inizio del nuovo Campionato Mondiale di F1).

Nella serie Amazon, pertanto, sono presenti momenti di vita privata sia con la sorella e con i genitori, ma soprattutto con la compagna. Sono proprio questi momenti intimi e generalmente nascosti che mettono in risalto il suo carattere gentile, altruista e rispettoso. Se, infatti, sportivamente abbiamo conosciuto un campione competitivo e a tratti opprimente, nel privato il rispetto reciproco e il bilanciamento dei ruoli permette alla coppia di mantenere forte il proprio rapporto, anche nelle piccole cose come ad esempio il lavaggio dei piatti.

Un incredibile campione molto attento ai dettagli

Alonso, però, è soprattutto uno sportivo e in cinque puntate sono condensate tutte le sue più importanti esperienze che riguardano non solo l’automobilismo, ma anche il ciclismo e il tennis con gli amici. Si pone, ovviamente, un focus sulla 24 Ore di Le Mans del 2018 dove ha vinto grazie anche agli altri due piloti Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima, si continua con la Dakar e con la stagione del campionato del mondo Endurance con la Toyota, poi con la 6 ore di Silverstone e la 6 ore di Spa e ovviamente con la Formula 1 e la 500 Miglia di Indianapolis dove, però, a bordo di una McLaren Honda ha solo avuto due ottimi risultati, ma non sufficienti per vincere l’ambita Triple Crown. 

Proprio in questi casi si possono osservare alcuni dettagli interessanti. Il casco di Alonso, ad esempio, è ricco di sponsor e ognuno è messo nel posto giusto per essere inquadrato al meglio durante ogni competizione. Ogni voltante che usa per pilotare le differenti auto è realizzato appositamente per le sue mani. Lo zainetto che porta sempre con sé ha all’interno solo un computer, la patente di guida e soprattutto due passaporti, uno personale e uno utile per ottenere i visti nelle ambasciate (pensate che a soli 37 anni, ha già consumato ben 21 passaporti). Ma, soprattutto, a discapito di ciò che possiamo pensare noi italiani, Alonso a quanto pare non ha dei bei ricordi con la Ferrari dato che viene mostrata in pochissimi frame dando, invece, risalto alla Renault con cui vinse i due Campionati Mondiali di Formula 1.

Insomma, Alonso è uno sportivo di grande pregio e lo si comprende anche dalle immagini di repertorio sulla sua vita e da alcuni scorci del suo modo di approcciarsi ai problemi. È un grande appassionato di matematica, pertanto calcola spasmodicamente ogni momento della sua vita e usa i momenti di tranquillità, come la notte, per concentrarsi e studiare le future mosse. La matematica e in particolare i numeri gli permettono di studiare meglio i paddock e approcciarsi meglio a una gara o comprendere, dopo di essa, cosa non è andato. Anche per questo motivo non ama stare sotto i riflettori partecipando a interviste e conferenze e per questo, molto spesso, viene visto come un personaggio schivo e sgradevole.

Nella docu-serie, però, comprendiamo che il pilota non è divenuto quello che è totalmente da solo, ma ha avuto bisogno di un grande team di amicizie e parenti che lo aiutassero a crescere e a migliorare sempre di più. Nelle puntate, quindi, non osserviamo solo Linda Morselli e Lorena Alonso, ma anche Luis Garcia Abad, il manager, Marc Genè, pilota e suo migliore amico e Carlos Sainz, pilota di Rally tre volte vincitore del Rally Dakar e padre del pilota Carlos Sainz jr.

In conclusione…

Fernando è una serie sportiva abbastanza classica che non usa esagerati virtuosismi registici o melodrammatici momenti per idealizzare il protagonista. Tutto è incentrato sul personaggio nudo e crudo di Fernando Alonso, con i relativi pregi e difetti e con le conseguenti vittorie e sconfitte. Questo potrebbe deludere chi è alla ricerca di un prodotto più cinematografico e distante da un classico documentario, ma al contrario sicuramente appassionerà i fan del campione che si renderanno conto quanto avesse ragione Lewis Hamilton.

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